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Salerno, padre e figlio alla maturità: la regola sull'esame
Scuola

Salerno, padre e figlio alla maturità: la regola sull'esame

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Ermanno (62) torna a scuola con il figlio Giovanni, 20enne con disabilità: cosa cambia tra prove equipollenti e attestato di credito formativo.

Ermanno ha 62 anni, Giovanni ne ha 20. Sono padre e figlio e in questi giorni stanno affrontando insieme la maturità 2026 all'istituto Galilei-Di Palo di Salerno. Il primo un diploma ce l'aveva già, il secondo aveva lasciato la scuola dopo anni segnati da una disabilità cognitiva.

La scelta di tornare a scuola, in due

A raccontare la storia è Vincenzo Mattei, docente di Economia ed estimo che coordina i corsi serali dell'istituto salernitano. Due anni fa Ermanno ha deciso di reiscriversi per accompagnare Giovanni in un percorso che il figlio aveva interrotto. Hanno condiviso lezioni in classe e studio a casa per due anni, spostandosi insieme nel doppio binario della classe serale e del recupero individuale. In aula il padre ha sempre voluto che Giovanni sedesse accanto ai coetanei e si è seduto al suo fianco solo quando serviva un supporto maggiore, come è successo anche per la prima prova scritta. Entrambi hanno scelto la tipologia C, dedicata all'articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann 'Funziona a meraviglia'.

Per chi vuole orientarsi sulle prove e sul calendario resta utile la guida completa all'esame di Stato 2025, mentre le nuove regole per le seconde prove hanno ridisegnato indirizzo per indirizzo lo scritto del secondo giorno. La maturità 2026 conta complessivamente 527.607 candidati, di cui 513.479 interni e 14.128 esterni: in quest'ultima quota rientrano gli adulti che recuperano il diploma attraverso i corsi serali, lo stesso canale che ha permesso a Ermanno di tornare in aula dopo aver perso il lavoro a 60 anni.

Cosa decide se a fine giugno arriva il diploma

La storia di Salerno tocca un nodo poco raccontato dell'esame di Stato per gli studenti con disabilità. L'articolo 24 dell'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026.0000054.26-03-2026.pdf/c9444432-8362-330f-040e-b5c1d6829598?version=1.0&t=1774617516737) distingue due binari. Le prove equipollenti hanno lo stesso valore di quelle ordinarie e portano al rilascio del diploma: sulla pergamena non compare alcuna menzione del fatto che fossero equipollenti, e nemmeno sui tabelloni d'istituto si segnala la differenziazione. Una scelta esplicita del legislatore per non stigmatizzare il percorso. Le prove differenziate, non equipollenti, danno invece l'attestato di credito formativo: la menzione della differenziazione resta confinata nell'attestazione, non finisce in pubblico.

A decidere quale binario seguire è il consiglio di classe, sulla base del Piano educativo individualizzato (PEI); la commissione poi predispone prove coerenti con quanto stabilito e con le modalità di valutazione previste, sulla scorta della documentazione trasmessa sulle attività svolte, sulle assistenze ricevute per autonomia e comunicazione, sulle valutazioni effettuate. La distinzione non è formale: il diploma apre concorsi pubblici, università e ITS Academy, mentre l'attestato consente l'iscrizione a percorsi di formazione professionale ma non equivale al titolo di studio del secondo ciclo.

Un sistema che riguarda il 3,7% delle superiori

Nella scuola secondaria di secondo grado gli alunni con disabilità sono il 3,7% degli iscritti, secondo l'ultimo report ISTAT sull'inclusione scolastica 2024/2025. La percentuale è sensibilmente più bassa di quella della primaria e della secondaria di primo grado, intorno al 6%: un divario che misura quanti non arrivano in fondo. A livello complessivo gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono 377 mila, in crescita del 5% rispetto all'anno precedente e di circa 75 mila unità in cinque anni.

I numeri del Ministero segnalano una platea ampia anche per indirizzo: 273.854 candidati nei licei, 167.136 negli istituti tecnici, 86.617 nei professionali. Per Salerno il caso di Ermanno e Giovanni non è solo cronaca, ma la fotografia di cosa serve perché la differenza tra diploma e attestato non resti un dettaglio tecnico: corsi serali strutturati, consigli di classe che scelgano consapevolmente l'opzione equipollente quando il PEI lo permette, commissioni che preparino prove davvero coerenti con il percorso individuale. Una funzione delicata, in un mestiere insegnante sempre più esposto, come ricorda il caso dell'aggressione a una docente a Padova.

Alla fine dell'esame Ermanno tornerà a casa con un secondo diploma. Per Giovanni la natura delle prove sostenute deciderà se chiuderà il percorso con lo stesso titolo del padre o con un'attestazione di credito formativo, spendibile in formazione ma non al livello del diploma di Stato.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra prove equipollenti e prove differenziate alla maturità per studenti con disabilità?

Le prove equipollenti hanno lo stesso valore delle prove ordinarie e consentono di ottenere il diploma di Stato, senza alcuna menzione sulla pergamena. Le prove differenziate, invece, portano a un attestato di credito formativo, che non equivale al diploma e viene menzionato solo nell'attestazione rilasciata.

Chi decide quale tipo di prova dovrà sostenere uno studente con disabilità alla maturità?

La decisione viene presa dal consiglio di classe, basandosi sul Piano educativo individualizzato (PEI) dello studente. Successivamente, la commissione d’esame predispone prove e modalità di valutazione coerenti con quanto stabilito nel PEI.

Quali opportunità offre il diploma di Stato rispetto all’attestato di credito formativo?

Il diploma di Stato permette di partecipare a concorsi pubblici, iscriversi all’università o agli ITS Academy. L’attestato di credito formativo consente solo l’accesso a percorsi di formazione professionale e non ha lo stesso valore legale del diploma.

Come funziona il percorso dei corsi serali per adulti che vogliono conseguire il diploma?

I corsi serali permettono agli adulti di recuperare il diploma frequentando le lezioni in orari compatibili con altri impegni. Questo canale è utilizzato sia da chi desidera riprendere gli studi sia da chi, come Ermanno, torna in aula dopo aver perso il lavoro.

Quanti sono gli studenti con disabilità nelle scuole superiori italiane?

Secondo l’ultimo report ISTAT 2024/2025, gli studenti con disabilità nelle scuole secondarie di secondo grado rappresentano il 3,7% degli iscritti, mentre la percentuale è più alta nella primaria e nella secondaria di primo grado.

Pubblicato il: 20 giugno 2026 alle ore 10:15

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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