Loading...
MIM contro il bullismo: cosa prevede la nuova sezione digitale
Scuola

MIM contro il bullismo: cosa prevede la nuova sezione digitale

Disponibile in formato audio

Nuova sezione MIM su bullismo e cyberbullismo: strumenti per scuole e famiglie. Il 47% degli studenti 15-19 anni è vittima di cyberbullismo.

Un ragazzo su cinque tra gli 11 e i 19 anni subisce bullismo in Italia. Il 47% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha vissuto episodi di cyberbullismo nel 2024. Su questo sfondo il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha reso accessibile, il 21 maggio 2026, la nuova piattaforma MIM su bullismo e cyberbullismo: il primo spazio istituzionale strutturato per orientare scuole, famiglie e studenti con strumenti operativi.

Cosa contiene la nuova sezione del MIM

La piattaforma, intitolata "Bullismo e Cyberbullismo - Cosa sono, come riconoscerli, cosa fare", nasce dopo l'evento nazionale del 16 aprile 2026, tenuto presso il Palazzo dell'Istruzione. Il Ministero ha presentato 21 esperienze significative provenienti dalle scuole italiane, una per ogni regione e provincia autonoma, selezionate tra centinaia di candidature. L'obiettivo dichiarato è rendere queste pratiche replicabili su scala nazionale.

  • "Fare Rete": raccoglie le schede dei 21 progetti selezionati, consultabili e filtrabili per tipologia di intervento e territorio.
  • "Per le scuole": offre indicazioni operative aggiornate alla normativa vigente per prevenire e gestire i casi di bullismo e cyberbullismo.
  • "Per famiglie e studenti": fornisce strumenti pratici per riconoscere i segnali, chiedere aiuto e promuovere un uso consapevole del digitale.

La sezione include anche un quadro normativo con i principali riferimenti legali nazionali e internazionali. Il Ministero ha chiesto alle istituzioni scolastiche di promuovere la massima diffusione della piattaforma nelle proprie comunità. Chi opera in una scuola che già monitora questi fenomeni troverà utile anche il progetto ELISA contro il bullismo nelle scuole, lo strumento MIM per il monitoraggio sistematico degli istituti.

I dati dietro l'urgenza dell'iniziativa

I numeri degli ultimi anni rendono evidente perché questa sezione arriva adesso. Secondo il report ISTAT sui numeri del bullismo in Italia, in Italia 1 ragazzo su cinque tra gli 11 e i 19 anni ha subito bullismo nel 2023: offese, insulti, esclusione sociale o emarginazione. Le fasce più esposte sono i giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni e i ragazzi stranieri.

Sul fronte digitale la situazione è ancora più critica. I dati dello studio ESPAD Italia 2024 del Consiglio Nazionale delle Ricerche indicano che il 47% degli studenti tra i 15 e i 19 anni - oltre 1 milione di persone - ha subito episodi di cyberbullismo nel 2024, con una crescita costante negli ultimi anni. Allo stesso tempo, il 32% degli stessi studenti ha dichiarato di aver agito cyberbullismo: il valore più alto mai registrato. Le modalità di aggressione più diffuse sono gli insulti in chat di gruppo e l'esclusione dai gruppi online.

Il dato più critico riguarda chi ha vissuto entrambe le esperienze. Il 23% degli studenti - quasi 600.000 ragazzi - si trova nella condizione di cyberbullo-vittima, chi cioè ha ricoperto sia il ruolo di autore che di vittima. Secondo il CNR, questa sovrapposizione è associata a difficoltà relazionali più gravi e a un rischio più elevato di comportamenti problematici, tra cui l'uso di sostanze psicoattive. Il fenomeno colpisce i ragazzi (26%) più delle ragazze (21%).

Cosa cambia per docenti e famiglie

La piattaforma non introduce nuovi obblighi normativi, ma centralizza risorse che fino ad ora erano sparse e difficili da reperire. Per i docenti referenti al benessere scolastico - figura prevista dalla normativa nelle scuole secondarie - la sezione "Per le scuole" traduce le indicazioni ministeriali in passi operativi: chi coinvolgere in caso di segnalazione, come documentare gli episodi, quali misure preventive adottare nel corso dell'anno scolastico.

Per le famiglie, la sezione dedicata affronta uno dei nodi pratici più frequenti: come aprire una conversazione con i figli su questi temi e come riconoscere i segnali di disagio. La piattaforma indica i canali di supporto disponibili e spiega come agire quando si sospetta che un figlio stia vivendo una situazione di prevaricazione online o in classe.

Il valore aggiunto rispetto alle risorse istituzionali precedenti sta nelle 21 buone pratiche regionali documentate: esperienze reali condotte nelle scuole italiane, con metodi e risultati verificabili, ora disponibili come modelli per tutti gli istituti del Paese. Con il 47% degli adolescenti coinvolti come vittime di cyberbullismo ogni anno, la vera misura dell'iniziativa sarà quante scuole e famiglie la utilizzeranno davvero.

Domande frequenti

Che cos'è la nuova piattaforma MIM contro il bullismo e a chi è rivolta?

La nuova piattaforma MIM è uno spazio digitale istituzionale dedicato a bullismo e cyberbullismo, accessibile dal 21 maggio 2026. È rivolta a scuole, famiglie e studenti, fornendo strumenti operativi, risorse pratiche e informazioni normative per prevenire, riconoscere e gestire questi fenomeni.

Quali sono le principali sezioni presenti nella piattaforma MIM sul bullismo?

La piattaforma si articola in tre sezioni principali: 'Fare Rete' con le schede dei 21 progetti regionali selezionati, 'Per le scuole' con indicazioni operative aggiornate e 'Per famiglie e studenti' con strumenti pratici per riconoscere i segnali e chiedere aiuto. Include inoltre un quadro normativo di riferimento.

Come possono le scuole utilizzare concretamente la nuova sezione digitale del MIM?

Le scuole possono consultare le buone pratiche regionali, seguire indicazioni dettagliate su prevenzione e gestione dei casi di bullismo e accedere a strumenti di monitoraggio come il progetto ELISA. La piattaforma centralizza risorse precedentemente frammentate, facilitando l'adozione di misure efficaci.

In che modo la piattaforma supporta famiglie e studenti nella lotta al bullismo e cyberbullismo?

La sezione dedicata alle famiglie e agli studenti offre strumenti per riconoscere segnali di disagio, suggerimenti per avviare conversazioni sui temi del bullismo e informazioni sui canali di supporto disponibili. Aiuta anche a individuare come intervenire in caso di sospetti episodi.

Qual è il valore aggiunto della piattaforma rispetto ad altre iniziative già esistenti?

Il valore aggiunto risiede nella raccolta e documentazione di 21 buone pratiche regionali replicabili, nella centralizzazione delle risorse e nella chiarezza operativa per scuole e famiglie. La piattaforma rende accessibili esperienze reali e modelli già testati, favorendo la condivisione su scala nazionale.

Quali sono i dati più rilevanti che hanno motivato la creazione della piattaforma?

Secondo i dati ISTAT e CNR, il bullismo e il cyberbullismo coinvolgono una quota significativa degli adolescenti: un ragazzo su cinque tra 11 e 19 anni ha subito bullismo, mentre il 47% degli studenti tra 15 e 19 anni ha vissuto episodi di cyberbullismo nel 2024. Questi numeri evidenziano l'urgenza di strumenti efficaci di prevenzione e intervento.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 08:04

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

Articoli Correlati