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Lo smartwatch che legge il disagio: il prototipo AI di Ottawa
Tecnologia

Lo smartwatch che legge il disagio: il prototipo AI di Ottawa

Disponibile in formato audio

UbiMyTherapist legge stress e voce da smartwatch e auricolari. In Italia 5 milioni rinunciano alle cure psicologiche per costi.

Un assistente AI che riconosce lo stress da variazioni del battito cardiaco e del tono della voce, prima che l'utente lo chieda. È il prototipo UbiMyTherapist, sviluppato dall'Università di Ottawa e descritto in uno studio pubblicato su IEEE.

Come funziona il prototipo

Il sistema combina tre flussi di dati: la cartella clinica del paziente (diagnosi e farmaci), una base di conoscenza di psicologia clinica e segnali biometrici in tempo reale raccolti da smartwatch, smartphone e auricolari. Variabilità della frequenza cardiaca, tono della voce e contenuto dei messaggi scritti vengono aggregati in un profilo dinamico che i ricercatori chiamano digital twin.

La differenza rispetto ai chatbot più diffusi è la modalità proattiva: il sistema interviene quando rileva segnali di disagio, senza attendere una richiesta esplicita. La valutazione iniziale in modalità reattiva ha coinvolto 24 partecipanti e psicoterapeuti abilitati hanno giudicato la qualità terapeutica delle risposte. Il team, guidato da Karim Alghoul della School of Electrical Engineering and Computer Science di Ottawa, dichiara punteggi superiori a ChatGPT su empatia e personalizzazione.

In Italia 845mila in carico, 5 milioni rinunciano

Lo scenario in cui un dispositivo simile dovrebbe operare, in Italia, è già misurato. Nel 2024 i Dipartimenti di salute mentale hanno preso in carico 845.516 persone, di cui il 55,9% donne. Le persone entrate in contatto per la prima volta con i servizi sono state 272.497 e per il 95% di loro era il primo accesso in assoluto. I dati sono nel Rapporto salute mentale 2024 del Ministero della Salute.

L'utenza è più anziana di quanto si pensi: il 66,3% dei pazienti seguiti ha più di 45 anni, una fascia in cui il quadro clinico si intreccia con i processi di invecchiamento cerebrale. Sotto la linea dei servizi pubblici esiste però un'area molto più ampia. Secondo la ricerca dell'Istituto Piepoli per il Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP), circa 5 milioni di italiani vorrebbero accedere a un percorso psicologico ma rinunciano per motivi economici. Tra i giovani il dato è ancora più netto: 7 su 10 sentono il bisogno di supporto, meno di 1 su 3 lo ottiene davvero.

Cosa cambierebbe per chi oggi resta fuori

Il prototipo di Ottawa nasce esplicitamente per chi incontra barriere di costo, distanza o stigma, ed è proprio in questa fascia che il sistema pubblico italiano non arriva. Un assistente che gira su dispositivi già in tasca, con biosegnali continui, può accorciare due attriti documentati: il tempo prima del primo contatto e il costo per seduta. La proattività è il punto in cui un sensore può fare ciò che un servizio territoriale spesso non riesce: notare un cambio di pattern prima che diventi crisi. Per chi non entra mai nel circuito, anche un triage automatizzato che indica quando rivolgersi a un professionista è un passo avanti rispetto all'attesa di una crisi acuta.

Resta il punto critico: UbiMyTherapist non sostituisce lo psicoterapeuta, e gli autori lo ribadiscono. Il rischio, se uno strumento simile arrivasse sul mercato senza vincoli, è che venga usato come surrogato dai 5 milioni di persone che oggi rinunciano per costo. Le prossime fasi del progetto includono interventi proattivi attivati dai dati biometrici quasi in tempo reale e una collaborazione strutturata con psicoterapeuti per validare clinicamente il sistema. Approcci di supporto non clinico, come la musica nei percorsi di salute mentale materna, mostrano che il terreno tra clinica e quotidianità è già abitato da strumenti diversi.

Il prototipo resta in fase di ricerca e non è destinato alla distribuzione commerciale. Se uno strumento di questo tipo arriverà sul mercato, in Italia troverà 5 milioni di adulti che oggi vorrebbero un percorso psicologico ma non lo iniziano.

Domande frequenti

Come funziona il prototipo UbiMyTherapist sviluppato dall'Università di Ottawa?

Il prototipo combina dati clinici, una base di conoscenza psicologica e segnali biometrici in tempo reale raccolti da dispositivi come smartwatch e smartphone. Questi dati vengono aggregati per creare un profilo dinamico dell'utente che permette al sistema di intervenire in modo proattivo quando rileva segnali di disagio.

Quali sono le principali differenze tra UbiMyTherapist e i chatbot tradizionali?

A differenza dei chatbot più diffusi, UbiMyTherapist interviene proattivamente senza attendere una richiesta esplicita da parte dell’utente. Inoltre, la qualità terapeutica delle sue risposte è stata valutata superiore in termini di empatia e personalizzazione rispetto a ChatGPT.

A chi si rivolge principalmente questo tipo di assistente AI?

Il prototipo è pensato soprattutto per coloro che incontrano barriere economiche, di distanza o di stigma nell'accesso ai servizi di salute mentale. In particolare, mira a raggiungere le persone che non accedono ai servizi pubblici o che rinunciano a un percorso psicologico per motivi di costo.

UbiMyTherapist può sostituire il ruolo dello psicoterapeuta?

No, gli autori sottolineano che il prototipo non sostituisce lo psicoterapeuta. Può però rappresentare un supporto iniziale o un aiuto nel triage automatizzato, indirizzando l’utente verso un professionista quando necessario.

Quando sarà disponibile UbiMyTherapist sul mercato italiano?

Attualmente il prototipo è ancora in fase di ricerca e non destinato alla distribuzione commerciale. Se arriverà sul mercato, potrebbe rispondere alle esigenze dei milioni di italiani che oggi desiderano un supporto psicologico ma non riescono ad accedervi.

Quali vantaggi offre la proattività di questo assistente AI rispetto ai servizi tradizionali?

La proattività consente al sistema di rilevare cambiamenti nei pattern di comportamento o segnali di disagio prima che si arrivi a una crisi acuta. Ciò può ridurre il tempo di attesa prima del primo contatto e abbattere i costi per l’utente, offrendo un supporto tempestivo che i servizi territoriali spesso non riescono a garantire.

Pubblicato il: 29 giugno 2026 alle ore 08:53

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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