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Bonus climatizzatori, ultimo anno al 50%: dal 2027 detrazione ridotta
Lavoro

Bonus climatizzatori, ultimo anno al 50%: dal 2027 detrazione ridotta

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La detrazione resta al 50% per la prima casa fino al 31 dicembre 2026. Dal 2027 scende al 36%: calcoli, regole e bonifico parlante.

Il bonus condizionatori 2026 mantiene la detrazione al 50% sulla prima casa, ma solo fino al 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2027 la percentuale scende al 36% per l'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili, come previsto dall'articolo 1, comma 22, della legge 199/2025. La corsa all'acquisto è già in atto: secondo l'Osservatorio Trovaprezzi.it, a maggio 2026 le ricerche di condizionatori sono cresciute del 12,4% sul 2025.

Senza ristrutturazione, ma solo con pompa di calore

L'Agenzia delle Entrate ha confermato che la detrazione spetta anche senza opere edilizie, a patto di sostituire un impianto di climatizzazione esistente con un sistema a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. Il riferimento normativo poggia sull'articolo 14 del decreto legge 63/2013 e sull'articolo 16-bis, lettera h, del Testo unico delle imposte sui redditi: la pagina dell'Agenzia delle Entrate sul risparmio energetico richiama proprio questo combinato disposto. Restano esclusi gli impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili, comprese le caldaie.

Il perimetro dei beneficiari resta ampio: persone fisiche, professionisti, condomini, società, enti pubblici e privati non commerciali, istituti autonomi per le case popolari e cooperative di abitazione a proprietà indivisa. La legge di bilancio interviene anche su altre voci di spesa del 2026, tra cui le prime stime sull'aumento delle pensioni nel 2026 e il bonus nido sostenuto dalla consigliera Inps Gnecchi.

Quanto si perde aspettando il 2027

Il 2026 è l'ultimo anno con le aliquote più favorevoli. Per la prima casa la detrazione resta al 50%, per le altre unità immobiliari al 36%. Dal 1° gennaio 2027 le percentuali scendono rispettivamente al 36% e al 30%: rimandare l'acquisto comporta una perdita secca sul rimborso fiscale.

Su un climatizzatore da 2.500 euro installato in abitazione principale, il bonus 2026 vale 1.250 euro recuperabili in dieci quote annuali da 125 euro. Lo stesso intervento nel 2027 si fermerà a 900 euro, con un mancato risparmio di 350 euro. Su un sistema multisplit da 4.000 euro la differenza diventa più pesante: 2.000 euro contro 1.440 euro, ovvero 560 euro in meno.

Per le seconde case e gli immobili locati il taglio è meno marcato in percentuale ma altrettanto sensibile. Su 2.500 euro, il rimborso scende da 900 euro nel 2026 a 750 euro nel 2027. Su 4.000 euro, da 1.440 euro a 1.200 euro. Il calcolo va incrociato con il limite di spesa dell'Ecobonus, che riconosce un massimale di 30.000 euro per unità immobiliare: oltre quella soglia nessun esborso aggiuntivo dà diritto a ulteriori detrazioni.

Il differimento al 2027 pesa anche per chi recupera il bonus in dieci anni. Una famiglia che incassa 1.250 euro sulla prima casa trova 125 euro l'anno in dichiarazione; lo stesso intervento, fatto un anno più tardi, restituirebbe solo 90 euro l'anno.

Bonifico parlante e scheda Enea: gli errori da evitare

Per accedere al beneficio serve il bonifico parlante. La causale deve riportare il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario, la partita Iva o il codice fiscale dell'azienda installatrice e gli estremi della fattura. Pagamenti con carte di credito, assegni o contanti escludono il diritto alla detrazione.

Dopo l'installazione scatta l'obbligo della scheda descrittiva da inviare a Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Il portale Enea per le detrazioni fiscali 2026 è online dal 22 gennaio. Per gli interventi conclusi tra il 1° e il 22 gennaio 2026 e per i lavori finiti nel 2025 con spese sostenute anche solo in parte nel 2026, i 90 giorni decorrono dal 22 gennaio: la scadenza ultima è quindi il 22 aprile 2026. Negli altri casi i 90 giorni partono dalla data effettiva di fine lavori. La trasmissione richiede SPID o CIE personale.

L'attenzione sul rapporto tra spesa pubblica ed equità si estende anche oltre i bonus per la casa, come ricorda il manifesto delle sedici associazioni sull'economia dei servizi e gli appalti pubblici. Chi installa il climatizzatore in queste settimane ha 90 giorni dalla fine dei lavori per inviare la scheda a Enea. Per cogliere l'aliquota al 50% prima del taglio del 2027 restano circa sei mesi: la spesa va sostenuta entro il 31 dicembre.

Domande frequenti

Quali sono le nuove percentuali di detrazione per il bonus climatizzatori dal 2027?

Dal 1° gennaio 2027 la detrazione scenderà al 36% per la prima casa e al 30% per tutte le altre unità immobiliari, rispetto al 50% previsto fino al 31 dicembre 2026.

È possibile accedere al bonus climatizzatori senza ristrutturazione?

Sì, la detrazione spetta anche senza opere edilizie, purché si sostituisca un impianto esistente con un sistema a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. Sono esclusi gli impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili.

Chi può beneficiare della detrazione per l'acquisto di climatizzatori?

Possono accedere al bonus persone fisiche, professionisti, condomini, società, enti pubblici e privati non commerciali, istituti autonomi per le case popolari e cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Quali sono i principali adempimenti per ottenere il bonus climatizzatori?

È necessario effettuare un bonifico parlante con causale corretta e inviare la scheda descrittiva all'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori utilizzando SPID o CIE personale.

Qual è il limite massimo di spesa detraibile con l’Ecobonus climatizzatori?

Il massimale di spesa riconosciuto dall’Ecobonus è di 30.000 euro per unità immobiliare. Oltre questa soglia, eventuali spese aggiuntive non danno diritto ad ulteriori detrazioni.

Cosa comporta rimandare l'acquisto del climatizzatore al 2027?

Rimandare l'acquisto significa perdere parte del rimborso fiscale: ad esempio, per una spesa di 2.500 euro sulla prima casa, la detrazione scende da 1.250 euro nel 2026 a 900 euro nel 2027, con una perdita di 350 euro.

Pubblicato il: 20 giugno 2026 alle ore 10:21

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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