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Povertà educativa e relazionale in Italia, la geografia dei divari
Scuola

Povertà educativa e relazionale in Italia, la geografia dei divari

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Il rapporto InClasse-Articolo 49 sui dati ISTAT: scuole, trasporti, cinema e amici. I numeri regionali dei divari educativi.

Indice: In breve | I quattro indicatori della povertà educativa nel rapporto | Trasporti e geografia, dove il divario pesa di più | Solitudine e disimpegno civico tra gli adolescenti | Il dato letto accanto a quello sulla dispersione scolastica | Errori comuni nella lettura dei dati | Domande frequenti

In breve

  • Uno studente italiano su tre vive in un Comune senza scuole superiori.
  • Il 34,1% dei ragazzi tra 11 e 19 anni vive in zone senza cinema o teatri.
  • Il 26,4% delle scuole statali non è raggiungibile con i mezzi pubblici, con picchi sopra il 50% in Campania e Calabria.
  • Il 13,7% degli adolescenti dichiara di non avere amici con cui confidarsi.
  • Dati InClasse su base ISTAT, presentati alla Camera il 4 giugno 2026.

I quattro indicatori della povertà educativa nel rapporto

Il rapporto presentato dalla Fondazione Articolo 49 organizza il fenomeno in quattro dimensioni misurabili. Ogni voce è agganciata a una fonte ISTAT e restituisce un quadro che non coincide con quello della sola dispersione scolastica.

  1. Accesso alla scuola secondaria: un terzo degli studenti vive in un Comune senza scuole superiori. In Veneto la quota sale al 56,7%, con punte del 93% nelle aree rurali; in Valle d'Aosta arriva al 63%, fino al 91,5% nelle zone scarsamente popolate.
  2. Mobilità scolastica: il 26,4% delle scuole statali non è raggiungibile con i mezzi pubblici e il 22,5% delle primarie e delle secondarie di primo grado è privo di collegamenti via scuolabus.
  3. Presidi culturali: il 34,1% dei ragazzi tra 11 e 19 anni vive in zone senza cinema, teatri o luoghi per spettacoli dal vivo. La percentuale supera il 50% in Molise e Basilicata e raggiunge il 45,1% in Sardegna.
  4. Socialità e partecipazione civica: il 13,7% degli adolescenti dichiara di non avere amici con cui confidarsi, un giovane su dieci frequenta gli amici meno di una volta a settimana, il 50% non svolge attività civica o politica e nove su dieci nella fascia 14-19 anni non fanno volontariato.

Trasporti e geografia, dove il divario pesa di più

La mancanza di scuole superiori nel Comune di residenza non è uniforme sul territorio. Le percentuali più alte si registrano dove la dispersione abitativa è maggiore: in Veneto e in Valle d'Aosta il dato supera la media nazionale, con picchi che nelle aree rurali sfiorano la totalità degli studenti. Su queste mappe pesa anche il sistema dei trasporti, con Campania e Calabria dove circa la metà degli istituti statali non è servita da mezzi pubblici, mentre più di una scuola dell'obbligo su cinque non dispone di scuolabus dedicato. Il combinato di distanza e assenza di servizi alza il costo per le famiglie e riduce la libertà di scelta dei percorsi formativi. Per approfondire: Il diritto di restare: perché i bonus non fermano lo spopolamento.

Solitudine e disimpegno civico tra gli adolescenti

La parte del rapporto dedicata alla socialità è quella che gli osservatori segnalano come più nuova. Il 13,7% dei ragazzi tra 11 e 19 anni dice di non avere alcun amico con cui confidarsi e un giovane su dieci vede i pari meno di una volta a settimana. La distanza dalla politica e dall'azione civica si traduce in numeri altrettanto netti: metà dei giovani non partecipa a iniziative pubbliche e nove su dieci nella fascia 14-19 anni non svolge volontariato. La piattaforma InClasse legge questi dati come segnali di una povertà relazionale che si somma al divario geografico e culturale.

Il dato letto accanto a quello sulla dispersione scolastica

Il rapporto arriva mentre l'Italia registra un primato: nel 2025 il tasso di abbandono precoce è sceso all'8,2%, sotto la media UE del 9,1%, secondo i Dati MIM sulla dispersione scolastica 2025 diffusi dal Ministero. L'indagine di Save the Children sulle aree urbane fragili mostra però che nelle periferie metropolitane il tasso di abbandono e ripetenza arriva al 15,4%, contro una media del 7,6% nelle grandi città. L'indicatore territoriale del rapporto InClasse Articolo 49 si muove sullo stesso piano: l'accesso a scuola, trasporti, presidi culturali e relazioni non è omogeneo, e la statistica nazionale da sola non lo restituisce.

Errori comuni nella lettura dei dati

Leggere solo il dato nazionale: il calo della dispersione all'8,2% è reale, ma riferito al Paese nel suo insieme. Nelle aree metropolitane fragili l'abbandono resta quasi al doppio della media e nei Comuni senza scuole superiori la possibilità stessa di proseguire dipende dalla mobilità delle famiglie.

Confondere povertà educativa e dispersione: sono indicatori diversi. La dispersione misura un esito, ovvero l'uscita anticipata dal sistema; il primo indicatore misura il contesto, cioè quante opportunità ha un minore di studiare, leggere, vedere uno spettacolo o avere amici nel raggio di vita quotidiana.

Sottovalutare la dimensione relazionale: amici, volontariato e partecipazione civica sono voci formali del rapporto, non aggiunte di colore. Vengono trattate come indicatori al pari di quelli scolastici perché l'ISTAT, nel suo Infografiche ISTAT, rapporto 2025 sui minori, le considera parte integrante della definizione.

Trattare il dato come definitivo: il quadro è aggiornato all'indagine 2025-2026 e fotografa una situazione, non una tendenza pluriennale. Per cogliere il movimento occorre confrontare le rilevazioni successive con la stessa metodologia.

Domande frequenti

Cos'è la povertà educativa secondo il rapporto InClasse?

Il rapporto definisce il fenomeno come l'insieme delle condizioni che limitano l'accesso dei minori a istruzione, cultura, mobilità e relazioni sociali nel proprio territorio. Gli indicatori usati sono ricavati dalle statistiche ISTAT su scuole, trasporti, offerta culturale e socialità.

Quali Regioni risultano più esposte?

Sull'accesso alle scuole superiori il dato più alto è in Valle d'Aosta (63%) e Veneto (56,7%), con punte sopra il 90% nelle aree rurali. Sull'assenza di cinema e teatri Molise e Basilicata superano il 50% e la Sardegna è al 45,1%. Sui trasporti Campania e Calabria si avvicinano al 50% di scuole non servite da mezzi pubblici.

Il dato contraddice il calo della dispersione scolastica?

No, misura un fenomeno diverso. Il tasso di dispersione registra chi esce dal sistema scolastico prima del diploma. Il rapporto InClasse misura invece quante opportunità formative e culturali un adolescente ha nel suo Comune. Le due fotografie possono coesistere e si leggono insieme.

Dove sono pubblicati i dati ufficiali?

I dati primari sono elaborati dall'ISTAT, che pubblica infografiche e serie storiche sul portale istituzionale. Il rapporto InClasse Articolo 49 è stato presentato alla Camera dei Deputati il 4 giugno 2026 nel corso di un evento promosso dalla Fondazione Articolo 49 con l'Ufficio del Parlamento europeo in Italia. Per chi lavora nella scuola e per chi disegna politiche territoriali, il rapporto pone una domanda concreta: dove e come intervenire perché il diritto all'istruzione si traduca in un'offerta concretamente raggiungibile. La risposta richiede di leggere insieme il calo della dispersione e la geografia degli accessi, senza considerare l'uno il complemento automatico dell'altro.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 06:31

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

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