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Valditara celebra l'8,2%, ma ISTAT segnala un altro divario
Scuola

Valditara celebra l'8,2%, ma ISTAT segnala un altro divario

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Eurostat 2025 certifica il record italiano sotto la media UE. ISTAT misura una dispersione implicita al 12,3%: in Sicilia 23,6%.

Dal palco di NexUS, evento della Lega Giovani a Milano Marittima, il ministro Giuseppe Valditara ha rivendicato il record italiano sulla dispersione scolastica: 8,2% nel 2025, sotto la media UE del 9,1%. Il dato Eurostat è esatto. Fotografa però solo metà del fenomeno.

La posizione di Valditara al NexUS 2026

Davanti ai giovani della Lega, Valditara ha contestato le proposte di Roberto Vannacci sulle classi differenziali con una formula netta: «Chi le vuole non ha capito proprio un tubo». Il ministro rivendica invece una scuola che «personalizza la formazione», richiamando la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner. Sulla riduzione degli abbandoni, ha attribuito il calo ad Agenda Sud, Agenda Nord e decreto Caivano, parlando di mezzo milione di studenti recuperati tra il 2023 e il 2025.

Il dato di sintesi è quello diffuso dal ministero a maggio: l'Italia all'8,2% contro una media UE del 9,1%, davanti a Germania (13,1%) e Finlandia (9,9%), con il target europeo del 9% raggiunto cinque anni prima della scadenza 2030. La fonte è il comunicato del Ministero dell'Istruzione sull'8,2% di abbandono.

I tre divari che il dato medio nasconde

Il primo divario è regionale. Disaggregando Eurostat, in Sicilia la quota di 18-24enni con la sola licenza media e fuori da percorsi di formazione è al 13,7%, oltre cinque punti sopra la media nazionale e quattro sopra quella europea. Anche Campania (9,7%), Calabria e Sardegna restano sopra la soglia obiettivo del 9%. Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna sono già tutte sotto: l'Italia che ha vinto la sfida e l'Italia che la sta ancora combattendo coesistono nella stessa media.

Il secondo divario è di cittadinanza. Nell'audizione del 7 ottobre 2025 al Senato, ISTAT segnala che tra i 18-24enni italiani la dispersione esplicita scende all'8,5%, mentre tra i coetanei con cittadinanza straniera sale al 24,3%, quasi triplicata. Tra i figli di immigrati di prima generazione iscritti in terza media, il rischio di dispersione implicita è al 22,5%, contro l'11,6% degli studenti italiani.

Il terzo divario è qualitativo ed è quello più scomodo. Si chiama dispersione implicita: la quota di studenti che resta a scuola ma non raggiunge i livelli minimi di competenza misurati dalle prove Invalsi. Nel 2024/2025 riguarda il 12,3% degli studenti di terza media. In Sicilia arriva al 23,6%, in Calabria al 21,2%, in Sardegna al 20,7%. All'ultimo anno della scuola secondaria, ISTAT misura un 8,7% nazionale che sale al 17,6% in Campania e al 22,8% negli istituti professionali. Tutti dati pubblicati nell' audizione ISTAT su povertà educativa e abbandono al Senato.

Cosa significa per la "scuola personalizzata"

La promessa di personalizzazione richiamata da Valditara con Gardner va misurata su questi numeri. Non basta che meno ragazzi escano dal sistema prima del diploma: serve che chi resta arrivi in fondo con competenze utilizzabili. Per ora la dispersione implicita supera quella esplicita e si concentra negli stessi territori dove la prima è ancora alta. Sulle competenze in lettura, centrali in questa lettura, vale la pena rileggere la critica di Simone Giusti al modello attuale di scuola.

La leva del docente tutor, valorizzata dal ministro come strumento di personalizzazione, è applicata in modo diseguale: dove gli studenti fragili sono di più, l'organico complessivo è già sotto pressione. Negli istituti professionali, dove la dispersione implicita arriva al 22,8%, il personale per seguire percorsi individuali spesso non c'è. E i nodi sulla didattica restano aperti, come ha mostrato il dibattito attorno alle nuove indicazioni nazionali e alle prove Invalsi nello sciopero del 7 maggio.

Il record dell'8,2% va letto insieme al 12,3% di chi finisce la scuola senza le competenze base. La prossima legge di bilancio dirà se Agenda Sud sarà rifinanziata oltre il 2025 e con quale dotazione: lì si vedrà se la scuola personalizzata del ministro arriverà anche a Palermo e Cosenza.

Domande frequenti

Cosa rappresenta il dato dell'8,2% sulla dispersione scolastica rivendicato da Valditara?

Il dato dell'8,2% si riferisce alla quota di giovani tra 18 e 24 anni che abbandonano prematuramente gli studi in Italia, risultando inferiore alla media UE del 9,1%. Questo risultato è stato raggiunto cinque anni prima rispetto alla scadenza europea del 2030.

Quali sono i principali divari nascosti dal dato medio sulla dispersione scolastica?

I principali divari sono di tipo regionale, di cittadinanza e qualitativo. Esistono forti differenze tra regioni, tra studenti italiani e stranieri, e tra chi resta a scuola ma non raggiunge le competenze minime (dispersione implicita).

Cosa si intende per dispersione scolastica implicita?

La dispersione implicita riguarda gli studenti che, pur rimanendo a scuola, non raggiungono i livelli minimi di competenza previsti, spesso misurati dalle prove Invalsi. Nel 2024/2025 ha interessato il 12,3% degli studenti di terza media, con percentuali molto alte in alcune regioni.

Quali strumenti ha indicato Valditara per contrastare la dispersione scolastica?

Valditara attribuisce i progressi a misure come Agenda Sud, Agenda Nord e il decreto Caivano. Promuove inoltre una scuola personalizzata che valorizzi le intelligenze multiple e il ruolo del docente tutor.

Quali sfide restano aperte nonostante il calo della dispersione scolastica esplicita?

Persistono forti divari territoriali e tra studenti italiani e stranieri, mentre la dispersione implicita supera quella esplicita. La personalizzazione della didattica e la presenza di docenti tutor sono spesso insufficienti soprattutto nelle aree più fragili e negli istituti professionali.

Cosa si prevede per il futuro delle politiche contro la dispersione scolastica in Italia?

Il futuro delle politiche dipenderà anche dal rifinanziamento di Agenda Sud con la prossima legge di bilancio. Solo così sarà possibile capire se la scuola personalizzata arriverà davvero nei territori più colpiti dalla dispersione.

Pubblicato il: 28 giugno 2026 alle ore 12:29

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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