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Cattedre sostegno primaria: la mappa italiana del buco strutturale

Cattedre sostegno primaria: la mappa italiana del buco strutturale

Alla primaria mancano 8.215 docenti di sostegno sui 18.799 posti vacanti nazionali. Torino, L'Aquila ed Emilia-Romagna: la mappa del buco 2026/27.

A Torino restano scoperte 1.918 cattedre di sostegno su circa 35mila totali, e alla primaria manca il 44% degli insegnanti specializzati. Il dato provinciale non è un'anomalia locale: è la punta di un buco strutturale che nel 2026/27 lascia vacanti 8.215 cattedre di sostegno solo alle elementari italiane.

Il caso torinese nel quadro nazionale

Nel Torinese i posti scoperti sul sostegno si concentrano quasi tutti nel primo ciclo: 944 alla primaria, 307 alle medie, 149 all'infanzia, 518 alle superiori. Alle elementari il 44% delle cattedre resta senza docente specializzato, alle medie il 16%, all'infanzia il 12%, mentre le superiori si fermano al 4,8%. In Piemonte i posti sostegno vacanti dopo la mobilità 2026/27 sono 1.446 secondo i dati UIL, e la provincia di Torino ne assorbe la parte più consistente. A livello nazionale restano 46.826 posti vacanti: 35.365 comuni e 11.461 di sostegno. Il primo ciclo assorbe da solo 8.215 cattedre di sostegno vacanti su 18.799 posti totali della primaria, con il concorso PNRR2 che mette a bando 5.785 posti di sostegno, circa la metà del fabbisogno complessivo. Il sostegno primaria è quindi il segmento più critico del sistema.

Dove il sostegno alla primaria collassa: la mappa

Il buco torinese si ripete con tratti simili altrove. In Abruzzo, il 46% delle cattedre di primaria scoperte è concentrato a L'Aquila, 32 posti su 69 regionali, con 25 cattedre di sostegno vacanti nella sola primaria abruzzese. In Emilia-Romagna una cattedra vuota su tre alla primaria è di sostegno: 430 posti su 1.227 vacanze primaria regionali, con Piacenza (92), Parma (81) e Reggio Emilia (71) in testa. Sul piano regionale la Campania guida la classifica del sostegno scoperto con 2.183 posti, seguita da Lombardia (1.987), Sicilia (1.736) e Puglia (1.542). Il vero buco italiano è il sostegno alla primaria: 8.215 posti su 11.461 vacanti nazionali sul sostegno riguardano il primo ciclo. Serena Morando, segretaria regionale Flc Cgil, ha spiegato alla Stampa il meccanismo: alle superiori i docenti si specializzano per trovare più facilmente lavoro, alla primaria è già facile trovare posto sulle cattedre comuni, quindi in pochi investono nel percorso di specializzazione universitaria annuale a proprie spese.

Cosa dice ISTAT sulle assegnazioni a settembre

Il sostegno scoperto non riguarda solo le cattedre vacanti in senso amministrativo. Secondo il comunicato ISTAT sull'inclusione scolastica 2024/25, all'inizio dell'anno scolastico 2024/25 il 22% dei docenti di sostegno non era ancora assegnato, con un picco del 25% proprio alla primaria. Dopo un mese di scuola il tasso restava al 10%. Su 261mila docenti di sostegno complessivi, 57mila (il 22%) non hanno la specializzazione: la formazione richiede circa un anno di corsi universitari abilitanti a costo delle famiglie o del candidato. Alla primaria ogni alunno con disabilità riceve in media 17,2 ore settimanali di sostegno, il valore più alto tra i gradi scolastici. Un vuoto di 944 cattedre come quello torinese equivale a oltre 16mila ore settimanali di sostegno che rischiano di essere garantite da supplenti spesso privi di titolo, con cambi di docente a settembre e continuità didattica interrotta per i bambini con disabilità che avrebbero più bisogno di stabilità.

Cosa aspettarsi per il 2026/27

Il concorso PNRR2 assegnerà 5.785 posti di sostegno, meno della metà degli 11.461 vacanti nazionali. Il resto verrà coperto con immissioni in ruolo dalle graduatorie a esaurimento e supplenze annuali da GPS. I sindacati chiedono di aumentare la capacità dei corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria abilitanti per infanzia e primaria e di rivedere il calcolo dell'organico, che oggi scala automaticamente al calo demografico degli iscritti senza correggere il fabbisogno reale sul sostegno. Senza un intervento sulla programmazione universitaria dei posti abilitanti, il settembre 2026 si aprirà con lo stesso quadro di supplenze e sostituzioni in corso d'anno.

Domande frequenti

Qual è la situazione delle cattedre di sostegno alla primaria a Torino e in Italia?

A Torino restano scoperte 1.918 cattedre di sostegno, con una carenza del 44% di insegnanti specializzati alla primaria. A livello nazionale, nel 2026/27 si prevedono 8.215 cattedre di sostegno vacanti solo alle elementari.

Perché la carenza di docenti di sostegno è più grave alla primaria rispetto agli altri gradi scolastici?

Alla primaria è più semplice trovare posto sulle cattedre comuni, quindi meno docenti investono nella specializzazione per il sostegno, che richiede un anno di corsi universitari a proprie spese. Di conseguenza, il segmento della primaria soffre maggiormente la mancanza di insegnanti specializzati.

Come vengono coperti i posti vacanti di sostegno se mancano docenti specializzati?

I posti vacanti vengono spesso coperti da supplenti, molti dei quali non hanno la specializzazione richiesta. Questo comporta frequenti cambi di docente e una minore continuità didattica per gli alunni con disabilità.

Cosa prevede il concorso PNRR2 per il sostegno nella scuola primaria?

Il concorso PNRR2 mette a bando 5.785 posti di sostegno, circa la metà del fabbisogno nazionale. Il resto dei posti dovrà essere coperto tramite graduatorie a esaurimento e supplenze annuali.

Quali sono le conseguenze della carenza di docenti di sostegno per gli alunni con disabilità?

La carenza porta a una copertura delle ore di sostegno da parte di supplenti spesso senza titolo, con continui cambi di docente che interrompono la continuità didattica, particolarmente dannosa per gli alunni con disabilità che necessitano di stabilità.

Quali soluzioni propongono i sindacati per risolvere il problema delle cattedre di sostegno vacanti?

I sindacati propongono di aumentare la capacità dei corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria abilitanti e di rivedere il calcolo dell'organico, affinché rispecchi il reale fabbisogno di sostegno indipendentemente dal calo demografico degli iscritti.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 12:10

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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