Il framework europeo DigCompEdu vale 2 punti nelle nuove graduatorie provinciali per le supplenze 2026/28, il doppio rispetto al DigComp 2.2 destinato ai cittadini. Lo stabilisce l'Ordinanza ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 sulle GPS - MIM, che ha riscritto la tabella titoli per chi insegna con supplenza.
Cos'è il framework e perché il ministero lo riconosce
DigCompEdu è il quadro europeo per la competenza digitale degli educatori, pubblicato nel 2017 dal Joint Research Centre della Commissione Europea. Descrive 22 competenze in 6 aree: impegno professionale, risorse digitali, insegnamento e apprendimento, valutazione, valorizzazione degli studenti e sviluppo della competenza digitale degli studenti. Articola sei livelli di padronanza, da A1 esordiente a C2 pioniere, e propone uno strumento di autovalutazione gratuito, SELFIEforTEACHERS, disponibile nelle 24 lingue ufficiali UE.
Non è una checklist di applicazioni: è una mappa professionale che descrive cosa significa integrare il digitale nella didattica. Il ministero lo riconosce come riferimento per certificare il personale scolastico, a condizione che l'ente di certificazione sia accreditato Accredia e che l'attestato riporti esplicitamente la conformità al framework europeo. La scelta si allinea alle nuove Indicazioni 2025 sulle competenze digitali nella scuola italiana, che mettono il digitale tra gli obiettivi trasversali del curricolo.
Italia al 54%, target europeo all'80%
La scelta del ministero si inquadra in numeri che restano lontani dall'obiettivo. Nel 2025 il 54,3% delle persone fra 16 e 74 anni in Italia ha competenze digitali almeno di base, secondo i dati ISTAT su cittadini e ICT 2025. Il target del Digital Decade fissa l'80% al 2030: 26 punti percentuali da recuperare in cinque anni.
Il divario è generazionale e territoriale. Le competenze digitali di base arrivano al 71,7% tra i 20-24 anni, scendono al 49,1% tra i 55-59 anni e si fermano al 27,4% tra gli over 65. È la fascia che concentra buona parte del corpo docente in servizio: l'invecchiamento medio del personale sposta il problema proprio dove pesa di più. Sull'accesso a Internet, in Toscana il 90,9% delle famiglie è connesso, in Calabria si ferma all'80,1%. Su questa cornice il Piano Scuola 4.0 ha stanziato 800 milioni con l'investimento 2.1 del PNRR per formare 650.000 unità di personale scolastico. Senza un linguaggio comune fra ministero, enti certificatori e docenti, quella formazione rischia di disperdersi. Il framework JRC offre quel linguaggio.
Cosa cambia per chi insegna
Per i docenti già inseriti in graduatoria, le certificazioni informatiche acquisite nei bienni precedenti restano valide ma con valore unitario ridotto, fino a un tetto di 2 punti. Per i titoli nuovi del biennio 2026/28 il calcolo è netto: una certificazione DigCompEdu vale 2 punti, una DigComp 2.2 vale 1 punto, il tetto complessivo è 4 punti e si può presentare una sola certificazione per ciascun framework. L'ente emettitore deve essere accreditato Accredia e identificabile sulla banca dati ufficiale dell'ente di accreditamento, e la dicitura di conformità ai framework europei deve comparire sull'attestato.
Le domande GPS si sono aperte alle 12 del 23 febbraio 2026 e si sono chiuse il 16 marzo, esclusivamente tramite SPID o CIE sul portale Istanze on line. Il ministero ha precisato il quadro con FAQ pubblicate nei giorni successivi all'ordinanza. In graduatorie sature come quelle dei concorsi PNRR per infanzia e primaria, due punti spostano la posizione di centinaia di posti e cambiano la provincia in cui un aspirante riceve la chiamata.
Il riconoscimento normativo cambia il quadro ma non sostituisce la pratica: il framework misura sei aree, e nessuna riguarda il saper usare una piattaforma di videolezione. Riguarda come integrare il digitale nella valutazione, nell'inclusione, nello sviluppo della competenza dei ragazzi. È un nodo che si intreccia con le nuove regole sulla formazione iniziale dei docenti approvate con il decreto Milleproroghe, dove la dimensione digitale resta una delle questioni aperte.
Domande frequenti
Cos'è il framework DigCompEdu e a cosa serve?
DigCompEdu è il quadro europeo per la competenza digitale degli educatori, pubblicato dalla Commissione Europea. Serve a descrivere le competenze digitali necessarie per integrare efficacemente il digitale nella didattica e viene usato come riferimento per la certificazione dei docenti.
Perché la certificazione DigCompEdu vale 2 punti nelle GPS 2026/28?
La certificazione DigCompEdu vale 2 punti perché è riconosciuta dal Ministero come riferimento per le competenze digitali degli insegnanti, in linea con le nuove indicazioni nazionali. Vale il doppio rispetto alla certificazione DigComp 2.2 destinata ai cittadini.
Quali sono i requisiti per la validità della certificazione DigCompEdu nelle GPS?
La certificazione deve essere rilasciata da un ente accreditato Accredia e riportare esplicitamente la conformità al framework europeo DigCompEdu. Inoltre, deve essere identificabile nella banca dati ufficiale dell'ente di accreditamento.
Cosa misura concretamente il framework DigCompEdu?
Il framework misura 22 competenze suddivise in 6 aree, tra cui impegno professionale, risorse digitali, insegnamento, valutazione, valorizzazione degli studenti e sviluppo delle competenze digitali degli studenti. Non si limita all'uso di strumenti digitali, ma valuta come questi vengano integrati nella didattica.
Come cambia la valutazione delle certificazioni informatiche rispetto ai bienni precedenti?
Le certificazioni acquisite nei bienni precedenti restano valide ma con valore unitario ridotto, fino a un massimo di 2 punti. Dal 2026/28, una sola certificazione DigCompEdu vale 2 punti, una DigComp 2.2 vale 1 punto, e il tetto massimo per le certificazioni è 4 punti.
Perché il Ministero ha scelto di valorizzare DigCompEdu nelle graduatorie?
La scelta del Ministero si inserisce nell'obiettivo di migliorare le competenze digitali del personale scolastico, allineandosi alle strategie europee e nazionali. Il framework offre un linguaggio comune per la formazione e la valutazione delle competenze digitali, facilitando lo sviluppo di una didattica innovativa.