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Quattro ricercatori italiani a Berkeley che si occupano di AI e robotica
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Quattro ricercatori italiani a Berkeley che si occupano di AI e robotica

Missione Intesa Sanpaolo-INNOVIT alla UC Berkeley: quattro giovani ricercatori italiani spiegano perché il rientro divide. Il dato ISTAT sugli espatri.

Alla University of California, Berkeley la missione promossa da Intesa Sanpaolo con INNOVIT, l'hub del Ministero degli Esteri a San Francisco, ha intercettato quattro giovani ricercatori italiani: due impegnati fra intelligenza artificiale e robotica, due nelle scienze politiche. Le loro risposte sul ritorno in Italia sono divergenti.

I quattro profili

Matteo Guarrera, di Gela, è al quinto anno di dottorato in ingegneria elettronica al Berkeley Artificial Intelligence Research (BAIR), dove usa modelli generativi per automatizzare la progettazione dei chip e lavora come teaching assistant nel corso di Deep Neural Networks. Carlo Bosio, di Pisa, dopo la Scuola Superiore Sant'Anna è dottorando in robotica all'High Performance Robotics Laboratory e affiliato al BAIR: droni, navigazione autonoma e sensoristica applicati ad agricoltura, costruzioni e monitoraggio delle infrastrutture. Gianmarco Fifi, romano, studia politica economica e welfare in relazione alla transizione ecologica e all'adozione dell'intelligenza artificiale. Il marchigiano Gianluca Sanpaolo si occupa dell'impatto del cosiddetto "sovranismo tecnologico" sulla ricerca e sulla governance scientifica.

Il rientro divide

Solo Bosio indica esplicitamente l'Italia nel proprio orizzonte: il progetto è creare un'azienda e portarne una sede a casa, pur riconoscendo che "ora come ora magari non ci sono le condizioni ideali" e sostenendo che chi si è formato all'estero può contribuire a costruirle. Guarrera esclude un rientro nei prossimi cinque-dieci anni e valuta l'ingresso in una big tech americana o la fondazione di una startup nell'AI applicata al design automation, ma dichiara la volontà di "restituire" al Paese con attività di outreach rivolte agli studenti italiani, mostrando le opportunità scientifiche esistenti oltre confine. Fifi considera la carriera accademica in Italia ma cita "burocrazia, difficoltà di accesso e minore competitività economica e accademica" fra gli ostacoli. Sanpaolo guarda all'Europa più che al solo contesto italiano, senza escludere il proprio Paese se le condizioni cambieranno.

Le loro posizioni si leggono accanto a un fenomeno misurato dall'ISTAT: fra il 2019 e il 2024 sono stati 78mila i giovani laureati italiani fra i 25 e i 34 anni trasferiti all'estero al netto dei rientri, con saldo negativo in tutte le macroaree (Nord -49mila, Centro -15mila, Sud -28mila). Nello stesso periodo l'arrivo di 88mila laureati stranieri della stessa fascia d'età ha compensato la perdita, portando il saldo complessivo a circa +10mila unità. Il report ISTAT sulle migrazioni internazionali conferma quindi un ricambio, non una sostituzione dei profili emigrati.

Il quadro che emerge dai quattro incontri di Berkeley non è quello di una rottura con il Paese di origine, ma di una scelta di permanenza all'estero legata a offerte di lavoro, salari e condizioni di ricerca che l'Italia in questo momento non replica. Le uniche prospettive di rientro passano da chi progetta di portare a casa una propria azienda o da chi trova un accesso accademico meno costoso in tempo e burocrazia.

Domande frequenti

Chi sono i quattro ricercatori italiani a Berkeley e di cosa si occupano?

I quattro ricercatori sono Matteo Guarrera (AI applicata a progettazione di chip), Carlo Bosio (robotica e droni), Gianmarco Fifi (politica economica e transizione ecologica) e Gianluca Sanpaolo (sovranismo tecnologico e governance scientifica). Lavorano in ambiti che spaziano dall'intelligenza artificiale alla robotica, fino alle scienze politiche.

Quali sono le posizioni dei ricercatori sul ritorno in Italia?

Le opinioni sono divergenti: Bosio considera il rientro per fondare un'azienda, Guarrera esclude di tornare nel breve termine ma vuole collaborare con studenti italiani, Fifi è scoraggiato dalla burocrazia e dalla minore competitività, mentre Sanpaolo guarda più all'Europa che solo all'Italia.

Quali sono i principali ostacoli al rientro in Italia evidenziati dai ricercatori?

I ricercatori citano la burocrazia, le difficoltà di accesso a carriere accademiche, le minori opportunità lavorative e salariali e condizioni di ricerca meno favorevoli rispetto all'estero.

Cosa rivela il fenomeno delle migrazioni dei giovani laureati italiani all'estero?

Dal 2019 al 2024, 78mila giovani laureati italiani sono emigrati all'estero, ma l'arrivo di 88mila laureati stranieri ha portato il saldo complessivo a +10mila unità, indicando un ricambio di competenze più che una perdita netta.

In che modo i ricercatori intendono mantenere un legame con l'Italia?

Pur lavorando all'estero, alcuni ricercatori come Guarrera intendono contribuire all'Italia tramite attività di outreach e collaborazioni con studenti italiani, mostrando le opportunità scientifiche offerte oltre confine.

Pubblicato il: 8 settembre 2026 alle ore 12:35

Natale Labia

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Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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