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Calderone in aula al question time: apertura sul cassetto previdenziale per i neonati e impegno sulla trasparenza retributiva
Lavoro

Calderone in aula al question time: apertura sul cassetto previdenziale per i neonati e impegno sulla trasparenza retributiva

Question time dell'8 luglio 2026: la ministra risponde su cassetto previdenziale neonati, trasparenza retributiva e tavolo call center.

Marina Elvira Calderone ha affrontato tre dossier diversi nella stessa seduta di question time. L'8 luglio 2026, nell'Aula della Camera dei Deputati, la ministra del Lavoro ha risposto a tre interrogazioni a risposta immediata: cassetto previdenziale digitale per i nuovi nati, trasparenza retributiva e situazione dei lavoratori dei call center.

Cassetto previdenziale per i nuovi nati, apertura senza date

Alla proposta dell'onorevole Alessandro Colucci di istituire un cassetto previdenziale digitale personale per ogni bambino nato in Italia, Calderone ha risposto con un'apertura di principio. La ministra ha definito l'ipotesi «una proposta che merita attenzione», collegandola a due obiettivi: promuovere una cultura previdenziale fin dall'inizio del percorso di vita e rafforzare la previdenza complementare. Nessun impegno di misure immediate: il Ministero si è dichiarato disponibile ad approfondire la fattibilità nell'ambito della riflessione sul pilastro previdenziale.

L'idea era già emersa in Legge di Bilancio 2026 con un emendamento sul Fondo di previdenza per i giovani (FPG) presso l'INPS, destinato ai nati dal 2026: versamento iniziale volontario di almeno 100 euro, contributo INPS di 50 euro, apertura entro i primi tre mesi di vita del bambino o della bambina, riscatto dal compimento dei 18 anni per spese universitarie, formazione professionale o avvio di un'attività d'impresa. La proposta non è entrata nel testo definitivo. L'ipotesi richiamata oggi al question time va oltre: un cassetto che accompagni la persona per tutta la vita, con un possibile contributo pubblico annuale fino alla maggiore età.

Trasparenza retributiva e tavolo call center

Sul decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva, Calderone ha risposto a un'interrogazione di Azione precisando che il testo italiano non si limita alla riproduzione letterale delle norme europee. Il decreto introduce obblighi informativi già in fase di selezione, il divieto per il datore di lavoro di chiedere la retribuzione percepita nei rapporti precedenti, il diritto dei lavoratori di accedere ai livelli retributivi medi distinti per genere, obblighi di rendicontazione per le imprese e procedure di valutazione congiunta nei casi di divari retributivi non giustificati. La ministra ha rivendicato il ruolo della contrattazione collettiva come strumento per rendere effettivo il principio di parità.

Sul fronte dei call center, in risposta a un'interrogazione di Alleanza Verdi Sinistra, il Ministero del Lavoro ha confermato «piena disponibilità» ad aprire un tavolo di confronto con le parti sociali per ragionare sulla situazione del settore e sugli strumenti da mettere in campo. Nessuna misura specifica è stata annunciata durante la seduta.

I tre dossier restano aperti su tempistiche diverse: sul cassetto previdenziale la valutazione di fattibilità è ancora nella fase istruttoria, sulla trasparenza retributiva le imprese sono già chiamate agli obblighi di rendicontazione, sul comparto call center il confronto tecnico con le parti sociali è la prossima tappa.

Domande frequenti

Cos'è il cassetto previdenziale digitale per i nuovi nati proposto alla Camera?

Il cassetto previdenziale digitale è un'ipotesi di strumento personale per ogni bambino nato in Italia, volto a promuovere la cultura previdenziale e rafforzare la previdenza complementare. L'idea è di accompagnare la persona per tutta la vita, con possibili contributi pubblici annuali fino alla maggiore età.

Quali sono le principali novità del decreto sulla trasparenza retributiva?

Il decreto italiano introduce obblighi informativi già in fase di selezione, vieta ai datori di lavoro di chiedere la retribuzione precedente e garantisce ai lavoratori l'accesso ai livelli retributivi medi distinti per genere. Inoltre, prevede obblighi di rendicontazione per le imprese e procedure di valutazione congiunta in caso di divari retributivi non giustificati.

Ci sono già tempistiche definite per l'attuazione del cassetto previdenziale per i neonati?

Non sono state fornite tempistiche precise: la ministra Calderone ha espresso apertura e disponibilità ad approfondire la proposta, che resta nella fase istruttoria di valutazione della fattibilità.

Cosa prevede la proposta di Fondo di previdenza per i giovani (FPG) menzionata nell'articolo?

La proposta FPG prevedeva l'apertura di un fondo presso l'INPS per i nati dal 2026, con un versamento iniziale volontario e un contributo pubblico, riscattabile dai 18 anni per spese di formazione o avvio d'impresa. Tuttavia, questa misura non è stata inclusa nella Legge di Bilancio definitiva.

Quali sono i prossimi passi previsti per il settore dei call center?

Il Ministero del Lavoro ha confermato la piena disponibilità ad aprire un tavolo di confronto tecnico con le parti sociali per discutere la situazione del settore e valutare eventuali strumenti di intervento. Non sono state annunciate misure specifiche durante la seduta.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 18:59

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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