Loading...
Cervicale da smartphone: guida per riconoscere e prevenire il tech neck
Tecnologia

Cervicale da smartphone: guida per riconoscere e prevenire il tech neck

Disponibile in formato audio

Tech neck e cervicale da smartphone: cosa dicono gli studi 2025, quali posture danneggiano il collo e come prevenire il dolore con esercizi mirati.

Indice: In breve | Cervicale da smartphone, perché i casi sono quasi raddoppiati | Come la postura davanti agli schermi sovraccarica il collo | Quanto pesa la testa quando ci si china sullo smartphone | Guida pratica per prevenire la cervicale da smartphone | Errori comuni che peggiorano il dolore | Domande frequenti

In breve

  • I casi globali di dolore cervicale sono quasi raddoppiati tra il 1990 e il 2021, da circa 114 a 206 milioni.
  • Il termine tech neck indica i disturbi cervicali legati all’uso prolungato di smartphone, tablet e laptop.
  • A 60 gradi di inclinazione, la testa scarica sulla cervicale l’equivalente di circa 27 chili.
  • Le linee guida INAIL prevedono lo schermo al livello degli occhi o appena sotto, a 50-70 centimetri di distanza.
  • La prevenzione passa da postura, pause attive, esercizi mirati e adattamento della postazione di lavoro.

Cervicale da smartphone, perché i casi sono quasi raddoppiati

Il numero di persone con dolore cervicale nel mondo è passato da circa 114 milioni nel 1990 a 206 milioni nel 2021, secondo il Global Burden of Disease Study. Sulla base degli stessi dati, i ricercatori del Rush University Medical Center hanno definito il tech neck una pandemia silenziosa che sta riscrivendo la forma della colonna vertebrale, in un editoriale pubblicato sull’European Spine Journal nel 2025.

La cervicale occupa circa l’1-2 per cento della superficie corporea, ma sostiene una delle articolazioni più sollecitate dell’organismo. Il collo regge il peso del cranio, lo orienta a ogni cambio di sguardo e funziona da snodo tra il sistema nervoso centrale e il resto del corpo. L’aumento del 79,78 per cento dei casi registrato in oltre trent’anni dipende da due fattori principali: la sedentarietà legata a lavoro e stile di vita, e l’uso intensivo dei dispositivi elettronici, che impone al corpo posture statiche prolungate. Le proiezioni dello stesso studio indicano 269 milioni di casi attesi nel mondo entro il 2050.

Come la postura davanti agli schermi sovraccarica il collo

Lavorare al computer significa fissare uno schermo nella stessa posizione per ore. Se il monitor è troppo in alto, il collo si estende all’indietro e accentua la lordosi, la curvatura naturale posteriore della cervicale: in quella posizione i muscoli posteriori restano in contrattura continua. Se invece è troppo in basso, il collo si piega in avanti fino a invertire la curva in una cifosi cervicale, e a pagarne il prezzo sono i dischi intervertebrali sovraccaricati.

Un caso a parte è quello di chi porta occhiali progressivi. Per inquadrare lo schermo nella zona di messa a fuoco corretta, l’utente finisce per muovere la testa con il collo a ogni cambio di riga, accumulando microcontrazioni nei muscoli del trapezio per tutta la giornata. L’effetto si somma alla flessione che lo smartphone richiede ogni volta che lo si guarda in grembo o appoggiato sulla scrivania.

Quanto pesa la testa quando ci si china sullo smartphone

In posizione neutra la testa di un adulto pesa fra 4,5 e 5,5 chili. L’effetto cambia con l’inclinazione, secondo uno studio firmato dal chirurgo Kenneth Hansraj e pubblicato sulla rivista Surgical Technology International nel 2014. Il carico sulla cervicale cresce in modo non lineare: a 15 gradi la struttura sostiene circa 12 chili, a 30 gradi sale a 18 chili, a 45 gradi arriva a 22 chili. A 60 gradi, l’angolazione tipica di chi scrive un messaggio guardando lo smartphone in grembo, il collo regge l’equivalente di circa 27 chili. Moltiplicato per ore di esposizione quotidiana, il sovraccarico altera nel tempo la curvatura cervicale fisiologica.

Guida pratica per prevenire la cervicale da smartphone

  • Posiziona lo schermo all’altezza giusta. Il bordo superiore del monitor deve restare alla linea degli occhi o appena sotto, a una distanza di 50-70 centimetri, secondo le linee guida INAIL per il lavoro al videoterminale.
  • Alza lo smartphone, non abbassare la testa. Tieni il telefono il più vicino possibile all’altezza degli occhi e usa il braccio opposto come appoggio per ridurre l’inclinazione del collo sotto i 15 gradi.
  • Inserisci pause attive ogni 30-45 minuti. Due minuti di mobilità ogni mezz’ora bastano a smaltire la contrattura accumulata nei muscoli posteriori del collo.
  • Allena collo e cingolo scapolare con esercizi mirati. Rotazioni lente, retrazioni del mento e mobilità di trapezio e scapole fanno parte della routine che usano anche i piloti di Formula 1 per gestire le accelerazioni laterali.
  • Adatta la postazione se porti occhiali progressivi. Abbassa il monitor o regola la sedia, in modo che la zona di messa a fuoco corretta cada nella posizione neutra del capo.

Errori comuni che peggiorano il dolore

Tenere lo smartphone in grembo per ore: la flessione del collo si avvicina ai 60 gradi e il carico effettivo arriva intorno ai 27 chili. La soluzione passa dall’alzare il dispositivo, non dal sopportare la postura.

Affidarsi solo agli antidolorifici: i farmaci attenuano il sintomo ma non agiscono sulla causa biomeccanica. Senza correzione posturale e rinforzo muscolare il dolore tende a ripresentarsi a distanza di giorni o settimane.

Scaldare i muscoli senza muoverli: borse termiche e cerotti caldi sciolgono la contrattura ma non sostituiscono la mobilizzazione attiva. Il calore va abbinato a rotazioni e retrazioni dolci.

Trattare la cervicale come un problema solo del collo: la struttura è collegata a postura toracica, spalle e respirazione diaframmatica. Lavorare solo sul tratto cervicale lascia intatti i compensi che producono il dolore.

Domande frequenti

Il tech neck è una diagnosi medica?

No. Tech neck è un termine descrittivo, non una diagnosi clinica. Indica un insieme di sintomi cervicali frequenti in chi usa molto i dispositivi elettronici, che possono però sfociare in patologie riconosciute come cervicalgia, ernia discale o cefalea muscolo-tensiva.

A che età compaiono i primi sintomi?

I dati del Global Burden of Disease 2021 mostrano una prevalenza crescente già nella fascia 15-39 anni. L’incremento più marcato riguarda chi usa lo smartphone per molte ore al giorno, anche in età adolescenziale.

Quanti minuti di smartphone al giorno sono troppi?

Non esiste una soglia univoca. Conta più la posizione del dispositivo e la durata delle sessioni statiche che il tempo totale. Pause regolari ogni 30-45 minuti riducono in modo significativo il rischio di sovraccarico.

Servono esami specifici per la cervicale da smartphone?

Per un dolore occasionale è sufficiente una valutazione clinica del medico di base o del fisioterapista. Radiografie, risonanze o visite specialistiche entrano in gioco solo se il dolore persiste oltre quattro-sei settimane o se compaiono sintomi neurologici come formicolio o perdita di forza.

La donna è più colpita dell’uomo?

L’analisi del Global Burden of Disease 2021 indica un tasso di DALY, gli anni di vita persi per disabilità, più alto fra le donne, con una forbice che si è ampliata fra il 1990 e il 2021. Le cause includono differenze ormonali, biomeccaniche e di esposizione lavorativa. Le proiezioni dei ricercatori indicano 269 milioni di casi di dolore cervicale nel mondo entro il 2050. La differenza fra chi rientra in quella statistica e chi resta fuori dipende meno dai dispositivi che si usano e più dalle abitudini con cui li si usa ogni giorno.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 06:12

Matteo Cicarelli

Articolo creato da

Matteo Cicarelli

Giornalista Pubblicista Matteo Cicarelli è un giornalista laureato in Lettere Moderne e specializzato in Editoria e Scrittura. Durante il suo percorso accademico ha approfondito lo studio della linguistica, della letteratura e della comunicazione, sviluppando un forte interesse per il mondo del giornalismo. Infatti, ha dedicato le sue tesi a due ambiti distinti ma complementari: da un lato l’analisi della lingua e della cultura indoeuropea, dall’altro lo studio della narrazione giornalistica, con un particolare approfondimento sul giornalismo enogastronomico. Da sempre affascinato dal mondo della comunicazione e del racconto, nel corso della sua carriera ha lavorato anche come addetto stampa e ha collaborato con diverse testate online che si occupano di cultura, cronaca, società, sport ed enogastronomia. Su EduNews24.it scrive articoli e realizza contenuti video dedicati ai temi della scuola, della formazione, della cultura e dei cambiamenti sociali, cercando di mantenere uno stile chiaro, divulgativo, accessibile e attento alla veridicità. Tra le sue passioni ci sono lo sport, la cucina, la lettura e la stand up comedy: un interesse che lo porta anche a cimentarsi nella scrittura di testi comici.

Articoli Correlati