L'aggressione è avvenuta nella mattinata del 28 ottobre 2026 all'istituto tecnico Carlo Grassi di Torino. Il docente di meccanica Bruno Vadalà, 52 anni, è stato colpito con calci, pugni e una sedia da uno studente di 14 anni, iscritto al secondo anno, al termine di un'interrogazione. L'insegnante è finito in ospedale con una frattura al naso e una prognosi di 30 giorni; il minore è stato accompagnato in caserma dai carabinieri.
La dinamica in classe
Secondo la ricostruzione dei carabinieri intervenuti sul posto, la violenza è scattata al termine dell'interrogazione, mentre il docente stava decidendo il voto da assegnare. Il quattordicenne ha colpito il professore con calci e pugni; una volta a terra, l'uomo è stato raggiunto in testa da una sedia scagliata dallo studente. A dare l'allarme è stato un collega di Vadalà, che ha chiamato il 112. Sul posto sono arrivati i militari dell'Arma e il personale sanitario del 118, che ha trasportato il docente in codice verde all'ospedale Giovanni Bosco. Al pronto soccorso i medici hanno diagnosticato una frattura del setto nasale con una prognosi iniziale di 30 giorni. Il minore, che secondo quanto emerso non aveva mai avuto problemi disciplinari in classe, è stato accompagnato in caserma per la ricostruzione dei fatti e gli accertamenti del caso.
Le parole del docente
Dall'ospedale lo stesso Vadalà ha raccontato la sequenza ai cronisti, parlando di una violenza immotivata. Il professore ha spiegato di avere cercato di gestire la tensione durante l'interrogazione prima che la situazione precipitasse e di non essersi reso conto, nei primi istanti, della gravità dei colpi ricevuti. Un racconto confermato anche dalle testimonianze raccolte in classe dai carabinieri, che adesso devono stabilire le motivazioni esatte del gesto e valutare la posizione degli adulti presenti nell'istituto al momento del fatto.
La reazione del ministro Valditara
Nel pomeriggio il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha diffuso una nota con la posizione del titolare, Giuseppe Valditara. «Oggi ho sentito il dirigente dell'istituto Grassi di Torino per esprimere la mia forte solidarietà al docente aggredito e la mia vicinanza a tutta la comunità scolastica», ha dichiarato il ministro, che ha definito l'episodio gravissimo e ha invocato tolleranza zero verso ogni forma di violenza. Il testo integrale è pubblicato nel Comunicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Resta ora da chiarire quale procedura verrà aperta a carico del minore: a 14 anni non è imputabile penalmente, ma la Procura dei minorenni può disporne la segnalazione ai servizi sociali e misure di accompagnamento educativo. Per il docente il percorso clinico e la decisione sull'eventuale costituzione di parte civile saranno i prossimi passaggi noti alla comunità scolastica dell'istituto Grassi. Il dirigente scolastico, già sentito dal ministero nel pomeriggio, dovrà adesso informare il consiglio d'istituto sulle misure di sicurezza previste in sede, mentre il collega che ha chiamato il 112 resta il principale testimone a disposizione dei carabinieri per la ricostruzione dei fatti.
Domande frequenti
Cosa è successo esattamente all'istituto Carlo Grassi di Torino?
Un docente di meccanica, Bruno Vadalà, è stato aggredito da uno studente di 14 anni al termine di un'interrogazione, riportando una frattura al naso e una prognosi di 30 giorni.
Quali sono state le reazioni delle istituzioni dopo l'aggressione?
Il Ministro Valditara ha espresso solidarietà al docente e ha condannato fermamente l'episodio, chiedendo tolleranza zero verso ogni forma di violenza nelle scuole.
Quali conseguenze rischia lo studente coinvolto nell'aggressione?
Lo studente, non essendo imputabile penalmente a 14 anni, potrebbe essere segnalato ai servizi sociali e sottoposto a misure di accompagnamento educativo dalla Procura dei minorenni.
Come sta il docente aggredito e quali saranno i prossimi passi per lui?
Il docente è stato trasportato in ospedale e ha ricevuto una prognosi di 30 giorni; dovrà valutare se costituirsi parte civile e seguire un percorso clinico di recupero.
Quali misure sono state adottate dalla scuola dopo l'accaduto?
Il dirigente scolastico dovrà informare il consiglio d'istituto sulle misure di sicurezza previste, mentre i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.