Donald Trump ha firmato il 2 giugno 2026 l'ordine esecutivo *Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security*, che chiede agli sviluppatori dei modelli di IA più potenti di concedere al governo federale accesso anticipato fino a 30 giorni prima del rilascio pubblico. La firma è arrivata in forma privata, senza la platea di amministratori delegati inizialmente prevista.
Cosa prevede l'ordine firmato il 2 giugno
Il testo affida al direttore della NSA la designazione dei «covered frontier model», da individuare entro 60 giorni tramite un processo di benchmarking classificato sviluppato con Tesoro, Dipartimento della Guerra e CISA. Solo per i modelli che superano quella soglia gli sviluppatori potranno aderire al quadro volontario di revisione anticipata, della durata massima di 30 giorni. La sezione 3(c) dell'ordine esclude esplicitamente che il provvedimento autorizzi licenze, pre-approvazioni o permessi governativi obbligatori per il rilascio dei modelli.
In parallelo, entro 30 giorni il Tesoro deve costituire una clearinghouse di cybersecurity per coordinare scansione e patch delle vulnerabilità software, mentre il dipartimento di Giustizia è chiamato a perseguire come priorità i reati commessi usando l'IA per accessi non autorizzati ai sistemi informatici. La bozza iniziale, fatta saltare il 21 maggio dopo le pressioni del settore, prevedeva una finestra di 90 giorni. Il testo firmato la riduce a 30. Per il dettaglio operativo si rimanda all'Executive Order del 2 giugno 2026 sulla Casa Bianca.
Due mesi prima dell'AI Act europeo a regime
Lo scarto temporale con l'Unione europea è di sessanta giorni esatti: l'ordine entra in vigore il 2 giugno 2026, mentre il 2 agosto 2026 si attiva la piena applicazione dell'AI Act, comprese le regole sui modelli di general purpose AI già operative dal 2 agosto 2025. La differenza non è solo di calendario.
A Washington la revisione è volontaria, dura al massimo 30 giorni e si applica solo ai modelli che la NSA designa come di frontiera. A Bruxelles l'AI Office valuta i modelli con rischio sistemico sulla base di parametri tecnici fissati dal regolamento, con obbligo di notifica preventiva e sanzioni che il regolamento collega all'inadempimento. Il rapporto tra amministrazione statunitense e settore tech non è privo di frizioni: si pensi al taglio di personale alla NASA richiesto dall'esecutivo o alle tensioni tra Amazon e Casa Bianca sui dazi. Sull'altro versante dell'Atlantico, la regia europea si muove invece all'interno del processo politico che racconta anche il magazine The New Union Post sull'allargamento dell'Unione.
La Casa Bianca tiene fermo il principio dell'adesione spontanea per non perdere terreno nella corsa tecnologica con la Cina. La Commissione europea, di cui la pagina ufficiale sull'AI Act descrive i meccanismi, preferisce invece un perimetro normativo vincolante. Due filosofie opposte, con un'unica scommessa comune: arrivare a regolare i modelli più capaci prima che diventino strumenti di attacco alle infrastrutture critiche.
Cosa cambia per laboratori e infrastrutture critiche
Per i laboratori statunitensi l'effetto immediato è la creazione di una corsia di dialogo riservata con il governo, da cui dipende l'accesso ai "partner fidati" scelti insieme alle agenzie. La sezione 2(c) del testo cita esplicitamente ospedali rurali, banche locali e aziende di servizi pubblici tra i destinatari degli strumenti difensivi AI-enabled che CISA dovrà mettere a disposizione.
Il punto di tensione resta la capacità dei laboratori di frontiera di accettare il framework. Il Pentagono ha recentemente classificato Anthropic come rischio per la catena di fornitura dopo il rifiuto di concedere ai militari accesso illimitato ai propri modelli e il contenzioso è ancora aperto. Il Center for Democracy and Technology ha definito "opaco" il meccanismo, sostenendo che la procedura riservata lascia spazio a un uso discrezionale del potere di rilascio. Per le imprese europee che operano negli Stati Uniti, lo scarto fra i due regimi diventa un problema di compliance parallela: tra giugno e agosto 2026 si troveranno a rispondere a due autorità diverse con criteri non sovrapponibili.
Il prossimo passaggio è la pubblicazione delle direttive operative entro la fine di luglio: a quel punto sarà chiaro quanti laboratori aderiranno e quale sarà la soglia tecnica per ricadere nella categoria dei modelli di frontiera.
Domande frequenti
Cosa prevede l'ordine esecutivo firmato da Trump il 2 giugno 2026 sull'IA?
L'ordine chiede agli sviluppatori dei modelli di IA più avanzati di concedere al governo federale accesso anticipato fino a 30 giorni prima del rilascio pubblico. La designazione dei modelli interessati spetta al direttore della NSA tramite un processo di benchmarking classificato.
Quali sono le principali differenze tra l'ordine esecutivo statunitense e l'AI Act europeo?
Negli Stati Uniti la revisione è volontaria, dura al massimo 30 giorni e si applica solo ai modelli designati dalla NSA. In Europa, invece, l'AI Act impone un obbligo di notifica preventiva e sanzioni per l'inadempienza, con una supervisione più vincolante da parte dell'AI Office.
Come vengono protette le infrastrutture critiche secondo l'ordine esecutivo?
L'ordine prevede che la CISA metta a disposizione strumenti difensivi basati sull'IA per ospedali rurali, banche locali e aziende di servizi pubblici. Questo serve a rafforzare la sicurezza di settori strategici contro potenziali attacchi informatici.
Quali possibili problemi di compliance emergono per le imprese europee che operano negli Stati Uniti?
Le imprese europee dovranno confrontarsi con normative diverse e non sovrapponibili tra Stati Uniti e Unione Europea tra giugno e agosto 2026. Questo comporta la necessità di rispondere a due autorità con criteri differenti per quanto riguarda la gestione e il rilascio dei modelli di IA.
Quali sono le critiche sollevate nei confronti del nuovo ordine esecutivo statunitense sull'IA?
Alcuni osservatori, come il Center for Democracy and Technology, hanno definito 'opaco' il meccanismo di revisione, sostenendo che la procedura privata lascia spazio a un uso discrezionale del potere di rilascio dei modelli. Inoltre, esistono tensioni tra laboratori di frontiera e autorità militari su accesso e controllo dei modelli.
Quali saranno i prossimi passi dopo la firma dell'ordine esecutivo?
Entro la fine di luglio verranno pubblicate le direttive operative che chiariranno la soglia tecnica per i modelli di frontiera e il numero di laboratori che aderiranno volontariamente al framework. Questi dettagli saranno fondamentali per l'applicazione concreta dell'ordine.