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Stazzano, spari alla scuola con pistola rubata 5 anni fa ad Ancona
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Stazzano, spari alla scuola con pistola rubata 5 anni fa ad Ancona

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A Stazzano spari contro scuola e municipio: pistola calibro 7.65 rubata da Ancona. In Italia +150% di minori segnalati per armi tra 2019 e 2024.

Quello che i carabinieri di Stazzano pensavano fossero atti vandalici si è rivelato qualcosa di più grave: sette bossoli e tre proiettili trovati contro la facciata della scuola e del municipio, esplosi da una pistola rubata cinque anni fa ad Ancona. Un diciannovenne è ora in carcere ad Alessandria, due suoi coetanei sono stati denunciati a piede libero. I fatti sono accaduti a Stazzano, comune di poco più di tremila abitanti in provincia di Alessandria.

Da vandalismo a spari: come hanno ricostruito il caso

Le telecamere di videosorveglianza hanno fatto il lavoro. I militari del Nucleo Operativo di Novi Ligure e della Scientifica, coordinati dalla Procura di Alessandria, hanno rintracciato tre ragazzi ripresi mentre si allontanavano dalla zona degli spari. Uno di loro aveva una pistola in mano. I carabinieri di Serravalle Scrivia, durante la perquisizione nell'abitazione del diciannovenne, hanno sequestrato una pistola calibro 7.65, ritenuta compatibile con quella usata per i sette bossoli trovati sul posto.

Il dettaglio che cambia il quadro: quell'arma era stata rubata ad Ancona cinque anni fa. Non proveniva dal mercato nero, non era artigianale. Era un'arma legale sottratta a un privato e finita, dopo un lustro di circolazione illegale, in mano a un ragazzo di diciannove anni che la usava per sparare contro edifici pubblici in un piccolo centro del Piemonte.

Minori e armi: +150% in cinque anni

Il caso di Stazzano non è isolato. Secondo il rapporto "Dis(armati)" di Save the Children - basato sui dati del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno - nel 2024 in Italia sono stati segnalati 1.946 minori per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere: erano 778 nel 2019. Un aumento del 150% in cinque anni. Nel solo primo semestre 2025, i segnalati avevano già raggiunto quota 1.096, pari al 56% dell'intero anno precedente.

L'Italia resta tra i paesi europei con il tasso di criminalità minorile più basso in assoluto, ma il trend sulla disponibilità delle armi racconta un'altra storia. Le istituzioni scolastiche si trovano in prima linea in questa escalation, indipendentemente dalle dimensioni del comune. L'episodio di Stazzano, una piazza di campagna e non una periferia urbana, dimostra che il problema non riguarda solo le grandi città.

La sfida alla sicurezza delle istituzioni educative si declina in forme diverse anche oltre i confini nazionali: dalle politiche universitarie contro l'antisemitismo in Australia alle universita' olandesi che resistono ai tagli ai fondi per l'istruzione, fino alla stretta di Trump che ha congelato 22 miliardi di sovvenzioni a Harvard.

Il nodo irrisolto: le armi rubate non si tracciano

Quando un'arma viene rubata a un privato, entra in un circuito che lo Stato non riesce a tracciare con precisione. Il Ministero dell'Interno non pubblica dati sistematici sul riutilizzo criminale delle armi sottratte: non esiste un report pubblico che quantifichi quante delle armi sequestrate ai minori provengano da furti rispetto al mercato nero o all'importazione clandestina. Quella trasparenza non c'è.

La filiera che porta un'arma rubata in mano a un minore passa spesso dalla negligenza del proprietario originale - pistola lasciata in auto, cassaforte non adeguata, arma ereditata senza i controlli previsti - e poi attraverso reti di ricettazione difficili da smantellare. La risposta normativa ha puntato sulla detenzione legale: i controlli psicofisici introdotti con il DL 104/2018 hanno portato alla rottamazione di centinaia di armi presso le questure italiane. Per le armi già sottratte e in circolazione, però, il sistema non ha ancora una risposta concreta.

Il processo per il diciannovenne di Stazzano chiarirà le responsabilità individuali. Il percorso dell'arma è però già definito: cinque anni da Ancona al Piemonte, da un privato a una piazza dove qualcuno ha sparato contro la scuola del paese.

Domande frequenti

Cosa è successo esattamente a Stazzano e chi sono i responsabili?

A Stazzano sono stati esplosi diversi colpi di pistola contro la facciata della scuola e del municipio. Un diciannovenne è stato arrestato e due suoi coetanei sono stati denunciati a piede libero per l'accaduto.

Come è stata identificata la pistola usata per gli spari?

Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno permesso ai carabinieri di rintracciare i sospetti e sequestrare una pistola calibro 7.65 nell'abitazione del diciannovenne, risultata compatibile con i bossoli trovati sul posto.

Da dove proveniva la pistola utilizzata e come è arrivata in mano ai ragazzi?

La pistola era stata rubata ad Ancona cinque anni fa ed era un'arma legale sottratta a un privato. Dopo anni di circolazione illegale, è finita nelle mani del diciannovenne che l'ha utilizzata per sparare contro edifici pubblici.

Qual è la situazione attuale in Italia riguardo al porto abusivo di armi tra i minori?

In Italia, i casi di minori segnalati per porto abusivo di armi sono aumentati del 150% in cinque anni, passando da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024, secondo i dati del Ministero dell'Interno elaborati da Save the Children.

Quali sono le principali difficoltà nel tracciare le armi rubate?

Una volta rubata, un'arma entra in un circuito non facilmente tracciabile dallo Stato. Mancano dati pubblici sul riutilizzo criminale delle armi sottratte e la filiera che porta un’arma rubata in mano a un minore è complessa e poco trasparente.

Che misure sono state adottate per limitare la circolazione illegale delle armi?

Sono stati introdotti controlli psicofisici più stringenti per i detentori legali e sono state rottamate centinaia di armi. Tuttavia, per le armi già rubate e in circolazione, non esiste ancora una soluzione efficace.

Pubblicato il: 18 maggio 2026 alle ore 14:25

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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