Cinque scene mute, su 524mila candidati ammessi alla Maturità 2025: questi i casi documentati di studenti che hanno rifiutato il colloquio per protesta, lo 0,001% del totale. Su quel dato il Governo ha costruito una delle norme più discusse del decreto legge 127/2025: alla Maturità 2026 chi non sostiene l'orale viene bocciato, anche se ha superato le due prove scritte.
Cosa cambia con il decreto 127/2025
Il provvedimento, approvato in via definitiva dalla Camera il 28 ottobre 2025, riporta la denominazione storica di esame di maturità al posto di esame di Stato. Le commissioni passano da sette a cinque membri: due interni, due esterni e un presidente esterno. Il colloquio si concentra su quattro discipline scelte dal Ministero entro gennaio e perde il documento iniziale che lo studente presentava all'avvio della prova. Cambia anche la soglia per il bonus dei tre punti integrativi: l'accesso si abbassa da 97 a 90 su 100, ampliando la platea dei candidati che possono puntare alla lode. Per il dettaglio sulle materie e sull'impianto delle prove scritte resta utile la cornice fissata l'anno scorso e ricostruita nel dossier sulle nuove regole delle seconde prove.
Cinque casi su 524mila e 14 milioni per formare i commissari
I numeri del fenomeno sono molto distanti dalla narrazione che ha accompagnato la riforma. Secondo i dati ufficiali del MIM sugli esiti degli esami 2024/2025, il 96,5% degli scrutinati è stato ammesso e il 99,7% dei candidati ha ottenuto il diploma. I casi pubblici di scena muta, censiti dalla cronaca tra Padova, Belluno, Treviso, Firenze e Pesaro-Urbino, sono stati cinque: una protesta minoritaria che pesa lo 0,001% sui 524mila maturandi.
Sul fronte risorse, il dossier della Camera sul decreto legge 127/2025 quantifica lo sforzo: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni a regime dal 2027, in totale 14 milioni in due anni, destinati alla formazione specifica dei docenti chiamati a fare i commissari. Nello stesso testo, però, non compare alcuna voce di aumento del compenso. I 911 euro lordi previsti per i commissari esterni in una commissione su due classi sono ancora quelli fissati dal decreto interministeriale del 24 maggio 2007. Con l'inflazione cumulata 2007-2026 superiore al 30%, quella cifra in potere d'acquisto vale oggi meno di 700 euro, e per chi è assegnato a una sola classe scende a circa 340 euro reali a fronte dei 455 lordi nominali. La voce viaggi resta agganciata al tariffario di diciannove anni fa.
Cosa cambia per studenti, docenti e dirigenti
Per gli studenti il messaggio è netto: dal 2026 il silenzio all'orale costa il diploma, indipendentemente dal punteggio accumulato negli scritti e nel credito scolastico. Per i docenti candidati a commissario il quadro è più complesso. La nomina passa da una procedura iniziata il 9 aprile con la designazione degli interni e chiusa il 13 aprile con le domande degli esterni; i nominativi degli esterni, l'anno scorso resi pubblici il 5 giugno, sono attesi entro pochi giorni. A loro la riforma chiede più formazione e un colloquio diverso, ma li paga ancora con il listino del 2007. I dirigenti scolastici, dal canto loro, dovranno gestire la transizione tra commissioni più snelle e un calendario di prove che si intreccia con altre partite aperte sul personale, dalla specializzazione sul sostegno per i docenti formati all'estero alle linee emerse dal convegno nazionale ANDIS su educazione all'aperto e rigenerazione urbana.
La Maturità 2026 partirà nella seconda metà di giugno e sarà il primo banco di prova per capire se la bocciatura automatica avrà davvero cambiato il senso del colloquio o se la vera questione restano le 91mila cattedre di commissari ancora retribuite con il tariffario di vent'anni fa.
Domande frequenti
Cosa succede se uno studente non sostiene il colloquio orale alla Maturità 2026?
Dal 2026, chi non sostiene il colloquio orale viene automaticamente bocciato, anche se ha superato le prove scritte e ha un credito scolastico sufficiente.
Quali sono le principali novità introdotte dal decreto legge 127/2025 per la Maturità?
Il decreto reintroduce la denominazione 'esame di maturità', riduce le commissioni a cinque membri, modifica la struttura del colloquio e abbassa la soglia per il bonus dei tre punti integrativi da 97 a 90 su 100.
Come cambia la composizione delle commissioni d’esame?
Le commissioni passano da sette a cinque membri: due interni, due esterni e un presidente esterno, con nuove regole per la nomina e maggiore attenzione alla formazione dei commissari.
Sono previsti aumenti nei compensi per i commissari d’esame?
No, i compensi per i commissari restano fermi ai valori del 2007, senza adeguamenti all’inflazione, nonostante siano previsti nuovi fondi per la formazione.
Quanti sono stati i casi di 'scena muta' documentati e quanto rappresentano sul totale?
Nel 2025 sono stati documentati solo cinque casi di studenti che hanno rifiutato il colloquio, pari allo 0,001% dei 524mila candidati ammessi.
Quando inizierà la Maturità 2026 e quali sfide comporterà per scuole e dirigenti?
La Maturità 2026 partirà nella seconda metà di giugno e rappresenterà un banco di prova per la nuova normativa, la gestione di commissioni più snelle e le criticità legate alla retribuzione dei commissari.