Da giovedì 10 settembre 2026 tornano in aula 66.328 studenti del Trentino tra scuole provinciali e paritarie: 845 in meno rispetto allo scorso anno. La contrazione è dell'1,26% in un solo anno scolastico, ma il dato più interessante non è il segno meno: è dove il segno meno inizia ad apparire.
Il calo esce dal primo ciclo e arriva alle superiori
Per anni il crollo demografico della provincia aveva colpito soprattutto elementari e medie. Con l'anno scolastico 2026/2027 tocca anche il secondo ciclo. I dati della Provincia autonoma di Trento sulle iscrizioni 2025/2026 avevano già segnalato un -4,76% alle prime delle superiori e -4,57% alle prime delle medie, mentre la primaria si stabilizza dopo due anni di flessione. La formazione professionale scende del 2%.
Nel dettaglio dei 66.328 iscritti pubblicati dalla PAT sono 22.858 gli alunni della primaria, 15.617 quelli della secondaria di primo grado, 21.729 quelli della secondaria di secondo grado e 6.124 nella formazione professionale e nel corso annuale per l'esame di Stato. Nelle superiori il 9,1% degli studenti (1.980 iscritti) frequenta istituti paritari: un rapporto storicamente alto, che regge anche nell'anno in cui l'intera popolazione del secondo ciclo cala. Per chi accompagna le famiglie nella scelta della scuola superiore, il messaggio è che il bacino di studenti da orientare si è ridotto.
Trentino tra i primi a partire, Puglia ultima
Il rientro in aula del 10 settembre colloca la provincia tra le partenze anticipate del calendario italiano: sette giorni prima della Puglia, che chiude la sequenza nazionale con la prima campanella al 17 settembre. Prima ancora, il 7 settembre, era toccato alla Provincia autonoma di Bolzano, dove sono tornati in aula quasi 90.000 studenti nei tre sistemi linguistici: 64.749 nelle scuole tedesche, 22.080 nelle italiane e 2.895 nelle ladine.
Sommando i due sistemi provinciali, il Trentino-Alto Adige apre l'anno con più di 156.000 studenti tra scuole statali, provinciali e paritarie. Con calendari che si estendono fino all'8 giugno 2027 a Trento e al 16 giugno 2027 a Bolzano, le due province autonome offrono la finestra didattica più lunga d'Italia. Un anno di lezione più lungo che deve però fare i conti con classi mediamente meno numerose.
Il numero che spiega il resto: 355mila nati nel 2025
Il calo trentino non è un incidente locale. Il report ISTAT sugli indicatori demografici del 2025 registra 355mila nascite in Italia nell'anno appena chiuso, il 3,9% in meno del 2024 e il minimo storico dal dopoguerra. Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, contro il 2,1 necessario al ricambio generazionale. Il saldo naturale, la differenza tra nati e morti, resta a -296mila unità.
L'area tiene la popolazione grazie all'immigrazione (+4,2 per mille di crescita, la più alta d'Italia insieme all'Emilia-Romagna), ma i ragazzi che oggi entrano in prima superiore erano nati tra il 2011 e il 2012, anni con oltre 500mila nascite annuali. Chi si iscriverà alle superiori nel 2033 arriverà dalla generazione del 2019, già scesa sotto 420mila nati. Nel 2036 varcherà l'ingresso la coorte dei 355mila del 2025: circa un terzo in meno rispetto alla prima superiore di oggi.
Se i tetti del MIM non fermano la stangata sui libri di scuola, nei prossimi anni la pressione sui bilanci familiari si misurerà con classi più piccole e istituti in ridimensionamento. Per i docenti significa un altro anno di organizzazione del tempo scuola in ridefinizione, mentre la riorganizzazione degli organici comincia a incidere sui plessi montani della provincia.
Il conto di questo settembre entra in una frase: la provincia apre con l'1,26% di studenti in meno, il segnale che il calo demografico ha smesso di essere un problema solo delle elementari.
Domande frequenti
Quali sono i dati principali sul calo degli studenti in Trentino per l'anno scolastico 2026/2027?
Nel 2026/2027 gli studenti iscritti sono 66.328, con una diminuzione di 845 unità rispetto all'anno precedente, pari a un calo dell'1,26%. La contrazione è evidente soprattutto nelle scuole superiori e nella formazione professionale.
Come si distribuisce il calo demografico tra i vari ordini di scuola?
Il calo, che inizialmente colpiva elementari e medie, ora interessa anche le superiori con una riduzione del 4,76% nelle prime classi. La primaria si è stabilizzata dopo anni di flessione, mentre la formazione professionale registra un calo del 2%.
Qual è il ruolo delle scuole paritarie nel contesto delle scuole superiori in Trentino?
Nelle scuole superiori il 9,1% degli studenti frequenta istituti paritari, una percentuale storicamente alta che si mantiene stabile anche in un anno di calo complessivo degli iscritti.
Quali sono le prospettive future per l'andamento delle iscrizioni scolastiche in Trentino?
Le prospettive indicano un ulteriore calo: chi si iscriverà alle superiori nel 2033 proverrà da generazioni con meno nati, arrivando a 355mila nascite nel 2025, circa un terzo in meno rispetto a oggi.
Come si colloca il calendario scolastico del Trentino rispetto al resto d'Italia?
Il Trentino inizia le lezioni il 10 settembre, una delle date più anticipate in Italia, e offre una delle finestre didattiche più lunghe, con termine l'8 giugno 2027.
Quali sono le conseguenze del calo demografico per le scuole e le famiglie?
Il calo porta a classi meno numerose e scuole in ridimensionamento, con possibili ripercussioni sull'organizzazione scolastica e sulla pressione economica per le famiglie, oltre a influire sulla gestione degli organici e dei plessi scolastici, soprattutto nelle aree montane.