Le scuole italiane hanno chiesto quasi 2,3 milioni di euro per accogliere i 460 studenti palestinesi arrivati dall'inizio della guerra su Gaza, oltre 750mila euro in piu' rispetto al fondo stanziato a gennaio dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il decreto firmato l'11 giugno 2026 dal ministro Giuseppe Valditara copre il gap con altri 778.447 euro.
Il decreto n. 108 e le domande delle scuole
Il provvedimento aggiunge risorse al piano annunciato a gennaio, quando erano stati destinati 1,5 milioni di euro alle scuole che accolgono studentesse e studenti provenienti dal territorio di Gaza. L'avviso pubblico uscito a maggio, con scadenza il 26 dello stesso mese, ha raccolto pero' proposte progettuali per un valore complessivo di 2.278.447 euro. Il decreto n. 108 dell'11 giugno destina 778.447 euro aggiuntivi per coprire tutte le domande valide, senza escludere alcun progetto.
Le risorse arrivano dal Programma nazionale "Scuola e competenze 2021-2027", cofinanziato dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+), nell'ambito dell'Obiettivo specifico ESO4.6 dedicato all'inclusione dei gruppi svantaggiati. Beneficiari sono istituzioni scolastiche statali, paritarie e Centri provinciali per l'istruzione degli adulti. La gestione operativa e' affidata all'Unita' di missione per il PNRR del MIM, che curera' anche i controlli sulla rendicontazione.
Il fabbisogno reale supera del 52% le stime iniziali
La differenza fra stanziamento iniziale e domande effettive misura la portata concreta dell'accoglienza scolastica. Le scuole hanno chiesto il 51,9% in piu' rispetto ai 1,5 milioni previsti a gennaio, ribaltando l'idea di una misura prevalentemente simbolica. Rapportato ai 460 studenti palestinesi presenti nelle aule italiane secondo la rilevazione MIM per l'anno scolastico 2025/2026, il finanziamento complessivo vale circa 4.950 euro per studente accolto. La cifra pero' non arriva ai singoli ragazzi: viene erogata alle scuole per coprire azioni formative, personale aggiuntivo e progetti in rete.
Il pro capite risulta piu' del doppio dei 2.800 euro medi previsti dal piano Studenti italiani in Europa da 420 milioni presentato dallo stesso ministro, un progetto che finanzia soggiorni all'estero anziche' presa in carico di minori in condizione di trauma. La scala complessiva resta comunque ridotta: il piano Gaza vale meno di un decimo del bando ministeriale contro i furti nelle scuole da 3 milioni di euro pubblicato in primavera. La proporzione racconta due scelte politiche differenti: mobilita' di massa per gli studenti italiani, accoglienza mirata su un numero contenuto di minori palestinesi.
Il dettaglio territoriale dei 460 studenti non e' stato reso pubblico dal Ministero. La rilevazione della Direzione generale per gli Affari internazionali del MIM, chiusa a inizio 2026, ha raccolto solo dati aggregati per regione e ordine di scuola. Le famiglie palestinesi arrivate con corridoi umanitari o ricongiungimenti sono state distribuite su territori diversi e non tutte le scuole di accoglienza hanno presentato domanda al bando: chi non ha aderito entro il 26 maggio non rientra nell'attuale ripartizione delle risorse.
Cinque azioni per l'accoglienza scolastica
I fondi copriranno cinque linee di intervento gia' previste dal piano di gennaio ed estese ora a tutti gli istituti che hanno presentato domanda valida:
- Potenziamento della lingua italiana come lingua seconda per superare la barriera dell'idioma.
- Personalizzazione dei percorsi didattici sulla base del vissuto e del background degli studenti.
- Mediatori culturali per il dialogo con studenti e famiglie.
- Supporto psicologico per bambini e adolescenti in condizione di trauma.
- Progetti in rete con enti locali, famiglie e associazioni del territorio.
Le cinque azioni sono coerenti con l'Obiettivo specifico ESO4.6 del PN Scuola e competenze, che chiede formazione inclusiva e di qualita' per i gruppi svantaggiati, e con l'aggancio al contrasto della dispersione scolastica dichiarato nel decreto. Il decreto n. 108 dell'11 giugno 2026 rimanda a un successivo atto dell'Autorita' di gestione per graduatorie, cronoprogramma e modalita' di rendicontazione. Il bando iniziale prevedeva l'ammissione ai finanziamenti entro l'estate 2026, ma il decreto integrativo di giugno potrebbe posticipare le prime erogazioni al nuovo anno scolastico.
Le scuole che hanno gia' presentato progetti attendono ora l'aggiornamento della graduatoria. Le famiglie palestinesi arrivate in Italia, in gran parte concentrate nelle citta' con corridoi umanitari attivi, sapranno entro settembre quali interventi partiranno davvero nelle classi che accolgono i loro figli.
Domande frequenti
Quanti fondi sono stati stanziati complessivamente per l'accoglienza degli studenti palestinesi provenienti da Gaza?
In totale sono stati stanziati quasi 2,3 milioni di euro, grazie all'aggiunta di 778.447 euro al fondo iniziale di 1,5 milioni previsto a gennaio dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Quali sono le principali azioni previste dal piano di accoglienza scolastica per gli studenti palestinesi?
Le azioni principali includono il potenziamento della lingua italiana, personalizzazione dei percorsi didattici, presenza di mediatori culturali, supporto psicologico e progetti in rete con enti locali e associazioni.
Come vengono distribuiti i fondi tra le scuole e gli studenti?
I fondi vengono erogati alle scuole che hanno presentato domanda valida e non direttamente agli studenti; servono a finanziare attività formative, personale aggiuntivo e iniziative di inclusione.
Qual è la tempistica prevista per l'erogazione dei fondi e l'avvio degli interventi?
L'ammissione ai finanziamenti era prevista entro l'estate 2026, ma l'integrazione del decreto di giugno potrebbe posticipare le prime erogazioni e l'avvio degli interventi al nuovo anno scolastico.
Chi sono i beneficiari dei finanziamenti stanziati dal decreto n. 108?
I beneficiari sono le istituzioni scolastiche statali, paritarie e i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti che hanno presentato domanda valida entro la scadenza del bando.