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Cattedre di filosofia dell'IA: boom negli USA, Italia è ancora indietro
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Cattedre di filosofia dell'IA: boom negli USA, Italia è ancora indietro

Oltre 12 dipartimenti USA aprono cattedre tenure-track in filosofia dell'IA. In Italia il campo si regge su una cattedra UNESCO e due corsi di laurea.

Oltre una dozzina di dipartimenti di filosofia statunitensi hanno aperto cattedre tenure-track dedicate alla filosofia dell'IA solo nell'autunno 2026, tra cui Purdue, University of Illinois at Chicago e Georgia Institute of Technology. In Italia la risposta accademica allo stesso fenomeno si regge su tre iniziative isolate, senza un piano di reclutamento comparabile.

Negli Stati Uniti la filosofia dell'IA diventa priorità di assunzione

Il board PhilJobs.com, che raccoglie i concorsi accademici in filosofia, elenca questo autunno più di dodici ricerche di faculty con profilo esplicito sull'intelligenza artificiale. Il numero colpisce perché arriva dentro un mercato umanistico in contrazione: i dottorati in filosofia conferiti negli USA sono passati da 580 nel 2011 a 477 nel 2022, secondo i Humanities Indicators dell'American Academy of Arts and Sciences.

Al centro c'è l'intuizione che le domande sollevate dall'IA generativa (cosa significa avere una mente, cosa conta come conoscenza, come si valuta un contenuto prodotto da una macchina) siano domande filosofiche prima ancora che tecniche. L'Università della Florida ha istituito nel 2024 una endowed chair in philosophy of AI assegnata a Cameron Buckner. Il tema attira anche i laboratori privati: la filosofa Amanda Askell, formata alla New York University, lavora dal 2021 in Anthropic sull'allineamento valoriale di Claude. Non è un episodio isolato: diversi filosofi accademici hanno accettato ruoli di ricerca anche in Google DeepMind e Meta.

In Italia il campo si regge su tre poli, nessun piano nazionale

Il confronto con l'Italia mostra una traiettoria diversa. La prima cattedra UNESCO italiana dedicata esplicitamente al tema è stata attivata nel marzo 2026, tenuta congiuntamente dall'Università di Roma Tre e dall'Università di Macerata con Mario De Caro e Benedetta Giovanola. È la prima volta che una Cattedra UNESCO italiana su etica dell'IA - Commissione nazionale italiana per l'UNESCO affronta il nodo etico delle tecnologie generative, dopo oltre trent'anni di programma e con 45 cattedre attive nel Paese.

Sul fronte della didattica, due corsi di laurea coprono oggi l'intersezione tra filosofia e IA. La Sapienza di Roma ha attivato nell'anno accademico 2022/2023 un corso di laurea triennale in Filosofia e Intelligenza Artificiale - Sapienza di classe L-5, gestito insieme dal Dipartimento di Filosofia e dalla Facoltà di Ingegneria dell'informazione, informatica e statistica. L'Università Cattolica di Milano offre dall'anno accademico 2025/2026 un curriculum della triennale in Filosofia dedicato all'era digitale e all'intelligenza artificiale.

Non esiste però un piano nazionale di reclutamento equivalente alla tornata americana. I bandi di ricercatore RTD-A e RTD-B finanziati dal PNRR nel 2025 includono pochi profili esplicitamente dedicati a questo filone e si concentrano su singole posizioni in filosofia teoretica o filosofia politica, non su una classe di cattedre dichiaratamente orientate alle tecnologie generative. L'impulso resta affidato alle scelte dei singoli atenei e ai progetti dei Dipartimenti di Eccellenza.

Cosa cambia per chi studia filosofia in Italia

Per chi oggi si iscrive a filosofia in un ateneo italiano, lo scarto significa due cose concrete. La prima: il mercato accademico interno non si sta aprendo come quello statunitense a profili ibridi tra filosofia, etica dell'IA e scienze cognitive. Gli sbocchi dedicati restano i pochi corsi strutturati (Sapienza, Cattolica, i dottorati con curricula etico-tecnologici come quello di Roma Tre) e, per la ricerca avanzata, i progetti PNRR agganciati a dottorati industriali o a Dipartimenti di Eccellenza.

La seconda: la domanda di competenze filosofiche sull'IA arriva comunque, ma dall'industria. Nei grandi laboratori di ricerca sui modelli linguistici i filosofi vengono inseriti con responsabilità su policy, allineamento e valutazione dei contenuti, con pacchetti retributivi non comparabili al perimetro accademico italiano. Un dottorando italiano in filosofia dell'IA oggi guarda in prima battuta ai programmi europei (ERC, Horizon Europe, Marie Sklodowska-Curie) e, in seconda battuta, alle offerte dei laboratori privati, più che a una futura chiamata su una cattedra dedicata nel sistema universitario nazionale.

La partita per il 2026-2027 si gioca sui prossimi bandi PNRR e sui nuovi dottorati di interesse nazionale: solo lì si capirà se queste competenze entreranno stabilmente nel reclutamento universitario italiano o resteranno confinate a una cattedra UNESCO e a due corsi di laurea.

Domande frequenti

Perché negli Stati Uniti stanno aumentando le cattedre di filosofia dell'IA?

Negli Stati Uniti, la filosofia dell'IA è diventata una priorità di assunzione per molti dipartimenti di filosofia, poiché le questioni sollevate dall'IA generativa sono considerate centrali anche dal punto di vista filosofico. Ciò ha portato molte università a creare nuove posizioni tenure-track dedicate esplicitamente a questo campo.

Qual è la situazione italiana riguardo alle cattedre di filosofia dell'IA?

In Italia, la risposta accademica è molto più limitata e si basa su tre iniziative isolate: una cattedra UNESCO tra Roma Tre e Macerata e due corsi di laurea specifici. Non esiste però un piano nazionale di reclutamento comparabile a quello degli Stati Uniti.

Quali sono i corsi di laurea italiani che trattano l'intersezione tra filosofia e intelligenza artificiale?

Attualmente, in Italia esistono due corsi di laurea che coprono l'intersezione tra filosofia e IA: uno alla Sapienza di Roma (triennale in Filosofia e Intelligenza Artificiale) e un curriculum dedicato all'era digitale presso l'Università Cattolica di Milano.

Quali opportunità lavorative hanno i filosofi dell'IA in Italia rispetto agli Stati Uniti?

In Italia, le opportunità accademiche per filosofi dell'IA sono limitate e concentrate in poche istituzioni. Tuttavia, cresce la domanda da parte dell'industria, specialmente nei grandi laboratori di ricerca, dove i filosofi sono impiegati su temi di policy e valutazione etica dei contenuti.

Cosa potrebbe cambiare per il reclutamento universitario italiano nei prossimi anni?

Il futuro del reclutamento universitario italiano nel campo della filosofia dell'IA dipenderà dai prossimi bandi PNRR e dai nuovi dottorati di interesse nazionale. Sarà determinante vedere se queste competenze verranno integrate stabilmente o resteranno confinate a poche iniziative isolate.

Pubblicato il: 23 ottobre 2026 alle ore 17:05

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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