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Percorsi abilitanti 2025/26, il MUR autorizza ulteriori posti: ecco le università e le classi di concorso coinvolte
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Percorsi abilitanti 2025/26, il MUR autorizza ulteriori posti: ecco le università e le classi di concorso coinvolte

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Con il decreto n. 494 del 21 aprile 2026, il Ministero dell'Università amplia l'offerta formativa per l'abilitazione nella scuola secondaria. Tra gli atenei interessati Salerno, l'Europea di Roma e la Niccolò Cusano

Cosa prevede il decreto MUR n. 494 del 2026

Nuova iniezione di posti per chi aspira all'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha firmato il decreto n. 494 del 21 aprile 2026, con il quale vengono autorizzati ulteriori posti per i percorsi abilitanti relativi all'anno accademico 2025/26. Si tratta di un provvedimento atteso da migliaia di aspiranti docenti che, nei mesi scorsi, avevano visto saturarsi rapidamente i contingenti inizialmente previsti.

La decisione arriva in un momento in cui la domanda di formazione abilitante continua a superare l'offerta disponibile, un fenomeno che si è accentuato dopo l'avvio ufficiale dei percorsi formativi abilitanti per insegnanti, che aveva segnato un passaggio cruciale nel nuovo sistema di reclutamento docenti disegnato dalla riforma legata al PNRR.

Il decreto, stando a quanto emerge dal testo pubblicato dal MUR, non si limita a un incremento generico: individua con precisione gli atenei destinatari dei nuovi posti e le classi di concorso per le quali l'ampliamento è stato disposto.

Le università coinvolte nell'ampliamento

Tra gli atenei che beneficeranno dell'incremento figurano realtà molto diverse tra loro per dimensione, vocazione e collocazione geografica. Il decreto menziona esplicitamente:

  • Università degli Studi di Salerno, uno dei principali poli formativi del Mezzogiorno
  • Università Europea di Roma, ateneo privato con una consolidata offerta nel campo delle scienze dell'educazione
  • Università Niccolò Cusano - Telematica Roma, che opera nella modalità a distanza e che intercetta una platea particolarmente ampia di candidati lavoratori e fuori sede

La scelta di coinvolgere anche atenei telematici conferma una tendenza ormai strutturale: la formazione abilitante in Italia passa sempre più anche attraverso piattaforme digitali, una modalità che ha mostrato di saper rispondere alle esigenze di flessibilità di chi già lavora nel mondo della scuola, magari come supplente, e vuole conseguire il titolo abilitante senza interrompere l'attività professionale. A questo proposito, vale la pena ricordare che anche altri atenei online hanno già attivato i propri percorsi, come nel caso delle iscrizioni ai percorsi abilitanti per docenti dell'Università Telematica eCampus.

Le classi di concorso interessate

Il provvedimento non riguarda tutte le classi di concorso indistintamente. L'autorizzazione dei nuovi posti è mirata e coinvolge, tra le altre, le seguenti classi:

  • A001 (Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado)
  • A011 (Discipline letterarie e latino nei licei)
  • A012 (Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado)

Si tratta di classi di concorso storicamente molto richieste, in particolare la A012, che copre un bacino vastissimo di insegnamenti negli istituti tecnici e professionali, e la A011, fondamentale per i licei classici e scientifici. La classe A001, dal canto suo, interessa il segmento della scuola media, dove la carenza di docenti abilitati in discipline artistiche è un problema noto da anni.

Il decreto potrebbe includere ulteriori classi di concorso oltre a quelle citate. Il testo integrale del provvedimento, consultabile sul sito del MUR, fornisce il quadro completo degli incrementi autorizzati, ateneo per ateneo.

Il quadro generale dei percorsi abilitanti

Per comprendere la portata del decreto, è utile richiamare il contesto normativo. I percorsi abilitanti nella loro configurazione attuale sono il frutto della riforma del sistema di formazione e reclutamento dei docenti introdotta dal DPCM del 4 agosto 2023, attuativo del decreto legislativo n. 36/2022 (convertito dalla legge n. 79/2022). Questa architettura, pensata per rispondere agli impegni assunti dall'Italia con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prevede percorsi universitari da 60, 30 o 36 CFU a seconda del profilo del candidato.

L'obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, garantire un percorso formativo rigoroso che combini competenze disciplinari, pedagogiche e didattiche; dall'altro, assorbire progressivamente il vasto bacino di docenti precari che operano nella scuola italiana senza titolo abilitante.

I numeri della domanda, tuttavia, hanno costantemente superato le previsioni iniziali del Ministero. Già nella prima tornata di attivazione dei percorsi, molti aspiranti erano rimasti esclusi per esaurimento dei posti. Il decreto n. 494 interviene proprio per colmare questo scarto, ampliando la capacità formativa degli atenei autorizzati.

Questo tema si intreccia inevitabilmente con quello del reclutamento. I posti vacanti nella scuola italiana restano numerosi, come evidenziato dai dati emersi sul Concorso Docenti PNRR2 e i numeri sui posti vacanti: senza un numero sufficiente di abilitati, il rischio è che le cattedre continuino a essere coperte con contratti a tempo determinato.

Cosa cambia per i candidati all'abilitazione

Per chi è in attesa di accedere ai percorsi abilitanti, il decreto rappresenta una notizia concreta. L'ampliamento dei posti autorizzati significa, in termini pratici, nuove possibilità di iscrizione presso gli atenei indicati, con particolare riferimento alle classi di concorso per le quali la domanda era rimasta insoddisfatta.

Alcuni aspetti restano tuttavia da chiarire. Non è ancora noto, ad esempio, se le università interessate apriranno nuovi bandi o se l'incremento verrà assorbito dalle graduatorie già esistenti, scorrendo le liste dei candidati idonei non ammessi per mancanza di posti. La tempistica è un altro elemento cruciale: con l'anno accademico 2025/26 già avviato, gli atenei dovranno organizzare rapidamente l'offerta formativa aggiuntiva.

Quel che è certo è che il percorso verso l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria in Italia continua a essere un cantiere aperto. Ogni decreto aggiuntivo, ogni ampliamento di posti, è il segnale di un sistema che si sta ancora assestando, cercando di conciliare il rigore della formazione con l'urgenza di coprire le cattedre scoperte. La sfida, per il MUR e per gli atenei, è trasformare questi numeri in percorsi formativi di qualità, evitando che la fretta di abilitare diventi sinonimo di abbassamento degli standard.

Pubblicato il: 21 aprile 2026 alle ore 15:32

Domande frequenti

Cosa prevede il decreto MUR n. 494 del 2026 riguardo ai percorsi abilitanti?

Il decreto autorizza un aumento dei posti disponibili per i percorsi abilitanti all’insegnamento nella scuola secondaria per l’anno accademico 2025/26. L’ampliamento risponde alla forte domanda di formazione abilitante e individua con precisione le università e le classi di concorso interessate.

Quali università sono coinvolte nell’ampliamento dei posti per i percorsi abilitanti?

Tra gli atenei coinvolti figurano l’Università degli Studi di Salerno, l’Università Europea di Roma e l’Università Niccolò Cusano - Telematica Roma. La presenza di atenei telematici riflette l’importanza crescente della formazione a distanza per i candidati lavoratori.

Quali classi di concorso beneficiano dell’aumento dei posti autorizzati dal decreto?

Le classi di concorso interessate includono, tra le altre, la A001 (Arte e immagine), la A011 (Discipline letterarie e latino nei licei) e la A012 (Discipline letterarie negli istituti di II grado). Il decreto potrebbe includere ulteriori classi, consultabili nel testo integrale sul sito del MUR.

In che modo il decreto n. 494 impatta i candidati all’abilitazione?

L’ampliamento dei posti offre nuove opportunità di iscrizione per gli aspiranti docenti, soprattutto nelle classi di concorso più richieste. Tuttavia, restano da chiarire le modalità di accesso, come l’eventuale apertura di nuovi bandi o lo scorrimento delle graduatorie esistenti.

Qual è il contesto generale dei percorsi abilitanti e quali sono gli obiettivi della riforma?

I percorsi abilitanti sono stati riformati per garantire una formazione rigorosa e per assorbire il bacino di docenti precari senza titolo. L’obiettivo è combinare competenze disciplinari, pedagogiche e didattiche, rispondendo così alle esigenze del sistema scolastico e agli impegni del PNRR.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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