L'anno scolastico 2026/2027 si apre con una regola operativa nuova per chi entra in classe: senza SPID o Carta d'identità elettronica il docente non firma il registro. Lo prevede l'articolo 51, comma 8, della Legge 2 dicembre 2025 n. 182, che modifica l'articolo 7, comma 31, del D.L. 95/2012 e chiude la stagione delle credenziali rilasciate dalle singole scuole.
Cosa dice l'articolo 51 della Legge 182/2025
La norma stabilisce che l'accesso ai registri online delle istituzioni scolastiche avviene esclusivamente tramite SPID, CIE o strumento eIDAS per i cittadini di altri Paesi europei. La legge è pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2025 ed è in vigore dal 18 dicembre 2025. La transizione era già stata avviata dal MIM con la Nota DGSIS n. 2773 del 4 aprile 2025, ma la copertura piena arriva con il nuovo anno scolastico e vale anche per le scuole paritarie.
Il perimetro dell'obbligo per i docenti si è definito in parallelo alla stretta su famiglie e studenti già scattata a dicembre. Cambia però il peso operativo: per il personale in servizio la firma non è una consultazione occasionale, è un atto amministrativo pubblico da compiere ogni ora di lezione.
42 milioni di SPID, ma i docenti restano indietro
L'Agenzia per l'Italia Digitale certifica oltre 42 milioni di identità SPID attive a gennaio 2026 e il Ministero dell'Interno dichiara oltre 54 milioni di CIE emesse. Sulla carta, quindi, la platea è coperta. Il problema è chi insegna: l'età media del corpo docente italiano supera i cinquant'anni ed è la più alta dell'area OCSE, ovvero proprio la fascia in cui l'adozione dell'identità digitale è più bassa e più frammentata.
A questo si somma un ostacolo tecnico spesso trascurato: molte CIE risultano emesse ma non sono mai state attivate con PIN e PUK, i codici indispensabili per usarle come strumento di autenticazione online. Senza quei codici la carta serve per farsi identificare a uno sportello, non per entrare nel registro. Per i docenti con cittadinanza extra-UE, che non rientrano nel perimetro eIDAS, la situazione è ancora più stretta: senza SPID rilasciato da un gestore accreditato non c'è alternativa immediata al primo giorno di lezione.
Firma in tempo reale, responsabilità disciplinare
Il cambio di credenziali non riscrive la natura della firma. L'articolo 7, comma 31, del D.L. 95/2012 resta la cornice: il registro va compilato in classe, durante l'ora di lezione, perché è un atto amministrativo pubblico. Un docente che rimanda voti e assenze a fine giornata non commette una svista organizzativa, viola un obbligo di servizio, con possibile sanzione disciplinare.
L'unica scusante prevista è l'assenza di strumenti idonei: se la scuola non fornisce device o non garantisce connessione, l'obbligo si attenua ma va documentato per iscritto. Con l'obbligo SPID/CIE cambia una variabile in più, quella dell'accesso: un login che non parte a inizio lezione ricade sul singolo se non è supportato da una segnalazione formale al dirigente. Il calendario dell'anno scolastico 2026/2027 non lascia margine: il primo giorno di lezione è anche il primo test operativo del nuovo sistema.
Cosa fare adesso
Tre controlli prima del primo giorno: verificare che la propria SPID sia attiva e con il secondo fattore funzionante, controllare che la CIE abbia PIN e PUK utilizzabili sull'app CieID, chiedere in segreteria se l'istituto è già collegato al Gateway delle Identità del MIM. Il cambio SPID/CIE è solo l'ultimo in ordine di tempo tra gli adeguamenti chiesti alla categoria: si aggiunge, per esempio, al recente ingresso dell'educazione al rispetto tra gli obiettivi obbligatori. In entrambi i casi la conseguenza pratica è la stessa: senza preparazione a monte l'obbligo diventa un problema personale del docente, non un adempimento gestito dalla scuola.
Domande frequenti
Cosa cambia per i docenti con l'introduzione dell'obbligo di SPID o CIE per la firma del registro elettronico dal 2026/2027?
Dal 2026/2027 i docenti potranno accedere al registro elettronico solo tramite SPID, CIE o, per i cittadini europei, uno strumento eIDAS. Non saranno più valide le credenziali rilasciate dalle scuole e senza autenticazione digitale non sarà possibile firmare il registro.
Quali sono le principali difficoltà per i docenti nell'adozione di SPID o CIE?
Molti docenti, vista l'età media elevata, hanno una minore familiarità con gli strumenti digitali e l'attivazione di SPID o dei codici PIN/PUK della CIE. Inoltre, alcune CIE risultano emesse ma non attivate per l'uso online, rendendo l'accesso al registro problematico.
Cosa succede se un docente non firma il registro elettronico durante l'ora di lezione?
La firma del registro in tempo reale è considerata un obbligo di servizio; la mancata compilazione può comportare una violazione disciplinare. Solo l'assenza di strumenti idonei, debitamente documentata, costituisce una valida giustificazione.
Quali verifiche deve fare un docente prima dell'inizio dell'anno scolastico 2026/2027?
I docenti devono assicurarsi che la propria SPID sia attiva e funzionante, che la CIE abbia i codici PIN/PUK operativi, e che l'istituto sia collegato al Gateway delle Identità del MIM. Questi controlli sono fondamentali per evitare problemi di accesso il primo giorno di scuola.
Come viene gestita la situazione dei docenti con cittadinanza extra-UE?
I docenti extra-UE non rientrano nel perimetro eIDAS e devono necessariamente ottenere uno SPID rilasciato da un gestore accreditato in Italia. In assenza di SPID, non avranno accesso al registro elettronico dal primo giorno di lezione.