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Indagine Censis per osservatorio Indire: Studio e lavoro dopo il diploma il  41,7% degli studenti lo vuole, il 7,7% riesce a trovarlo
Lavoro

Indagine Censis per osservatorio Indire: Studio e lavoro dopo il diploma il 41,7% degli studenti lo vuole, il 7,7% riesce a trovarlo

Indagine Censis su oltre 8.000 studenti: il 41,7% dei diplomandi vuole conciliare studio e lavoro, ma nel 2024 solo il 7,7% ci riesce davvero.

Il 41,7% degli studenti dell'ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado aspira a conciliare studio e lavoro dopo il diploma. È il dato principale dell'indagine Censis condotta su oltre 8.000 studenti nell'ambito del progetto La scuola vista dai giovani, parte dell'Osservatorio Iride e diffusa il 21 luglio 2026.

Le aspirazioni dopo il diploma

Contemporaneamente studiare e lavorare è la strada preferita dagli studenti in uscita dalla secondaria di secondo grado. Chi punta a dedicarsi esclusivamente allo studio si ferma al 26,2%, mentre il 16,0% intende cercare subito un'occupazione. Un altro 16,1% dichiara di non avere ancora le idee chiare o pensa a un anno sabbatico prima di scegliere. La conclusione della scuola secondaria conferma il proprio ruolo di transizione centrale nella biografia dei giovani, tra formazione ulteriore e ingresso nel mercato del lavoro.

I liceali risultano i più orientati alla prosecuzione degli studi: il 37,2% punta a studiare in via esclusiva e il 48,5% intende affiancare un'attività lavorativa alla formazione universitaria. Il quadro cambia negli altri indirizzi: dichiara di voler cercare lavoro dopo il diploma il 41,3% degli studenti degli istituti professionali e il 26,7% degli studenti degli istituti tecnici. Tra chi progetta di lavorare, il 51,5% cerca un'occupazione capace di valorizzare talenti e aspirazioni personali.

Un anno dopo: la realtà occupazionale dei diplomati 2024

Il quadro cambia osservando cosa succede realmente dopo il titolo. A dodici mesi dal diploma, solo il 7,7% dei diplomati del 2024 studia e lavora contemporaneamente. Il 47,5% ha proseguito con lo studio a tempo pieno, quota che sale al 66,8% tra i diplomati liceali, al 32,3% tra i tecnici e al 13,7% tra chi ha conseguito la maturità professionale. La distanza rispetto alle intenzioni dichiarate durante l'ultimo anno è netta, e riguarda sia chi voleva combinare lavoro e studio sia chi puntava a un ingresso rapido nel mercato del lavoro.

Per i diplomati di tecnici e professionali l'ingresso nel mercato del lavoro non è immediato: a un anno dal diploma il 55,4% di chi ha una maturità professionale e il 40,3% dei diplomati tecnici risulta disoccupato o inoccupato. Sul fronte della preparazione alla scelta, il 61,1% degli studenti dell'ultimo anno si dichiara preparato per una decisione consapevole, mentre il 38,9% ammette di non disporre di tutte le informazioni e le competenze necessarie.

Il divario tra chi vorrebbe conciliare studio e lavoro (41,7%) e chi ci riesce a distanza di un anno (7,7%) è di oltre 34 punti percentuali. Sul risultato pesano la difficoltà del mercato del lavoro giovanile, particolarmente evidente per i diplomati degli istituti professionali, e lo spazio ancora aperto per le attività di orientamento nell'ultimo anno di scuola secondaria. Il Censis lega il gap all'esigenza di rafforzare l'accompagnamento nella fase in cui aspirazioni e incertezze convivono.

Domande frequenti

Quali sono le principali aspirazioni degli studenti dopo il diploma?

Il 41,7% degli studenti desidera conciliare studio e lavoro, il 26,2% preferisce dedicarsi esclusivamente allo studio, il 16,0% cerca subito un'occupazione, mentre il 16,1% è indeciso o pensa a un anno sabbatico.

Cosa succede realmente a un anno dal diploma rispetto alle intenzioni dichiarate dagli studenti?

A distanza di un anno dal diploma, solo il 7,7% degli ex studenti riesce a studiare e lavorare contemporaneamente, mentre il 47,5% prosegue con lo studio a tempo pieno. Questo evidenzia un forte divario tra le aspirazioni e la realtà occupazionale.

Quali differenze emergono tra i vari indirizzi scolastici nelle scelte post-diploma?

I liceali sono più orientati allo studio universitario (66,8% a tempo pieno), mentre tra i diplomati di istituti tecnici e professionali è più alta la quota di chi cerca lavoro, ma anche la percentuale di disoccupati o inoccupati a un anno dal diploma.

Quali sono le principali difficoltà che i giovani incontrano nel combinare studio e lavoro dopo il diploma?

Il mercato del lavoro giovanile presenta notevoli difficoltà, in particolare per i diplomati degli istituti professionali, con alti tassi di disoccupazione e inoccupazione che rendono difficile conciliare lavoro e studio come desiderato.

Quanto si sentono preparati gli studenti dell’ultimo anno a scegliere il proprio futuro?

Il 61,1% degli studenti si dichiara preparato a prendere una decisione consapevole, mentre il 38,9% ammette di non avere tutte le informazioni e competenze necessarie, evidenziando la necessità di rafforzare l’orientamento scolastico.

Pubblicato il: 21 luglio 2026 alle ore 10:02

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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