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Lo stagno entra in aula a Rimini: come si insegnano davvero le scienze
Scuola

Lo stagno entra in aula a Rimini: come si insegnano davvero le scienze

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PISA 2022: 477 in scienze contro 485 OCSE. A Rimini una quarta elementare ricrea lo stagno in aula per insegnare la metamorfosi degli anfibi.

Il rapporto OCSE PISA 2022 colloca i quindicenni italiani in scienze a 477 punti, otto sotto la media OCSE di 485. Dal 2006 l'indicatore non si muove. Sullo sfondo di questo dato fermo, in una quarta elementare di Rimini un secchio d'acqua di stagno è diventato un laboratorio.

Sedici anni di dato fermo nelle scienze a scuola

I quindicenni italiani, nell'ultima Indagine OCSE PISA 2022 sui risultati in scienze, hanno ottenuto in scienze 477 punti contro i 485 della media internazionale. Il 76% raggiunge il livello minimo di competenza: vuol dire che uno studente su quattro arriva alla fine del primo biennio delle superiori senza saper leggere un grafico, formulare un'ipotesi o riconoscere un esperimento ben costruito.

Il punteggio è salito di nove punti rispetto al 2018, ma se si guarda alla serie storica dal 2006 l'andamento è piatto. Le aree del Nord restano stabilmente sopra quelle del Sud in tutti gli ambiti rilevati, e la differenza fra il 10% degli studenti più bravi e il 10% di quelli meno bravi resta simile fra le aree del Paese. È una scuola che non peggiora, ma neppure migliora, mentre fuori il modo di lavorare con dati e fenomeni naturali cambia in fretta.

Quello che succede in una quarta a Rimini

Alla scuola primaria "Il cammino" della Karis Foundation di Rimini, due maestre di quarta hanno preso sul serio la richiesta dei bambini di vedere la metamorfosi degli anfibi. In una sezione un alunno ha portato in classe un girino raccolto in un fosso; nell'altra è arrivato un secchio d'acqua con vegetazione di stagno, uova e qualche girino. L'ambiente naturale, riprodotto in piccolo, è diventato lo strumento per spiegare cosa significhi davvero "anfibio", cioè vita doppia in due ambienti, e cosa accade nella metamorfosi.

I bambini hanno seguito ogni fase con la lente d'ingrandimento, osservando come la respirazione branchiale lascia il posto a quella polmonare e come il girino diventa rana. L'attività non è un episodio isolato: si inserisce in un percorso di studio degli animali costruito sui concetti di complessità e biodiversità, cioè sul fatto che ogni essere vive in relazione stretta con un ambiente che lo definisce.

Le insegnanti Carla Agostini, Giulia Frasson e Ilaria Zammarchi hanno descritto il percorso in un articolo metodologico sulla rivista didattica Emmeciquadro: due classi parallele in sedi diverse, nessun coordinamento in presa diretta, eppure entrambe arrivano allo stesso punto perché partono dalla curiosità degli alunni e non da un programma a calendario. Prima si guarda, poi si nomina; prima si tocca, poi si concettualizza.

Perché un secchio d'acqua conta più di un punteggio

Esperienze così non finiscono sui giornali nazionali. Sui giornali finisce il panico in classe a Carrara per una pistola giocattolo o un episodio analogo in provincia di Sondrio. Ma il 477 di PISA si decide nelle ore in cui qualcuno porta un girino in classe, non nei minuti in cui qualcuno tira fuori un giocattolo dallo zaino.

Vale anche per gli studenti con difficoltà specifiche di apprendimento, per i quali il Consiglio di Stato ha riconosciuto un diritto pieno agli strumenti compensativi. La lente d'ingrandimento, il disegno schematico, la sequenza fotografica di una metamorfosi non sono aiuti accessori: sono strumenti concreti che permettono a tutti i bambini di seguire il filo del ragionamento scientifico, dall'osservazione al modello, dal modello alla previsione di cosa accadrà.

Il prossimo ciclo PISA è atteso per il 2026 e le prime evidenze saranno comunicate nel 2027. Se il punteggio italiano resterà fermo a 477, non sarà perché le quarte di Rimini hanno fatto poco con il loro stagno in classe; sarà perché altrove, in troppi orari di lezione, si è continuato a spiegare la metamorfosi leggendo un capitolo del sussidiario invece di guardare un girino crescere davvero.

Domande frequenti

Quali sono i risultati degli studenti italiani nelle scienze secondo il rapporto OCSE PISA 2022?

Nel 2022, i quindicenni italiani hanno ottenuto 477 punti in scienze, otto punti sotto la media OCSE di 485. Solo il 76% degli studenti raggiunge il livello minimo di competenza richiesto.

Come viene insegnata la scienza nella scuola primaria di Rimini citata nell'articolo?

Nella scuola primaria 'Il cammino' di Rimini, le insegnanti hanno utilizzato un secchio d'acqua di stagno con girini e uova per permettere agli studenti di osservare direttamente la metamorfosi degli anfibi. Questo approccio privilegia l'osservazione e l'esperienza diretta rispetto allo studio teorico.

Qual è la differenza tra insegnare la scienza in modo tradizionale e attraverso esperienze pratiche come quella descritta?

L'insegnamento tradizionale si basa sulla lettura e la spiegazione teorica dei concetti, mentre l'approccio pratico parte dalla curiosità degli studenti e dall'osservazione diretta dei fenomeni naturali. Questo metodo favorisce una comprensione più profonda e coinvolgente dei concetti scientifici.

In che modo le attività pratiche supportano anche gli studenti con difficoltà specifiche di apprendimento?

Gli strumenti come la lente d'ingrandimento, i disegni schematici e le sequenze fotografiche permettono a tutti gli studenti, compresi quelli con difficoltà di apprendimento, di seguire e comprendere meglio i processi scientifici. Questi strumenti sono riconosciuti come mezzi fondamentali per l'inclusione didattica.

Cosa si prevede per il futuro delle competenze scientifiche degli studenti italiani?

Il prossimo ciclo PISA è previsto per il 2026, con i risultati diffusi nel 2027. Se non cambieranno i metodi di insegnamento, è probabile che i punteggi italiani rimangano fermi, sottolineando l'importanza di approcci più esperienziali come quello descritto nell'articolo.

Pubblicato il: 22 giugno 2026 alle ore 08:20

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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