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Organici 2026/27: il potenziamento perde 1.407 posti per il terzo anno
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Organici 2026/27: il potenziamento perde 1.407 posti per il terzo anno

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Nell'anno scolastico 2026/27 il MIM taglia 1.407 posti di potenziamento, terzo calo consecutivo. I dati ISTAT e la promessa della Buona Scuola.

Nell'anno scolastico 2026/27 il Ministero dell'Istruzione e del Merito taglia 1.407 posti di potenziamento e ne aggiunge 134 al sostegno. E' la terza riduzione consecutiva di una categoria di docenti nata nel 2015 con la Buona Scuola per innovare la didattica.

I numeri della Nota MIM 10164

La nota ministeriale del 16 aprile 2026, prot. 10164, fissa l'organico dell'autonomia per il prossimo anno scolastico a 663.367 posti totali, di cui 48.795 di potenziamento e 614.572 comuni. La variazione rispetto al 2025/26 vede -1.407 unita' sul potenziamento e +134 sul sostegno. La riduzione di 5.660 posti comuni decisa dalla legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) era gia' stata applicata nell'anno in corso.

All'origine c'e' la curva delle nascite. Secondo l'ultima rilevazione ISTAT su natalita' e fecondita' 2024, in Italia sono nati 369.944 bambini, quasi 10.000 in meno rispetto al 2023 (-2,6%), con un tasso di fecondita' di 1,18 figli per donna. La stima provvisoria dei primi sette mesi del 2025 segnala un ulteriore -6,3% e una fecondita' di 1,13. Rispetto al 2008, quando i nati superavano i 576.000, la perdita complessiva sfiora il 36%.

La riforma gia' fatta che si autocancella

Il discorso pubblico chiede 'la riforma che finora non abbiamo saputo fare' davanti al calo demografico. Ma il potenziamento e' gia' il prodotto della riforma piu' ambiziosa del decennio scorso. La Legge 107/2015 introdusse 48.812 posti aggiuntivi per ridurre la dispersione, recuperare i debiti, valorizzare le materie laboratoriali e accompagnare gli alunni con bisogni educativi speciali.

Undici anni dopo il numero e' quasi identico in valore assoluto, 48.795, ma il segno e' opposto. Per il terzo anno consecutivo l'organico di potenziamento si riduce. La promessa originaria di un organico stabile e in crescita si e' capovolta in una contrazione strutturale, governata non dalla pedagogia ma dalla demografia. La riforma da fare coincide quasi parola per parola con la riforma gia' fatta, oggi in ritirata silenziosa.

Un meccanismo simile, su un altro versante, sta investendo il reclutamento universitario. L'addio al test d'ingresso a Medicina e' la rimozione di una selezione costruita per regolare numeri in eccesso, ora obsoleta davanti al restringimento delle coorti. Anche la richiesta di modifica della legge sui concorsi muove dallo stesso scarto tra architettura giuridica e realta' demografica.

Cosa cambia in classe

I docenti di potenziamento coprono in pratica supplenze brevi, ore di recupero, progetti pomeridiani, sportelli BES e attivita' digitali, oltre a una quota crescente di alternanza scuola-lavoro nelle superiori. Tagliare 1.407 unita' riduce proprio quelle ore aggiuntive che oggi compensano organici di ruolo gia' stretti, in particolare nei plessi medio-piccoli. La distribuzione regionale segue la curva demografica: le aree con la flessione piu' marcata, soprattutto Sud e Isole, perdono piu' posti. In Calabria le proiezioni regionali indicano oltre 4.000 alunni in meno e una cinquantina di cattedre di potenziamento a rischio per il prossimo anno scolastico.

Il +134 unita' sul sostegno appare inadeguato a fronte di certificazioni BES e DSA in crescita costante: ogni regione ha visto aumentare la richiesta di insegnanti specializzati nell'ultimo triennio, e la quota di organico di fatto ben oltre quella di diritto e' ormai prassi consolidata. Sul piano educativo, la coda della denatalita' restringe lo spazio per la dimensione civica e formativa di cui parlano interventi come insegnare speranza e partecipazione civica in tempi di crisi democratica, proprio quando un docente in piu' per scuola permetterebbe di costruire percorsi extracurricolari piu' solidi.

Il decreto interministeriale che tradurra' la nota in classi e cattedre regione per regione e' atteso entro l'estate, secondo le procedure indicate nei provvedimenti MIM sulle dotazioni organiche. Sul tavolo, la richiesta sindacale di trasformare la quota residua di potenziamento in organico di sostegno strutturale: una conversione che restituirebbe alla Buona Scuola la funzione che aveva immaginato per i propri docenti aggiuntivi.

Domande frequenti

Perché sono stati tagliati 1.407 posti di potenziamento per il 2026/27?

Il taglio è legato al calo demografico: la diminuzione delle nascite comporta meno studenti e quindi una riduzione del fabbisogno di insegnanti, in particolare nei posti di potenziamento.

Quali conseguenze avrà la riduzione dei posti di potenziamento nelle scuole?

La riduzione comporterà meno ore aggiuntive per supplenze, recupero, progetti pomeridiani, sportelli BES e attività digitali, penalizzando soprattutto i plessi medio-piccoli e le regioni con maggiore calo demografico, come Sud e Isole.

Cosa prevede la Nota MIM 10164 per l'organico scolastico 2026/27?

La nota fissa l'organico dell'autonomia a 663.367 posti totali, di cui 48.795 di potenziamento, 614.572 comuni e prevede una variazione di -1.407 posti di potenziamento e +134 posti di sostegno rispetto all'anno precedente.

Perché l’aumento di 134 posti sul sostegno è considerato insufficiente?

L’incremento appare inadeguato perché le certificazioni BES e DSA sono in costante crescita in tutte le regioni, mentre la richiesta di insegnanti di sostegno supera di molto la quota ufficialmente prevista dall’organico di diritto.

Cosa succederà con il decreto interministeriale atteso entro l’estate?

Il decreto definirà la distribuzione regionale dei posti e delle cattedre secondo le indicazioni della nota ministeriale, tenendo conto anche delle richieste sindacali di trasformare parte del potenziamento in organico di sostegno strutturale.

Qual è il legame tra calo demografico e riforme scolastiche recenti?

Il calo demografico sta portando a una riduzione strutturale degli organici, vanificando in parte le riforme come la Buona Scuola, che avevano previsto un organico stabile e in crescita per innovare la didattica.

Pubblicato il: 3 giugno 2026 alle ore 10:16

Redazione EduNews24

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