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Registro elettronico,  scatta l'obbligo di accedere con SPID e CIE per famiglie e studenti
Scuola

Registro elettronico, scatta l'obbligo di accedere con SPID e CIE per famiglie e studenti

La Legge 182/2025 impone l'accesso al registro elettronico solo con SPID o CIE. Vale dal 18 dicembre 2025 e coinvolge genitori, personale e studenti.

L'accesso al registro elettronico delle scuole italiane avviene ormai solo con SPID o Carta d'identità elettronica, senza più la possibilità di usare le credenziali distribuite in classe negli anni scorsi. La regola, prevista dalla Legge 182/2025 ed effettiva dal 18 dicembre 2025, ha trovato applicazione piena con l'avvio del nuovo anno scolastico e coinvolge genitori, tutori, personale docente e amministrativo e studenti autonomi delle superiori. Il cambio interessa un servizio ormai centrale, che gestisce voti, assenze, comunicazioni, compiti, circolari e prenotazioni dei colloqui.

Cosa prevede la Legge 182/2025

L'articolo 51, comma 8, della Legge 182/2025 modifica l'articolo 7, comma 31, del D.L. 95/2012 e stabilisce che i registri scolastici online possono essere consultati esclusivamente tramite Sistema pubblico di identità digitale, Carta d'identità elettronica o strumento eIDAS per i cittadini di altri Paesi europei. Cadono così le combinazioni di username e password rilasciate dai singoli istituti, spesso rimaste in uso per anni e considerate meno sicure rispetto ai sistemi di autenticazione a più fattori richiesti oggi dalla normativa sulla protezione dei dati.

L'orientamento era già stato indicato dalla Nota MIM 2773 del 4 aprile 2025 sul registro elettronico, che aveva delineato una transizione progressiva rimandando all'intervento normativo la chiusura definitiva del quadro. Il passaggio rientra nella misura 1.4.4 del PNRR sull'adozione delle piattaforme nazionali di identità digitale e riguarda tutti gli istituti scolastici statali e paritari.

Chi deve adeguarsi e come

Per le scuole del primo ciclo l'accesso resta riservato a genitori e tutori, mentre gli alunni non entrano nel registro e le comunicazioni continuano a passare anche dal diario cartaceo. Alle superiori i minorenni possono consultare da soli il proprio profilo, ma serve un'identità digitale compatibile con l'età: lo SPID Minori rilasciato dai gestori accreditati o la CIE con PIN e PUK attivi. Docenti e personale ATA seguono lo stesso obbligo, senza deroghe.

Sul fronte dei documenti, il Ministero dell'Interno riporta oltre 54 milioni di CIE emesse in Italia, un dato che copre gran parte della popolazione adulta ma che non equivale ad altrettanti profili operativi online. Molte carte non hanno mai avuto attivate le credenziali necessarie all'uso digitale, un passaggio indispensabile per entrare nel registro e nei servizi pubblici collegati. Anche per lo SPID vale un discorso analogo, con adozione a macchia di leopardo tra le diverse fasce di età.

Per chi si è accorto solo ora del cambiamento resta poco margine di manovra: le famiglie senza SPID né CIE attiva devono avviare la procedura presso un gestore accreditato o un ufficio anagrafico comunale, mentre le scuole in ritardo sull'informazione stanno recuperando con circolari e vademecum inviati nelle prime settimane di lezione. Il nodo aperto è la tempistica reale con cui il sistema si allineerà, tra territori dove SPID e CIE sono ormai diffusi e aree in cui l'attivazione digitale è ancora minoritaria.

Domande frequenti

Da quando è obbligatorio accedere al registro elettronico con SPID o CIE?

L'obbligo di accesso al registro elettronico tramite SPID o Carta d'identità elettronica è effettivo dal 18 dicembre 2025, come previsto dalla Legge 182/2025.

Chi è coinvolto nell'obbligo di accesso con SPID o CIE al registro elettronico?

L'obbligo riguarda genitori, tutori, personale docente e amministrativo, e studenti autonomi delle scuole superiori. Nelle scuole del primo ciclo, solo genitori e tutori possono accedere al registro elettronico.

Cosa succede alle vecchie credenziali rilasciate dalle scuole?

Le vecchie combinazioni di username e password fornite dagli istituti non sono più valide, in quanto considerate meno sicure rispetto ai nuovi sistemi di autenticazione digitale richiesti dalla normativa.

Come possono attivare SPID o CIE le famiglie che non li possiedono ancora?

Le famiglie senza SPID o CIE attiva devono avviare la procedura di rilascio presso un gestore accreditato per lo SPID o presso un ufficio anagrafico comunale per la CIE, abilitando anche le credenziali digitali necessarie.

Gli studenti minorenni delle superiori possono accedere autonomamente al registro elettronico?

Sì, gli studenti minorenni delle scuole superiori possono consultare il proprio profilo, ma devono avere un'identità digitale appropriata all'età, come lo SPID Minori o la CIE con PIN e PUK attivi.

Cosa prevede la normativa per i cittadini europei che frequentano scuole in Italia?

La legge consente ai cittadini di altri Paesi europei di accedere ai registri scolastici online tramite uno strumento di identità digitale eIDAS riconosciuto a livello europeo.

Pubblicato il: 17 settembre 2026 alle ore 13:46

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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