Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato il 17 settembre 2026 la Stanza Rosa del pronto soccorso dell'ospedale Misericordia di Grosseto, dedicata all'accoglienza delle vittime di violenza. Nel corso dell'incontro con medici, infermieri e operatori sociali ha ricordato i numeri di una tragedia che non si arresta: 97 femminicidi nel 2025 e 34 casi già registrati nel primo semestre del 2026. Il capo dello Stato ha definito la violenza sulle donne «un'emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese» e ha chiesto un impegno pubblico dell'intera comunità.
Prevenzione, formazione ed educazione a scuola
Il presidente ha indicato tre leve: reprimere e punire non basta, servono prevenzione, formazione e soprattutto educazione nelle scuole. L'obiettivo, ha spiegato, è colmare quel «deficit culturale e di senso di umanità» che è alla base del fenomeno. Il capo dello Stato ha chiesto alla politica un'azione strutturata e continuativa, che coinvolga sanitari, forze dell'ordine e magistratura in una visione integrata del contrasto alla violenza di genere. La scuola, nel ragionamento del Quirinale, non è un'aggiunta ma il primo terreno su cui costruire un diverso «senso dei rapporti umani».
L'appello si intreccia con il messaggio video di Franco Isceri, padre di Lorena, giovane uccisa in Toscana dall'ex compagno. Isceri ha chiesto alla politica di agire all'unanimità su scuole, centri antiviolenza e strumenti normativi. La richiesta del padre di Lorena è stata accolta dalla visita presidenziale, mentre resta aperto nel dibattito pubblico il confronto con chi contesta il reato di femminicidio, come sostenuto da Roberto Vannacci.
Il Codice Rosa, un modello nato a Grosseto
La Stanza Rosa del pronto soccorso del Misericordia è nata nel 2009 dall'intuizione della dottoressa Vittoria Doretti come percorso protetto per l'accoglienza delle vittime di violenza. Da quell'esperienza è cresciuto il Codice Rosa, una rete regionale toscana per il triage e l'assistenza integrata alle donne che arrivano in ospedale dopo un abuso. Il modello è stato adottato come riferimento anche in altre regioni italiane e rappresenta uno dei pochi esempi di risposta sanitaria strutturata al fenomeno.
L'organizzazione toscana collega ospedali, forze dell'ordine, magistrati e centri antiviolenza in un percorso protetto dentro il pronto soccorso. Ridurre i tempi di refertazione, tutelare la privacy della vittima e attivare rapidamente i servizi sociali sono gli obiettivi operativi della rete. Mattarella ha ringraziato personalmente medici, infermieri e operatori per un lavoro definito «di primaria importanza» e ha portato «la gratitudine del Paese intero» per un impegno che unisce cura del corpo e sostegno psicologico.
Il messaggio da Grosseto sposta l'asse dal solo intervento penale agli strumenti di prevenzione già in campo. Estendere l'educazione scolastica ai rapporti tra persone e rafforzare le reti territoriali di accoglienza è la traiettoria che il Quirinale indica alla politica, mentre i dati del 2026 continuano a crescere mese dopo mese e chiedono risposte che non possono più essere rinviate.
Domande frequenti
Cosa ha sottolineato il Presidente Mattarella durante la visita alla Stanza Rosa di Grosseto?
Il Presidente Mattarella ha evidenziato che la violenza sulle donne è un'emergenza nazionale e che la prevenzione deve partire dalla scuola, attraverso educazione e formazione culturale.
Qual è il ruolo della scuola nella prevenzione della violenza di genere secondo Mattarella?
Secondo Mattarella, la scuola non è un'aggiunta ma il primo luogo dove costruire un nuovo senso dei rapporti umani, fondamentale per prevenire la violenza di genere attraverso l'educazione.
Cos'è il Codice Rosa e come funziona?
Il Codice Rosa è una rete regionale toscana nata a Grosseto, che offre un percorso protetto per l'accoglienza e l'assistenza integrata delle vittime di violenza, coinvolgendo ospedali, forze dell'ordine, magistratura e centri antiviolenza.
Quali sono i principali obiettivi operativi della rete Codice Rosa?
Gli obiettivi principali sono ridurre i tempi di refertazione, tutelare la privacy delle vittime e attivare rapidamente i servizi sociali necessari all'assistenza.
Quali richieste sono emerse dall'incontro e dal messaggio del padre di Lorena?
Il padre di Lorena ha chiesto alla politica di agire all'unanimità su scuole, centri antiviolenza e strumenti normativi, sottolineando l'importanza di un impegno concreto e condiviso per contrastare la violenza sulle donne.