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La ministra Bernini annuncia 200 milioni in più per le Università previsti nella legge di bilancio
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La ministra Bernini annuncia 200 milioni in più per le Università previsti nella legge di bilancio

Nella legge di Bilancio 2027 arrivano 200 milioni al Fondo di finanziamento ordinario e 270 milioni liberati da vincoli: più margine agli atenei.

Il ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato il 29 ottobre 2026 un'integrazione di 200 milioni di euro al Fondo di finanziamento ordinario (FFO) delle università nella legge di Bilancio 2027. Le risorse si aggiungono ai circa 9,5 miliardi di euro del fondo e sono destinate all'efficientamento energetico e alle fonti rinnovabili negli edifici universitari, con l'obiettivo di ridurre i consumi e alleggerire il peso delle bollette sui bilanci degli atenei. La platea comprende università, conservatori, accademie ed enti di ricerca pubblici.

Dove andranno i 200 milioni per energia e rinnovabili

L'intervento si concentra sulla spesa energetica strutturale e sulla sostituzione di parte dei consumi fossili con fonti rinnovabili nei plessi universitari. Nel 2026 il FFO ha raggiunto 9,415 miliardi di euro, in crescita di 25,6 milioni rispetto al 2025 e del 26 per cento sul 2019 secondo il Decreto FFO 2026 - MUR. Il passaggio al 2027 porta un incremento di quasi dieci volte superiore, ma concentrato su una voce specifica: gli interventi sull'efficienza energetica degli immobili. La direzione segue la linea già tracciata nei bandi PNRR per gli immobili pubblici, applicata ora in forma strutturale al bilancio ordinario del sistema universitario. L'ammontare per singolo ateneo dipenderà dai criteri attuativi, non ancora definiti. Al momento la nota ministeriale non specifica se la ripartizione seguirà la quota storica, l'indicatore di consumo energetico degli edifici o un mix dei due.

I 270 milioni svincolati e i nuovi criteri di riparto

Alla manovra si somma una semplificazione del FFO: fino a 270 milioni di euro oggi vincolati a specifiche finalità diventeranno disponibili con maggiore flessibilità. Insieme ai 200 milioni aggiuntivi, lo spazio di manovra per gli atenei si avvicina ai 470 milioni di euro. Cambiano anche i criteri di riparto, che terranno conto, con parametri aggiornabili ogni anno, dei risultati nella ricerca, nella didattica e della qualità dei servizi agli studenti. Secondo la nota del dicastero, gli atenei potranno programmare le proprie attività con più autonomia e contare su regole più chiare per le spese di personale, con un margine decisionale ampliato in base alle esigenze dei singoli contesti. La revisione dei criteri è in continuità con il correttivo che a giugno 2026 ha evitato tagli derivanti dall'applicazione della Valutazione della qualità della ricerca 2020-2024.

Le nuove misure entreranno in vigore con l'approvazione definitiva della legge di Bilancio 2027, attualmente all'esame del Parlamento. Gli atenei dovranno aggiornare la programmazione pluriennale e i piani di investimento sulla base dei criteri di riparto rivisti dal MUR. «Investire nell'università significa investire sui giovani e sulla crescita del Paese», ha dichiarato Bernini nel comunicato del dicastero. La convergenza di efficientamento energetico e autonomia di gestione punta a contenere i costi fissi degli atenei nel medio periodo, mentre il nuovo riparto premia la qualità misurata su base annua.

Domande frequenti

A cosa sono destinati i 200 milioni di euro aggiuntivi annunciati per le università?

I 200 milioni di euro aggiuntivi sono destinati all'efficientamento energetico e all'utilizzo di fonti rinnovabili negli edifici universitari, con l'obiettivo di ridurre i consumi e alleggerire i costi delle bollette per gli atenei.

Quali enti potranno beneficiare dei nuovi fondi per l'efficientamento energetico?

La platea dei beneficiari comprende università, conservatori, accademie ed enti di ricerca pubblici.

Come verrà ripartito il finanziamento tra i diversi atenei?

L'ammontare assegnato a ciascun ateneo dipenderà dai criteri attuativi che non sono ancora stati definiti; la ripartizione potrebbe basarsi sulla quota storica, sull'indicatore di consumo energetico degli edifici o su un mix di entrambi.

Quali sono le altre novità previste nella legge di Bilancio 2027 per le università?

Oltre ai 200 milioni aggiuntivi, fino a 270 milioni di euro oggi vincolati a specifiche finalità diventeranno disponibili con maggiore flessibilità, portando lo spazio di manovra totale per gli atenei a circa 470 milioni di euro.

Quando entreranno in vigore queste nuove misure?

Le nuove misure entreranno in vigore con l'approvazione definitiva della legge di Bilancio 2027, attualmente in esame presso il Parlamento.

Come cambieranno i criteri di riparto del Fondo di finanziamento ordinario (FFO)?

I nuovi criteri terranno conto dei risultati nella ricerca, nella didattica e della qualità dei servizi agli studenti, con parametri aggiornabili annualmente e una maggiore autonomia decisionale per gli atenei.

Pubblicato il: 29 ottobre 2026 alle ore 20:45

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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