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L'elettrificazione europea da 260 miliardi e il conto per l'Italia
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L'elettrificazione europea da 260 miliardi e il conto per l'Italia

Von der Leyen punta a 260 miliardi di risparmi annui con l'elettrificazione al 2040. L'Italia importa il 75,2% dell'energia: quanto pesa il ritardo.

Nel discorso sullo Stato dell'Unione 2026 pronunciato il 16 settembre a Strasburgo, Ursula von der Leyen ha messo un numero sul tavolo: 260 miliardi di euro l'anno risparmiati se l'UE raddoppia la produzione elettrica interna entro il 2040. Per l'Italia il conto parte da un 75,2% di dipendenza energetica dall'estero e da un mix elettrico rinnovabile fermo al 41,1%.

Il piano di Bruxelles in cifre

La Commissione europea presenta l'elettrificazione come lo strumento principale per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, secondo von der Leyen, le importazioni fossili sono costate 90 miliardi di euro in più a parità di consumi, con la fine dei contratti ventennali con Mosca che ha esposto il continente al mercato spot dei prezzi variabili giornalieri.

Nel 2025 la quota delle rinnovabili nel mix elettrico dell'Unione è salita dal 36% del 2021 al 47%, e per la prima volta la produzione combinata di eolico e solare ha superato quella di tutte le fonti fossili. Nell'ultimo anno l'UE ha installato oltre 80 GW di nuova capacità rinnovabile, ma una capacità pari a circa sei volte questa attende ancora l'allacciamento alla rete. Da qui il Grids Package e il Battery Booster da 1,5 miliardi di euro annunciati nel discorso della Commissione europea sullo Stato dell'Unione 2026, che arrivano mentre la competizione industriale globale sulla filiera tech si fa più aspra, come mostra il caso della causa da 16,8 miliardi di Musk contro Tera Print sui semiconduttori.

Dove parte l'Italia: dipendenza al 75% e rinnovabili al 41%

Il quadro italiano racconta la distanza reale dal piano europeo. Nella relazione MASE sulla situazione energetica nazionale la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri risale al 75,2% nel 2025, contro il 73,5% del 2024: le importazioni nette valgono ancora oltre tre quarti dell'energia complessivamente immessa nel sistema, con il gas naturale che pesa per il 95% del fabbisogno importato.

Sul fronte elettrico i dati Terna e GSE registrano una quota di rinnovabili al 41,1% dei consumi coperti nel 2025, sei punti sotto il 47% europeo indicato da von der Leyen. La produzione elettrica da fonti rinnovabili in Italia è scesa del 2,8% rispetto al 2024, da 118,4 a 115,1 TWh, mentre l'obiettivo di Bruxelles chiede di raddoppiare la produzione elettrica interna in quattordici anni. Nel mix nazionale il fotovoltaico resta la quota principale con circa il 34,6% della generazione da fonti rinnovabili, ma la nuova capacità installata annuale non è ancora sui volumi che il traguardo comunitario richiederebbe.

Il gap non è solo statistico: si allarga proprio nell'anno in cui la Commissione alza l'asticella e riscrive gli oneri di rete per evitare che l'elettricità resti tassata più del gas. Il posizionamento italiano dentro le grandi partite europee resta un tema aperto anche oltre l'energia, come racconta l'analisi sull'appello di Bill Gates in tema AI e governance sul rapporto tra Bruxelles e Roma.

Cosa cambia per bollette e investimenti

L'esposizione italiana al mercato spot del gas si traduce in bollette più volatili rispetto alla media continentale. Von der Leyen ha ricordato che l'integrazione del mercato elettrico europeo produce già 34 miliardi di euro di risparmi annui per i consumatori, cifra che potrebbe salire a 40-43 miliardi entro il 2030 con reti più interconnesse.

Sul fronte degli investimenti la Commissione ha annunciato una Clean Energy Investment Strategy e ha chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti di mobilitare oltre 75 miliardi di euro in tre anni per la transizione. Il primo cantiere concreto è l'hub eolico offshore da 3 GW sull'isola danese di Bornholm, finanziato con 645 milioni di euro dal Connecting Europe Facility.

Per l'Italia la partita si gioca sulla capacità di sbloccare le connessioni di rete e di far arrivare a terra i fondi PNRR ancora aperti sul capitolo energia e ricerca, mentre il rialzo dei tassi deciso dalla Fed pesa sul costo del debito che finanzia gli investimenti pubblici, come mostra il conto per i 30,09 miliardi PNRR di scuola e ricerca.

Il calendario europeo dà quattordici anni per raddoppiare la quota elettrica. Con la dipendenza italiana che sale invece di scendere, i 260 miliardi di risparmi promessi arriveranno per primi ai Paesi che si muovono adesso.

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo dell'elettrificazione europea annunciato dalla Commissione?

L'obiettivo è raddoppiare la produzione elettrica interna entro il 2040, puntando a risparmi annuali di 260 miliardi di euro e a una drastica riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Qual è la situazione attuale dell'Italia rispetto agli obiettivi europei sull'energia?

L'Italia ha una dipendenza energetica dall'estero del 75,2% e una quota di rinnovabili nel mix elettrico al 41,1%, inferiore al 47% della media UE. Inoltre, la produzione da fonti rinnovabili è in calo rispetto all'anno precedente.

Cosa comporta la forte dipendenza italiana dal mercato estero del gas?

Comporta una maggiore volatilità delle bollette rispetto alla media europea, poiché l'Italia è più esposta ai prezzi variabili del mercato spot del gas.

Quali sono le iniziative europee per facilitare la transizione energetica?

La Commissione ha lanciato il Grids Package e il Battery Booster da 1,5 miliardi di euro, oltre a una Clean Energy Investment Strategy e a fondi per nuovi progetti come l'hub eolico offshore di Bornholm.

Cosa deve fare l'Italia per allinearsi agli obiettivi europei di elettrificazione?

Deve sbloccare le connessioni di rete, aumentare la capacità installata di rinnovabili e utilizzare efficacemente i fondi PNRR destinati a energia e ricerca, superando le attuali difficoltà di investimento.

Pubblicato il: 17 settembre 2026 alle ore 16:28

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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