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Luca Parmitano pilota di Artemis III: dentro il volo di prova del 2027
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Luca Parmitano pilota di Artemis III: dentro il volo di prova del 2027

L'astronauta italiano Luca Parmitano sarà pilota dell'Orion nella missione Artemis III: cosa farà nel volo di prova in orbita terrestre del 2027.

Indice: In breve | Chi sale a bordo: ruolo per ruolo | Cosa farà Parmitano come pilota di Orion | L'apporto europeo: il modulo di servizio ESA | Cosa è bene non confondere | Domande frequenti

In breve

  • La NASA ha annunciato il 9 giugno 2026 l'equipaggio di Artemis III, con lancio previsto nel 2027.
  • Luca Parmitano dell'ESA è il pilota: è la prima volta che un astronauta europeo entra in una missione del programma Artemis.
  • La missione non è un allunaggio, ma un volo di prova in orbita terrestre della durata di circa due settimane.
  • L'Europa contribuisce anche con il terzo modulo di servizio (ESM-3) della capsula Orion.
  • Artemis III precede l'allunaggio al polo sud lunare previsto con Artemis IV nel 2028.

Chi sale a bordo: ruolo per ruolo

Al comando c'è Randy Bresnik, astronauta NASA e colonnello in pensione dei Marine, che ha già accumulato 149 giorni in orbita su due missioni precedenti. Affianco al comandante siede Luca Parmitano, colonnello dell'Aeronautica Militare italiana e astronauta dell'ESA dal 2009: il suo ruolo di pilota lo rende responsabile della navigazione della capsula Orion e delle manovre operative.

Gli altri due posti dell'equipaggio principale vanno a due astronauti NASA. Frank Rubio, medico militare ed ex pilota dell'Esercito, detiene il record americano di permanenza in orbita con 371 giorni consecutivi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Andre Douglas, ex ufficiale della Guardia Costiera selezionato nel 2021, affronterà invece la sua prima missione nello spazio. Il ruolo di riserva è affidato a Bob Hines, già pilota dell'Aeronautica statunitense, pronto a subentrare in caso di indisponibilità di uno dei membri principali.

Cosa farà Parmitano come pilota di Orion

Il pilota di Artemis III non manovrerà la capsula a vista come accadeva nelle missioni Apollo: Orion è progettata per volare in modalità prevalentemente automatica, ma il pilota resta la figura responsabile della supervisione dei sistemi di navigazione, propulsione e controllo. Secondo il comunicato NASA, la missione metterà alla prova proprio quelle procedure che saranno indispensabili per il successivo allunaggio. In una missione che dura circa due settimane, il margine per correggere errori sul campo è ridotto e la consolle del pilota diventa il punto di contatto operativo tra l'equipaggio e i controllori di volo a terra.

  1. Addestramento sui sistemi Orion: l'equipaggio inizierà subito l'addestramento sulla capsula e sul modulo di servizio europeo, con simulazioni di lancio, rientro e procedure di emergenza.
  2. Test di rendez-vous e docking in orbita terrestre: il pilota guiderà l'Orion nelle manovre di avvicinamento e aggancio con le versioni di prova dei moduli di atterraggio commerciali.
  3. Verifica dei lander di Blue Origin e SpaceX: l'equipaggio fornirà assistenza operativa nello sviluppo dei veicoli di Jeff Bezos e Elon Musk, che porteranno gli astronauti sulla Luna in Artemis IV.
  4. Gestione del volo di crociera: durante le due settimane previste in orbita, il pilota controllerà la dinamica della capsula e la qualità dei sistemi di supporto vitale alimentati dal modulo europeo.

L'apporto europeo: il modulo di servizio ESA

Il seggiolino assegnato a Parmitano non è isolato dal resto della partnership. Per ogni missione Artemis, l'ESA fornisce alla NASA il modulo di servizio europeo (European Service Module, ESM), il cilindro agganciato alla capsula Orion che eroga energia, propulsione, controllo termico, aria e acqua ai quattro astronauti. ESM-1 ha volato con Artemis I, ESM-2 con Artemis II e ESM-3 è destinato proprio ad Artemis III.

La produzione è distribuita su tredici stati membri dell'ESA, con venti appaltatori principali e oltre cento fornitori. La struttura primaria è realizzata da Thales Alenia Space a Torino, mentre l'assemblaggio finale avviene presso lo stabilimento Airbus di Brema. La presenza di Parmitano a bordo formalizza un'integrazione che, fino a oggi, era stata solo industriale: il direttore generale dell'ESA Josef Aschbacher ha parlato di un riconoscimento della profondità delle competenze europee nel volo spaziale umano.

Cosa è bene non confondere

Artemis III non è un allunaggio: il fraintendimento più diffuso è considerare la missione come il "ritorno sulla Luna". In realtà l'equipaggio non scenderà sulla superficie lunare. Quel passaggio è programmato per Artemis IV nel 2028, con destinazione il polo sud.

Il pilota non è un secondo comandante: in gergo astronautico il pilota è la figura responsabile della gestione tecnica del veicolo, distinta dal mission commander che resta la massima autorità a bordo. Parmitano supervisiona Orion, Bresnik coordina la missione.

I lander commerciali non porteranno l'equipaggio sulla Luna in questa missione: i moduli di atterraggio di Blue Origin e SpaceX vengono testati senza che gli astronauti scendano sulla superficie. Le prove servono a validare i sistemi prima di Artemis IV.

L'Europa non partecipa solo con Parmitano: il contributo industriale tramite il modulo di servizio è strutturale e precede l'assegnazione del pilota. Senza l'ESM, Orion non potrebbe operare oltre l'orbita terrestre.

Domande frequenti

Quando parte Artemis III?

Il lancio è programmato per il 2027 dal Kennedy Space Center, a bordo del razzo Space Launch System. La data esatta non è ancora fissata e dipende dai test sui lander commerciali e dall'esito della precedente missione Artemis II.

Perché Parmitano è stato scelto come pilota?

Parmitano ha già accumulato 366 giorni in orbita su due missioni di lunga durata, sei attività extraveicolari per oltre trenta ore e il comando della Stazione Spaziale Internazionale. È inoltre pilota collaudatore con oltre 2.000 ore di volo. Il direttore generale dell'ESA Josef Aschbacher ha legato la scelta alla sua "vasta esperienza operativa in situazioni di alta pressione".

Che cosa cambia rispetto ad Artemis II e Artemis IV?

Artemis II è un sorvolo lunare con equipaggio senza ingresso in orbita lunare. Artemis III, come definita oggi dalla NASA, è un volo di prova in orbita terrestre con i test dei lander commerciali. Artemis IV è la prima missione di allunaggio del nuovo programma, al polo sud, prevista nel 2028.

Qual è il contributo italiano oltre a Parmitano?

La struttura primaria del modulo di servizio europeo è prodotta a Torino da Thales Alenia Space. L'Italia partecipa inoltre al programma attraverso l'Agenzia Spaziale Italiana, che è uno dei principali contributori finanziari ESA al programma lunare e di esplorazione. Tra l'annuncio del 9 giugno 2026 e la finestra di lancio del 2027 resta poco più di un anno di addestramento e prove tecniche. Il dato da osservare nei prossimi mesi non è solo la data del lancio, ma la cadenza dei test sui lander di Blue Origin e SpaceX: da quei risultati dipende non tanto la riuscita di Artemis III, quanto la tabella di marcia che porta all'allunaggio del 2028. Per la prima volta, in quel calendario, c'è un nome europeo al timone della capsula. Fonti: Comunicato NASA sull'equipaggio di Artemis III, Comunicato ESA su Parmitano pilota di Artemis III.

Pubblicato il: 14 giugno 2026 alle ore 23:16

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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