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Scelta scuola superiore: il 48% dei liceali ha un genitore laureato
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Scelta scuola superiore: il 48% dei liceali ha un genitore laureato

Il 55,9% degli studenti sceglie il liceo. Ma tra i liceali il 48,3% ha almeno un genitore laureato, contro il 25,8% dei tecnici. I dati Censis Iride.

Il 55,9% degli studenti iscritti al primo anno delle superiori nel 2026/2027 ha scelto un liceo, il 30,8% un istituto tecnico e il 13,3% un professionale. Il dato del Iscrizioni 2026/2027 - Ministero dell'Istruzione e del Merito fotografa oltre 500.000 ragazze e ragazzi che a settembre entrano in aula dopo aver formalizzato l'iscrizione tra gennaio e febbraio. Un'indagine del Censis su più di 8.000 studenti delle secondarie di secondo grado mostra però che la scelta non è mai un fatto individuale: dietro il richiamo alle passioni pesano il titolo di studio dei genitori e il consiglio orientativo ricevuto alle medie.

Quello che gli studenti dichiarano

Il criterio più citato sono gli interessi e le passioni personali: lo indica il 61,7% degli intervistati, quota che sale al 62,9% tra le ragazze. Il 26,8% dice di aver scelto un indirizzo che tenga aperte più opportunità future, il 21,7% riconosce il peso dei suggerimenti di genitori e familiari. Il riferimento al lavoro desiderato pesa per il 13%, il consiglio degli insegnanti per il 12,5%. Più marginali la vicinanza a casa (8,6%), i futuri studi universitari (6,6%), le scelte degli amici (4,3%) e la ricerca di un indirizzo meno impegnativo (2,1%).

Sul consiglio orientativo formulato in terza media, quasi metà degli studenti (49,3%) dichiara di averlo seguito interamente, il 23,3% solo in parte e il 18,4% ha scelto un indirizzo diverso da quello suggerito dagli insegnanti. Un dato che assegna alla scuola secondaria di primo grado un ruolo di filtro tutt'altro che neutro nel disegno delle traiettorie successive.

Il fattore famiglia che i dati fanno emergere

Il 48,3% degli studenti liceali ha almeno un genitore in possesso di laurea o altro titolo terziario. La stessa condizione riguarda il 25,8% degli iscritti agli istituti tecnici e il 25,5% dei professionali: una differenza di oltre venti punti percentuali tra chi va al liceo e chi frequenta gli altri due indirizzi. Tra i ragazzi dei professionali risulta invece più elevata la presenza di famiglie con titoli di studio medio-bassi. Lo scarto non è nuovo, ma le percentuali attuali confermano che il tipo di scuola scelta continua a correlare con il capitale culturale della famiglia di origine.

La rilevazione, realizzata dal Censis nell'ambito del progetto "La scuola vista dai giovani" dell'Osservatorio Iride, incrocia la scelta effettiva con il retroterra familiare. Ne emerge che gli studenti motivano la propria decisione con le passioni personali, ma la distribuzione tra licei, tecnici e professionali segue un tracciato che ricalca il livello di istruzione ereditato in famiglia.

Per docenti e famiglie il quadro suggerisce di rileggere il consiglio orientativo di terza media come strumento che può ampliare, o restringere, le opzioni percepite dai ragazzi. Vale soprattutto per chi non ha in casa un modello universitario: nei dati Censis la passione dichiarata si intreccia con una geografia sociale che i numeri rendono difficile da ignorare.

Domande frequenti

Quali sono le principali scelte degli studenti per le scuole superiori nel 2026/2027?

Il 55,9% degli studenti ha scelto un liceo, il 30,8% un istituto tecnico e il 13,3% un istituto professionale.

Quanto incide il titolo di studio dei genitori sulla scelta della scuola superiore?

Incide in modo significativo: il 48,3% degli studenti liceali ha almeno un genitore laureato, mentre la percentuale scende a circa il 25% negli istituti tecnici e professionali.

Quali fattori influenzano maggiormente la scelta della scuola superiore secondo gli studenti?

Il criterio più citato sono gli interessi e le passioni personali, seguito dalla volontà di mantenere aperte più opportunità future e dai suggerimenti di genitori e familiari.

Che ruolo ha il consiglio orientativo della scuola media nella scelta?

Quasi la metà degli studenti (49,3%) dichiara di aver seguito interamente il consiglio orientativo degli insegnanti di terza media, mentre il 23,3% solo in parte e il 18,4% ha scelto un indirizzo diverso.

In che modo il contesto familiare continua a influenzare la distribuzione tra licei, tecnici e professionali?

La distribuzione degli studenti tra i diversi indirizzi segue ancora il livello di istruzione della famiglia d'origine, confermando una correlazione tra capitale culturale familiare e scelta scolastica.

Cosa suggerisce l'indagine per docenti e famiglie riguardo il consiglio orientativo?

Suggerisce di considerare il consiglio orientativo come uno strumento che può ampliare o restringere le opzioni percepite dai ragazzi, particolarmente per chi non ha in casa un modello universitario.

Pubblicato il: 8 settembre 2026 alle ore 08:50

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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