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Il Maxxi Med diventa Mira: cosa cambia per Messina e il Piano Mattei
Cultura

Il Maxxi Med diventa Mira: cosa cambia per Messina e il Piano Mattei

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Il polo del Maxxi Med firmato nel 2023 è ora Mira: fondi PNRR per le Torri Morandi e 12 nazioni africane coinvolte nel Piano Mattei culturale.

Alessandro Giuli torna a Messina giovedì 2 luglio 2026 per presentare il Mira, Mediterranean Institute for Research and Arts. La conferenza è alle ore 11 al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Sotto il nuovo nome c'è un progetto già noto: il Maxxi Med, il cui protocollo era stato firmato a Roma il 20 luglio 2023.

Dal protocollo 2023 al rebranding: tre anni di Maxxi Med

Nel 2023 Giuli firmava il primo protocollo come presidente della Fondazione Maxxi, non come ministro: l'incarico ministeriale è arrivato l'anno dopo. Dall'altra parte del tavolo c'erano il sindaco di Messina Federico Basile e il rettore Salvatore Cuzzocrea. L'intesa indicava già le due sedi operative: le Torri Morandi, di proprietà del Comune, e Villa Pace, di proprietà dell'ateneo messinese. Un atto integrativo firmato a Palazzo Zanca il 23 ottobre 2023 confermava l'avvio operativo del polo.

Dopo tre anni il progetto cambia nome e cornice istituzionale. Il Mira non è più una semplice succursale del museo romano: il comunicato del Ministero parla di "erede del progetto Maxxi Med", promosso direttamente dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e dall'Unità di missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato. La Fondazione Maxxi resta nel quadro, ma con il ruolo di supporto all'avvio. Le prime attività sono attese per l'autunno 2026, in linea con la conclusione dei lavori di riqualificazione.

I numeri sul tavolo per le Torri Morandi

Le Torri Morandi non partono da zero. Sull'area di Capo Peloro il PNRR ha già stanziato circa 10 milioni di euro in quattro stralci, con il recupero delle torri come spazio museale fra gli obiettivi dichiarati. Il primo lotto, da 1,93 milioni, riguarda il potenziamento del parcheggio e la viabilità verso Torre Faro: cantiere aperto a febbraio 2025, durata prevista 150 giorni. Gli altri stralci comprendono parchi urbani, demolizioni e ricostruzioni di edifici esistenti.

Villa Pace resta sul piatto come seconda sede. La somma fra i due immobili dovrà sostenere programmi espositivi, residenze artistiche, ricerca e formazione interdisciplinare. Il Ministero non ha ancora indicato un budget dedicato al Mira: i fondi noti restano quelli del Piano urbano integrato di Capo Peloro, vincolati alla rigenerazione urbana e alla destinazione museale già prevista dal progetto comunale.

Piano Mattei e 12 nazioni africane: la nuova cornice

Il salto principale è la collocazione del polo dentro il Piano Mattei. La Unità di missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo coordina i programmi del Ministero con 12 nazioni: Algeria, Angola, Congo, Costa d'Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia. La International School of Cultural Heritage, giunta nel 2026 alla quarta edizione, ha già portato professionisti africani del patrimonio dentro sei musei italiani, fra cui il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Lo stesso Marrc compare nel doppio annuncio del 2 luglio. A Messina e Reggio Calabria saranno inaugurati i due gruppi scultorei "Fontana Ferma" di Piero Pizzi Cannella: l'opera per Reggio Calabria è stata selezionata nel Piano per l'arte contemporanea 2025, che ha distribuito 3 milioni di euro a 29 progetti su tre ambiti (acquisizione, produzione di nuove opere e valorizzazione di donazioni). Quella per Messina rientra invece nel programma "Il Museo Rigenera" della stessa Direzione Generale Creatività Contemporanea.

Cosa aspettarsi dall'autunno 2026

Il 2 luglio servirà soprattutto a chiarire la governance: chi gestisce il Mira, con quali contratti per ricercatori e curatori, quale calendario per i lavori alle Torri Morandi. Le prime mostre arriveranno con i programmi autunnali; intanto a Messina si guarda al modello delle residenze artistiche legate all'arte sacra e dei progetti partecipati già sperimentati in altre regioni. La domanda aperta resta una: quanto del Maxxi Med firmato nel 2023 sopravviverà davvero al passaggio al Mira, e quanti dei 10 milioni di Capo Peloro arriveranno fino alle sale espositive.

Domande frequenti

Cosa cambia con il passaggio da Maxxi Med a Mira?

Il Mira rappresenta un'evoluzione del Maxxi Med, non più una semplice succursale del museo romano ma un polo autonomo promosso dal Ministero della Cultura e da altri enti, con la Fondazione Maxxi in ruolo di supporto.

Quali sono le sedi operative previste per il Mira a Messina?

Le sedi operative del Mira sono le Torri Morandi, di proprietà comunale, e Villa Pace, di proprietà dell'Università di Messina.

Quali fondi sono stati stanziati per il progetto e quali interventi sono previsti?

Il PNRR ha stanziato circa 10 milioni di euro per l’area di Capo Peloro, destinati al recupero delle Torri Morandi e a interventi come parcheggi, viabilità, parchi urbani e riqualificazione edilizia. Non sono ancora stati dichiarati fondi specifici aggiuntivi per il Mira.

In che modo il Mira si inserisce nel Piano Mattei e nella cooperazione con l'Africa?

Il Mira si colloca nel Piano Mattei tramite programmi di cooperazione culturale con 12 nazioni africane, coordinati dall'Unità di missione del Ministero, e coinvolge iniziative di formazione e scambio con professionisti africani del patrimonio.

Quando avranno inizio le prime attività del Mira e quali saranno le priorità?

Le prime attività sono previste per l’autunno 2026, dopo la conclusione dei lavori di riqualificazione. Le priorità includono programmi espositivi, residenze artistiche, ricerca e formazione interdisciplinare.

Cosa si saprà di più durante la presentazione del 2 luglio 2026?

Durante la presentazione verranno chiariti gli aspetti di governance, i contratti per ricercatori e curatori, e il calendario dei lavori, oltre a dettagli sulle prime mostre e attività del Mira.

Pubblicato il: 29 giugno 2026 alle ore 10:52

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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