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Sei libri al biennio: i numeri Istat che la riforma deve battere
Scuola

Sei libri al biennio: i numeri Istat che la riforma deve battere

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Valditara fissa l'obbligo di sei libri nel primo biennio, ma i dati Istat dicono che il 22% degli 11-19 anni non legge nemmeno un libro all'anno.

Almeno sei libri cartacei nel primo biennio, dal 2027. E' l'obbligo che Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del merito, fissa per i licei con le nuove indicazioni nazionali, ora al parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ma il punto di partenza raccontato dall'Istat e' meno rassicurante dell'annuncio: in Italia legge meno di un cittadino su due.

Cosa cambia nei programmi del liceo

Il testo licenziato dalla commissione presieduta da Loredana Perla, pubblicato dal MIM il 22 aprile 2026 e ora alla consultazione, ridisegna il secondo ciclo a partire dall'anno scolastico 2027/2028. Restano cardini dello studio letterario Dante e Manzoni: i Promessi sposi tornano al secondo anno dopo le polemiche sulle bozze, mentre entrano l'obbligo di studiare Omero e l'Odissea insieme ad alcuni passi della Bibbia, presentati non come testo religioso ma come ispirazione della letteratura e dell'arte occidentale. La filosofia recupera la dimensione cronologica e inserisce le radici filosofiche della Costituzione; la matematica si apre all'intelligenza artificiale come materia di studio e strumento critico, in attuazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act europeo. Sparisce la Geostoria, Storia e Geografia tornano discipline autonome Testo delle nuove indicazioni nazionali per i licei - MIM. Il dibattito sulla didattica della lingua italiana e' iniziato gia' con la riforma del primo ciclo: la rivoluzione annunciata sulla lingua italiana anticipava molte delle scelte oggi confermate al liceo.

I sei libri obbligatori e il punto di partenza Istat

Sei libri in due anni significa tre libri all'anno: una soglia che, sulla carta, il liceo dovrebbe gia' superare. La realta' raccontata dai dati ufficiali e' diversa. Nel 2022 ha letto almeno un libro per motivi non scolastici il 39,3% della popolazione italiana sopra i 6 anni, in calo dal 40,8% del 2021. I lettori "deboli" (fino a tre libri all'anno) sono il 17,4%, i lettori "forti" (dodici o piu' titoli) appena il 6,4% Comunicato Istat su lettura di libri e biblioteche.

La quota maggiore di lettori e' tra gli 11 e i 14 anni (57,1%), proprio nella fascia che si affaccia al primo biennio. Ma il dato si rovescia con l'adolescenza: tra gli 11 e i 19 anni un ragazzo su cinque non legge neanche un libro, e il divario di genere e' tra i piu' netti del paese: 28,5% dei maschi contro 15,3% delle femmine. L'obbligo dei sei libri si scontra con questa diseguaglianza, non con la media nazionale. Sul versante delle competenze il quadro e' meno cupo: nell'indagine OCSE-PISA 2022 l'Italia ha raggiunto 482 punti in lettura, sopra la media OCSE di 476, e gli studenti dei licei risultano la tipologia di scuola con i punteggi piu' alti, davanti a tecnici e professionali. Il problema, dunque, non e' la capacita' tecnica di leggere: e' l'abitudine a farlo fuori dall'orario scolastico. Sei libri in due anni, se restano confinati alla scheda di verifica, rischiano di non spostare il dato che la riforma cita come motivazione.

Cosa serve perche' l'obbligo produca lettori

Trasformare l'obbligo in pratica didattica richiede biblioteche scolastiche aggiornate, tempo curricolare riservato alla lettura e formazione dei docenti su selezione dei testi e modalita' di restituzione. I sei libri funzionano se diventano esperienza condivisa: discussione in classe, scrittura su quello che si e' letto, libera scelta accanto al canone. Tradotti in compito a casa con verifica scritta producono solo riassunti scaricati dalla rete. Pesa poi la questione editoriale: secondo gli editori serviranno milioni di copie di nuovi manuali entro l'avvio del 2027, e ogni anno di ritardo del decreto si traduce in famiglie che ricomprano libri quasi identici a quelli appena adottati. La discussione politica intorno alla riforma e' gia' viva: Frassinetti difende il peso delle materie classiche e storiche mentre le controversie sulla scuola primaria anticipano il tipo di obiezioni che il parere CSPI dovra' affrontare.

La differenza tra l'annuncio e l'effetto sui ragazzi si misurera' fra due anni, sulle stesse rilevazioni Istat che oggi raccontano un Paese di non lettori e un divario di genere che la riforma promette di rovesciare a partire dal banco di scuola.

Domande frequenti

Cosa prevede l'obbligo dei sei libri nel biennio dei licei?

L'obbligo prevede che ogni studente del primo biennio dei licei debba leggere almeno sei libri cartacei dal 2027, ovvero tre libri all'anno, secondo le nuove indicazioni nazionali.

Quali sono le principali novità nei programmi dei licei con la riforma?

Oltre all'obbligo dei sei libri, la riforma reintroduce lo studio di Dante e Manzoni, inserisce Omero, l'Odissea e passi della Bibbia come ispirazione culturale, recupera la cronologia in filosofia, apre la matematica all'intelligenza artificiale e rende Storia e Geografia materie autonome.

Qual è la situazione attuale della lettura tra gli studenti secondo l'Istat?

Nel 2022 solo il 39,3% degli italiani sopra i 6 anni ha letto almeno un libro non scolastico, con la fascia 11-14 anni che registra il 57,1% di lettori; tuttavia, l'abitudine alla lettura cala drasticamente nell'adolescenza e mostra un forte divario di genere.

Perché l'obbligo dei sei libri potrebbe non bastare a far crescere i lettori?

L'obbligo rischia di essere inefficace se si limita a imposizioni e verifiche: serve una didattica che coinvolga attivamente gli studenti, biblioteche aggiornate, tempo curricolare per la lettura e formazione dei docenti su scelte e modalità di restituzione.

Quali sono le principali criticità evidenziate dagli editori e dalla politica sulla riforma?

Gli editori segnalano la necessità di milioni di nuove copie di manuali entro il 2027 e i costi per le famiglie, mentre il dibattito politico si concentra sull'equilibrio tra materie classiche e innovazione e sulle possibili obiezioni che il Consiglio superiore della pubblica istruzione dovrà affrontare.

Pubblicato il: 25 giugno 2026 alle ore 10:42

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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