- Il nuovo Curriculum dello Studente: cosa cambia nel 2026
- Le quattro sezioni: dal percorso di studi alle prove INVALSI
- I risultati INVALSI blindati fino a dopo l'esame
- Il colloquio riparte dallo studente
- L'appello del Ministero a scuole e famiglie
- Domande frequenti
Il nuovo Curriculum dello Studente: cosa cambia nel 2026
Non è solo un aggiornamento di facciata. Con la nota del 16 marzo 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ridisegnato in profondità il Curriculum della Studentessa e dello Studente, trasformandolo da documento accessorio a perno effettivo del colloquio d'esame. L'obiettivo dichiarato è chiaro: restituire centralità all'intero percorso formativo del candidato, ben oltre il perimetro delle singole prove scritte.
La mossa arriva in un momento in cui il dibattito sulla Maturità è tutt'altro che sopito. Chi ha seguito le novità introdotte già lo scorso anno per le seconde prove sa bene che il legislatore sta procedendo per tappe successive verso un esame di Stato sempre più orientato alle competenze. Il Curriculum aggiornato si inserisce esattamente in questa traiettoria.
Le quattro sezioni: dal percorso di studi alle prove INVALSI
Il documento rinnovato si articola in quattro parti distinte, ciascuna pensata per illuminare un aspetto diverso della formazione del diplomando:
- Parte I – Percorso di studi: il cuore tradizionale del Curriculum. Qui confluiscono i dati relativi all'indirizzo scolastico, al piano di studi seguito, alle esperienze di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento) e ad eventuali periodi di mobilità internazionale.
- Parte II – Certificazioni: uno spazio dedicato alle competenze certificate — linguistiche, informatiche, professionali — che lo studente ha acquisito nel corso del quinquennio. Certificazioni Cambridge, ECDL, DELE, DELF e titoli analoghi trovano qui la loro collocazione ufficiale.
- Parte III – Attività extrascolastiche: la sezione forse più personale, quella in cui il candidato può raccontare impegno nel volontariato, sport agonistico, esperienze artistiche, partecipazione a progetti di cittadinanza attiva. È la parte che lo studente compila in autonomia, e che il Ministero vuole valorizzare come mai prima d'ora.
- Parte IV – Risultati delle prove INVALSI: la novità più discussa. I dati relativi alle rilevazioni standardizzate di italiano, matematica e inglese vengono integrati nel Curriculum, ma — attenzione — con un regime di accessibilità del tutto particolare.
I risultati INVALSI blindati fino a dopo l'esame
È il punto che ha già sollevato le reazioni più accese. La Parte IV del Curriculum — quella contenente gli esiti delle prove INVALSI — non sarà consultabile dalle commissioni durante lo svolgimento dell'esame. I risultati diventeranno accessibili soltanto a Maturità conclusa, come arricchimento informativo del profilo del diplomato, ma senza alcun peso sulla valutazione finale.
Una scelta che il Ministero presenta come garanzia di equità: le prove standardizzate misurano competenze secondo parametri propri, diversi da quelli dell'esame di Stato, e mescolare i due piani avrebbe rischiato di generare cortocircuiti valutativi. Stando a quanto emerge dalla nota ministeriale, l'intento è duplice: da un lato riconoscere il valore informativo dei test INVALSI, dall'altro preservare l'autonomia di giudizio della commissione esaminatrice.
Va ricordato che le prove INVALSI restano un tema caldo nel mondo della scuola. Le proteste sindacali che hanno attraversato il settore testimoniano quanto il ruolo di queste rilevazioni sia ancora lontano dall'essere condiviso da tutti gli attori in gioco. La decisione di secretare i risultati durante l'esame potrebbe essere letta anche come un tentativo di disinnescare parte di quelle tensioni.
Il colloquio riparte dallo studente
L'altra novità di rilievo riguarda la struttura del colloquio d'esame. La nota del 16 marzo stabilisce che la prova orale si aprirà con una riflessione del candidato sul proprio percorso formativo, costruita a partire dal Curriculum. Non più, dunque, un avvio affidato alla sola estrazione di materiali da parte della commissione, ma un momento iniziale in cui è lo studente a prendere la parola, a tracciare un filo tra le esperienze scolastiche ed extrascolastiche che hanno segnato il suo quinquennio.
È un cambio di prospettiva significativo. Il candidato non si limita a rispondere: racconta, argomenta, collega. Le certificazioni conseguite, le attività di volontariato, un'esperienza Erasmus o un progetto scolastico particolarmente significativo possono diventare il punto di partenza per un dialogo con la commissione che tocchi poi i nodi disciplinari previsti dall'esame.
Per chi volesse un quadro più ampio sulle dinamiche dell'esame di Stato, può essere utile consultare la guida completa alla Maturità pubblicata lo scorso anno, molti cui elementi strutturali restano validi anche per il 2026.
L'appello del Ministero a scuole e famiglie
La nota ministeriale non si limita a descrivere le novità. Contiene anche un invito esplicito ai dirigenti scolastici e ai docenti affinché sensibilizzino gli studenti sull'importanza di compilare il Curriculum in modo accurato e completo, in particolare la Parte III dedicata alle attività extrascolastiche.
Il rischio, noto da anni, è che molti candidati sottovalutino questa sezione o la lascino in bianco, vanificando così lo sforzo di personalizzazione del colloquio. Il Ministero sembra consapevole del problema e chiede alle scuole di accompagnare i ragazzi nel processo di compilazione, dedicando tempo e attenzione a un'operazione che non è burocratica ma sostanziale.
La partita, insomma, si gioca nelle prossime settimane. Tra la pubblicazione della nota e lo svolgimento degli esami, gli istituti dovranno attivarsi per garantire che il nuovo Curriculum non resti una cornice vuota, ma diventi davvero lo specchio del percorso — unico e irripetibile — di ciascun diplomando.