Il tetto stranieri in classe non è un'idea nuova: la circolare del MIUR n. 2 dell'8 gennaio 2010, firmata dall'allora ministra Mariastella Gelmini, fissa già il limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per aula. Nel 2022/2023 il 7,6% delle classi statali lo supera lo stesso. La premier Giorgia Meloni, dal palco di Fenix il 20 settembre 2026, ha annunciato che quel tetto diventerà legge insieme al divieto di burqa a scuola e all'obbligo di corso di italiano per i genitori degli alunni stranieri.
Il pacchetto Valditara verso il Consiglio dei Ministri
Sono tre le proposte del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara pronte per il Consiglio dei Ministri. La prima fissa per legge il numero massimo di studenti con cittadinanza non italiana per ogni classe. La seconda vieta il burqa e i copricapo che coprono il viso all'interno degli edifici scolastici: «la parità tra uomo e donna non è negoziabile in Italia», ha detto Meloni. La terza rende obbligatorio un corso di italiano per i genitori degli alunni stranieri con problemi di inserimento. Al pacchetto si aggiunge la denominazione unica di «licei» per gli istituti tecnici e professionali, già prevista dalla riforma Valditara. La richiesta di trasformare la circolare in norma era sul tavolo del ministero da mesi.
Perché la circolare Gelmini del 2010 non è mai stata applicata
Il testo della circolare MIUR n. 2 del 2010 è più cauto di come lo si racconta. Il limite del 30% riguarda gli alunni «con ridotte conoscenze della lingua italiana», non tutti gli studenti stranieri: chi è nato in Italia o parla già italiano non conta ai fini della soglia. Ai direttori generali degli USR è concesso di innalzare la percentuale se gli alunni CNI hanno competenze adeguate e di ridurla in presenza di complessità documentate. E soprattutto: «in nessun caso le scuole possono rifiutare l'iscrizione di un minore in ragione del superamento di una determinata percentuale». Sedici anni dopo, secondo il Notiziario del MIM sugli alunni con cittadinanza non italiana 2022/2023, il 7,6% delle classi statali supera comunque il 30% (12,4% nella primaria, 7,0% nella secondaria di primo grado). Gli alunni CNI sono oggi 914.860, l'11,2% del totale.
Il divario territoriale: al Nord il 30% è già superato
La geografia della circolare è nota agli uffici scolastici regionali. In Emilia-Romagna, secondo il factsheet dell'Ufficio Scolastico Regionale, sono già 4.815 le sezioni in deroga al 30%: il 19,4% del totale regionale. A Piacenza la deroga tocca il 31,1% delle sezioni, con il 24,3% di alunni CNI sulla popolazione scolastica; a Parma il 21,5%, a Modena il 19,7%. La regione nel suo complesso conta 99.294 alunni stranieri, il 18,4% degli iscritti. All'estremo opposto, il tetto non è mai stato un problema: in Puglia solo lo 0,4% delle classi supera il 30%, in Sardegna lo 0,4%, in Campania lo 0,6%. La legge nazionale interverrà così su territori che oggi non si assomigliano: il Nord dove il tetto è già saltato, il Sud dove il problema non esiste.
Il presidente dell'ANP Antonello Giannelli ha commentato all'ANSA la proposta come «condivisibile ma difficile trovare una soluzione tecnica»: se in un quartiere la maggioranza dei bambini è straniera, la scuola dell'infanzia o la primaria del bacino non può respingere le iscrizioni. È la stessa ragione per cui, sedici anni fa, la circolare Gelmini restò sulla carta. Come già ricostruito sull'annuncio di Meloni, il passaggio dalla circolare alla legge non risolve il nodo demografico: cambia soltanto chi dovrà spiegare, davanti ai TAR, perché quel bambino è stato dirottato in un'altra scuola. E sul fronte dell'organico non aiuta il quadro che vede chi lascia una supplenza temporanea rischiare due anni di stop dalle GPS, una rigidità che riduce lo spazio dei dirigenti nel ricomporre le classi.
Domande frequenti
Cosa prevede il tetto del 30% di alunni stranieri per classe?
Il tetto del 30% prevede che, in ogni classe, non più del 30% degli alunni abbia cittadinanza non italiana, con particolari attenzioni per chi ha ridotte conoscenze della lingua italiana.
Perché la circolare Gelmini del 2010 non è mai stata realmente applicata?
La circolare era più flessibile di quanto spesso raccontato e prevedeva deroghe e adattamenti; inoltre, impediva alle scuole di rifiutare iscrizioni in caso di superamento del limite, rendendo difficile la sua applicazione concreta.
Quali sono le nuove proposte del governo riguardo agli alunni stranieri nelle scuole?
Il pacchetto Valditara propone di fissare per legge il tetto del 30%, vietare burqa e copricapo che coprono il viso nelle scuole, e rendere obbligatorio un corso di italiano per i genitori degli alunni stranieri con problemi di inserimento.
Ci sono differenze territoriali nell'applicazione del tetto del 30%?
Sì, il superamento del tetto è molto più frequente nelle regioni del Nord, come l'Emilia-Romagna, mentre nel Sud il problema è marginale o quasi inesistente.
Quali criticità sono state sollevate riguardo alla trasformazione del tetto in legge?
Secondo gli esperti, la trasformazione in legge non risolve i nodi demografici e potrebbe creare problemi tecnici e legali, soprattutto nelle aree dove la maggioranza degli alunni è straniera, senza offrire soluzioni pratiche per la distribuzione degli studenti.
Quanti sono oggi gli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole italiane?
Nel 2022/2023 gli alunni con cittadinanza non italiana sono 914.860, pari all'11,2% del totale degli studenti.