Povertà educativa e relazionale in Italia, la geografia dei divari
Il rapporto InClasse della Fondazione Articolo 49, basato su dati ISTAT e presentato nel 2026, delinea un quadro complesso della povertà educativa in Italia che va oltre la sola dispersione scolastica. Innanzitutto, uno studente su tre vive in un Comune privo di scuole superiori, con percentuali particolarmente elevate in regioni come Veneto e Valle d'Aosta, specialmente nelle aree rurali dove si arriva fino al 90%. Questa carenza strutturale si accompagna a problemi di mobilità, con oltre un quarto delle scuole statali irraggiungibili tramite trasporti pubblici e numerose carenze nella disponibilità di scuolabus, soprattutto in Campania e Calabria. Inoltre, la scarsità di presidi culturali, come cinema e teatri, riguarda il 34,1% degli adolescenti, con picchi significativi in Molise, Basilicata e Sardegna. Accanto a questi fattori territoriali emerge una preoccupante povertà relazionale: il 13,7% dei ragazzi dichiara di non avere amici di cui fidarsi, mentre metà dei giovani è disimpegnata politicamente e il volontariato è raro. Nonostante il calo nazionale della dispersione scolastica all'8,2%, le disuguaglianze restano forti nelle realtà periferiche e rurali. Il rapporto invita a distinguere tra povertà educativa, che misura opportunità e contesti, e dispersione scolastica, che rileva l'esito formativo. Infine, il documento sottolinea l'importanza di interventi mirati territoriali e un’attenta lettura combinata dei dati per garantire un'effettiva parità di accesso all'istruzione e alla cultura per tutti i minori italiani.