Indice: In breve | Cos'è una simulazione di maxi-emergenza sanitaria | Le fasi operative di una simulazione di maxi-emergenza | Errori comuni nella preparazione alle maxi-emergenze | Domande frequenti
In breve
- Il 17-18 marzo 2026 Gardaland ha ospitato la prima simulazione di maxi-emergenza in un parco divertimenti italiano, con oltre 150 professionisti coinvolti.
- Hanno partecipato SUEM 118 Verona, ULSS 9 Scaligera, Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco, SISMAX, SIIET e Performed.
- Obiettivo: testare i protocolli operativi e produrre dati per le prime linee guida nazionali sulle maxi-emergenze sanitarie.
- Il Master di II livello in Maxi-Emergenze Sanitarie della Sapienza (60 CFU, 3.500 euro) ha inaugurato la seconda edizione il 13 marzo 2026.
Cos'è una simulazione di maxi-emergenza sanitaria
Il 17 e 18 marzo 2026, le attrazioni Blue Tornado e Animal Treasure Island di Gardaland si sono trasformate in teatri operativi di emergenza. Per la prima volta in Italia, un parco divertimenti ha ospitato una simulazione di maxi-emergenza sanitaria di livello accademico, con oltre 150 tra sanitari, soccorritori e tecnici. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Gardaland Resort, il Master di II livello in Maxi-Emergenze Sanitarie dell’Università La Sapienza e SISMAX, con la partecipazione di SUEM 118 Verona e ULSS 9 Scaligera.
Una maxi-emergenza sanitaria è un evento che genera un numero di vittime superiore alla capacità di risposta ordinaria del sistema di emergenza territoriale. Incidenti di massa, disastri naturali, attentati o crolli: sono scenari che richiedono protocolli specifici, coordinamento interoperativo tra più enti e una catena di comando definita fin dai primi minuti. La simulazione è il metodo con cui i professionisti verificano che quei protocolli funzionino prima che l’emergenza si verifichi sul campo.
Siti ad alta affluenza come i parchi divertimenti presentano caratteristiche peculiari: accessi controllati, aree a elevata densità, infrastrutture complesse e necessità di coordinare evacuazioni rapide in spazi non convenzionali. Gardaland è attivo da oltre 50 anni e accoglie ogni stagione milioni di visitatori. Gestire una maxi-emergenza in questo contesto implica variabili logistiche che gli scenari astratti non riproducono. La simulazione su sito reale serve anche a identificare colli di bottiglia fisici prima che diventino critici in una situazione reale.
Le fasi operative di una simulazione di maxi-emergenza
Il modello adottato nel progetto Gardaland-Sapienza si articola in cinque fasi distinte, dalla preparazione al debriefing.
- Pianificazione degli scenari: i coordinatori accademici e operativi definiscono il tipo di evento simulato, il numero di vittime simulate e gli obiettivi valutativi per ciascun ente. Per Gardaland sono stati costruiti due scenari ad alta intensità su attrazioni reali, scelti per le loro caratteristiche fisiche opposte.
- Allestimento del teatro operativo: le aree di intervento vengono predisposte con figuranti e trucco scenico dove necessario. Le condizioni fisiche reali, indoor o outdoor, fanno parte integrante della prova e influenzano i tempi e le modalità di accesso.
- Attivazione della catena di comando: al segnale di avvio si attiva la struttura operativa, con SUEM 118 come centrale di coordinamento, il personale ULSS 9 per la gestione dei feriti e i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico e la messa in sicurezza dell’area.
- Esecuzione con osservatori accreditati: mentre il personale interviene, osservatori registrano tempi di risposta, comunicazioni inter-team e aderenza ai protocolli. Questi dati costituiscono il materiale grezzo per la valutazione post-esercitazione.
- Debriefing strutturato e documentazione: al termine, docenti e coordinatori analizzano le criticità emerse con i partecipanti. Nel caso del Master Sapienza-SISMAX, i risultati alimentano direttamente la redazione delle prime linee guida nazionali.
Errori comuni nella preparazione alle maxi-emergenze
Catena di comando non definita preventivamente: la sovrapposizione di competenze tra enti diversi è uno degli errori più rilevati nelle esercitazioni. Senza una struttura con deleghe chiare su chi decide, chi esegue e chi gestisce la comunicazione verso l’esterno, i tempi di risposta si allungano e le risorse si disperdono. Il modello adottato a Gardaland prevede una regia centralizzata con ruoli distinti per ciascuno dei sette enti partecipanti.
Comunicazione inter-ente insufficiente: vigili del fuoco, personale sanitario e forze di soccorso operano spesso con procedure e terminologie diverse. Le esercitazioni su sito reale mettono in evidenza queste discontinuità meglio di qualsiasi esercizio su carta. Nel progetto Gardaland, il coordinamento tra SISMAX, SIIET, Croce Rossa e SUEM 118 ha richiesto una preparazione condivisa preventiva specifica tra tutti i soggetti coinvolti.
Sottovalutare le variabili fisiche dell’ambiente: la conformazione degli spazi, i punti di accesso e la presenza di strutture indoor con ventilazione limitata condizionano i tempi di intervento in modo decisivo. Intervenire all’aperto come a Blue Tornado è diverso dal gestire un’emergenza in uno spazio chiuso come Animal Treasure Island: differenze che solo una simulazione sul campo può misurare con precisione.
Assenza di debriefing sistematico: senza raccolta e analisi strutturata dei dati post-esercitazione, la simulazione rimane un’esercitazione isolata. Il valore formativo si genera nella fase di revisione: tempi registrati, decisioni critiche analizzate, protocolli aggiornati. Tradurre i risultati in output concreti, come le linee guida nazionali previste dal progetto Sapienza, è l’elemento che distingue la formazione avanzata dall’esercizio routinario.
Domande frequenti
Chi può partecipare al Master in Maxi-Emergenze Sanitarie della Sapienza?
Il Master di II livello è rivolto a professionisti già attivi nel sistema del soccorso, con laurea magistrale in ambito medico, infermieristico o psicologico (compresa la classe LM/51). L’ammissione avviene per valutazione dei titoli, senza prova selettiva. La seconda edizione, inaugurata il 13 marzo 2026, prevede 60 CFU e un costo di iscrizione di 3.500 euro. Il programma dettagliato è pubblicato sul portale offerta formativa della Sapienza.
Qual è la differenza tra simulazione tabletop e simulazione sul campo?
La simulazione tabletop si svolge in sala: i responsabili discutono le decisioni su scenari ipotetici, senza mobilitare personale o mezzi reali. Quella sul campo, come l’esercitazione a Gardaland, porta i professionisti negli spazi reali con figuranti e protocolli operativi attivi. Le esercitazioni sul campo richiedono più risorse organizzative, ma testano variabili fisiche e comunicative che nessun tavolo può riprodurre.
Come si costruiscono le linee guida nazionali per le maxi-emergenze?
Le linee guida nascono dall’aggregazione di dati raccolti in esercitazioni multiple, dalla revisione della letteratura scientifica e dal confronto tra esperti operativi. Nel caso del progetto Sapienza-SISMAX, ogni simulazione produce un report tecnico con dati su tempi di risposta, comunicazioni e criticità osservate. Questi documenti vengono integrati in un processo di consenso tra accademici e professionisti per produrre raccomandazioni operative condivise a livello nazionale.
Il progetto avviato a Gardaland mostra come la formazione avanzata in emergenza possa produrre output concreti, non solo competenze individuali. Dalla seconda edizione del Master Sapienza-SISMAX emerge un modello in cui la simulazione sul campo è parte integrante del processo di ricerca, non un esercizio finale separato. I risultati misurabili di questo percorso arriveranno con la pubblicazione delle prime linee guida nazionali per le maxi-emergenze sanitarie.