Al 31 luglio 2026 l'Inail ha registrato 13 casi mortali fra gli studenti, contro i sette dei primi sette mesi del 2025. Il dato emerge dal comunicato Inail dell'8 settembre 2026 e coincide con un altro record: le denunce di infortunio scolastico salgono a 52.744, il 5,6% in più su base annua. Nello stesso periodo le denunce nei percorsi di formazione scuola-lavoro, gli ex PCTO, si sono invece dimezzate, passando da circa 1.200 a 597. Il paradosso restituisce una fotografia opposta a quella che ci si attenderebbe.
I numeri Inail: infortuni in aumento, sette mesi da bilancio
Nei primi sette mesi del 2026 l'Inail ha protocollato 52.744 denunce di infortunio riferite a studenti di ogni ordine e grado, pari al 14% di tutte le denunce del periodo. Il 42% delle vittime sono studentesse (in crescita del 5,5% sul 2025), il 58% studenti (+5,6%). Tre casi su quattro riguardano ragazzi under 15, cioè le scuole primarie e secondarie di primo grado. Il 97% degli infortuni si verifica in occasione di attività scolastiche, il 3% durante i tragitti casa-scuola. Al perimetro delle scuole statali va il 94% delle denunce, il resto proviene da paritarie e scuole private.
Perché i PCTO calano ma i mortali raddoppiano
Il dato che nessuna tabella riesce a spiegare da sola è il divario fra due curve che dovrebbero muoversi nella stessa direzione. Delle 52.744 denunce complessive, solo 597 riguardano i percorsi di formazione scuola-lavoro: la metà rispetto ai primi sette mesi del 2025. Sull'altro versante, i casi mortali fra i banchi sono passati da sette a tredici in un anno. Con la tutela Inail estesa nel 2023 a tutti gli studenti delle scuole pubbliche e paritarie, il perimetro assicurativo si è allargato: entrano oggi nella statistica anche incidenti che prima non venivano contati come infortuni sul lavoro. La quota schiacciante di vittime under 15 e il fatto che il 97% degli eventi avvenga a scuola confermano che l'aumento non dipende dai PCTO delle superiori. Il fronte critico si sta spostando verso l'attività didattica ordinaria delle medie e delle primarie, dove la sicurezza è spesso lasciata alle sole procedure interne di istituto.
Il quadro cambia sensibilmente se si allarga lo sguardo al lavoro dopo il diploma: secondo l'indagine Censis-Osservatorio Indire sugli studenti dopo il diploma il 77% di chi cerca un impiego riesce a trovarlo, un ingresso rapido che moltiplica l'esposizione al rischio infortunistico. Ai 422 decessi conteggiati dall'Inail entro luglio (esclusi studenti) l'Osservatorio indipendente di Bologna, che dal 2008 monitora anche i lavoratori non coperti da assicurazione obbligatoria, contrappone un bilancio già oltre le mille vittime al 15 settembre. La forbice quantifica il buco statistico dei lavoratori invisibili: irregolari, autonomi non iscritti, agricoli senza posizione assicurativa.
Regione per regione: la mappa dei rischi
La Lombardia guida entrambe le classifiche. Con il 24% delle denunce studentesche (+9,3% sul 2025) è la regione più esposta anche in valore assoluto per i lavoratori adulti, dove aggiunge due decessi ai bilanci del 2025. Seguono l'Emilia-Romagna, che sale al 13% delle denunce scolastiche (+13,3%) e mette a bilancio cinque morti in più fra i lavoratori, il Veneto (12%; +2,8%) e il Piemonte (10%; +3,9%). Le costruzioni restano il settore adulto con più incidenti mortali: 76 vittime nei primi sette mesi, nove in più rispetto al 2025. Cresce anche il comparto sanità e assistenza sociale, che passa da 4 a 11 decessi. Sul fronte scolastico l'Inail avverte che i dati sono provvisori e sono destinati a variare, in particolare per gli infortuni denunciati come mortali.
Il consolidamento arriverà con la relazione annuale del prossimo giugno. Nel frattempo, sul versante degli adulti, i 2 miliardi di incentivi al lavoro confermati per il 2026 dalla ministra Calderone non prevedono voci dedicate alla sicurezza sui luoghi di lavoro, e il quadro post-università resta trainato dai settori più a rischio: lo confermano i dati Almalaurea 2026 sull'occupazione dei laureati , che vedono le facoltà tecniche in cima ai tassi di ingresso rapido nel mercato del lavoro. L'aumento dei mortali fra gli under 15 chiede alle scuole di ripensare la sicurezza a partire da palestre e laboratori, dove ancora oggi si concentra la maggior parte dei sinistri gravi.
Domande frequenti
Perché sono aumentati gli infortuni tra gli studenti nel 2026 rispetto al 2025?
L'aumento degli infortuni è legato principalmente all'ampliamento della tutela Inail a tutti gli studenti delle scuole pubbliche e paritarie, che ha incluso nella statistica anche incidenti prima non registrati come infortuni sul lavoro. Inoltre, la maggior parte degli incidenti avviene durante le attività scolastiche ordinarie, specialmente nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Come mai le denunce di infortunio nei PCTO sono diminuite, mentre i casi mortali sono aumentati?
Le denunce nei percorsi scuola-lavoro (ex PCTO) si sono dimezzate, ma l'aumento dei casi mortali riguarda soprattutto le attività scolastiche ordinarie e non i PCTO. Il fenomeno sottolinea che il problema della sicurezza è ora più critico nelle scuole medie e primarie, piuttosto che nei percorsi di formazione lavoro delle superiori.
Quali fasce di età sono più colpite dagli infortuni scolastici?
Tre casi su quattro riguardano studenti under 15, ovvero bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Ciò evidenzia una maggiore esposizione al rischio tra i più giovani all'interno delle scuole.
Quali sono le regioni italiane più colpite dagli infortuni scolastici e lavorativi?
La Lombardia è la regione con il maggior numero di denunce studentesche e incidenti tra lavoratori adulti, seguita da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Queste regioni registrano anche un aumento rispetto all'anno precedente sia nel settore scolastico che in quello lavorativo.
Quali sono le principali attività scolastiche dove avvengono gli incidenti gravi?
La maggior parte dei sinistri gravi tra gli studenti si verifica durante le attività ordinarie di scuola, in particolare in palestra e nei laboratori. Questi ambienti richiedono una maggiore attenzione e un ripensamento delle misure di sicurezza.
Cosa si prevede per il futuro in tema di sicurezza scolastica e lavorativa?
Il consolidamento dei dati Inail avverrà con la relazione annuale del prossimo giugno. Attualmente, non sono previsti incentivi dedicati alla sicurezza nei nuovi finanziamenti al lavoro, mentre l'aumento degli incidenti tra under 15 impone alle scuole una revisione delle procedure di sicurezza, soprattutto negli ambienti più a rischio.