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L'incendio di Cagliari e il 64,5% di scuole senza il certificato
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L'incendio di Cagliari e il 64,5% di scuole senza il certificato

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Una primaria nel Cagliaritano evacuata per sterpaglie in fiamme. Il 64,5% delle scuole italiane non ha il CPI. Il decreto 2026 scade nel 2027.

Fumo nel cortile, aule esposte al rogo, sterpaglie incendiate attorno all'edificio. Il pomeriggio del 20 maggio una scuola primaria in provincia di Cagliari ha rischiato il peggio. Le maestre hanno portato tutti gli alunni in un parco vicino senza aspettare i soccorsi. Nessun ferito, solo un grosso spavento. L'episodio mette a fuoco un problema che non si esaurisce in Sardegna: secondo i dati dell'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica, il 64,5% degli edifici scolastici statali italiani non possiede ancora il Certificato di Prevenzione Incendi.

Cosa è successo a Cagliari

L'incendio è scoppiato nelle sterpaglie incolte attorno all'istituto, come riportato dall'Unione Sarda. Il fumo aveva già raggiunto il cortile e le aule sul lato esposto quando le insegnanti hanno deciso di evacuare senza aspettare: tutti gli alunni sono stati portati in un parco della zona, distante dalle fiamme. I vigili del fuoco sono intervenuti rapidamente e hanno domato l'incendio. La scuola ha avvisato i genitori, che hanno recuperato i figli nell'area di raccolta.

La presenza di vegetazione incolta, sia attorno all'edificio che nel giardino interno, ha amplificato il rischio. Quella vegetazione non rientra nella competenza del dirigente scolastico: la manutenzione delle aree verdi attorno agli istituti ricade sui Comuni, ai sensi della legge n. 10 del 2013 sugli spazi verdi urbani. Ma la vigilanza rimane discontinua.

Il 64,5% delle scuole italiane senza il certificato antincendio

L'episodio di Cagliari riporta all'attenzione un dato che riguarda l'intero sistema scolastico italiano. Secondo l'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica, solo il 35,5% degli edifici statali - circa 13.500 su 40.000 - è in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi. Il restante 64,5% opera senza questa certificazione, che attesta la conformità alle norme di sicurezza antincendio di base.

Il divario geografico è rilevante: al Nord la quota di scuole senza CPI è intorno al 55%, mentre al Centro-Sud supera il 70%. La Sardegna rientra in quest'ultima fascia. Un'ulteriore criticità riguarda l'età degli edifici: oltre il 60% del patrimonio scolastico italiano è stato costruito prima del 1976, prima dell'entrata in vigore delle norme antincendio vigenti oggi.

Le maestre di Cagliari che operano quotidianamente in questi edifici - come molti dei docenti della scuola dell'infanzia e primaria su tutto il territorio nazionale - lavorano spesso in strutture che non hanno ancora superato i controlli antincendio previsti dalla legge.

Le scadenze del decreto 2026

Il 31 marzo 2026 un nuovo decreto ha aggiornato il quadro normativo per la sicurezza antincendio nelle scuole, con due scadenze vincolanti:

  • entro l'8 gennaio 2027: presentazione della SCIA antincendio al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco
  • entro il 31 dicembre 2027: raggiungimento della conformità completa alle norme antincendio

Gli enti gestori che non rispettano questi termini rischiano conseguenze penali, in particolare in caso di false dichiarazioni nella documentazione inviata ai Vigili del Fuoco. Ma il decreto disciplina l'edificio scolastico, non le aree verdi esterne. Il problema delle sterpaglie attorno alle scuole rimane fuori dal perimetro normativo specifico, con la responsabilita' affidata ai Comuni senza scadenze ne' sanzioni definite.

Mentre il dibattito sulla rivoluzione didattica e l'intelligenza artificiale occupa l'agenda dell'innovazione scolastica, gli adempimenti basilari di sicurezza antincendio restano spesso in secondo piano. Per un sistema scolastico gia' attraversato da tensioni su INVALSI e indicazioni nazionali, le nuove scadenze del decreto 2026 si aggiungono a un quadro gia' complesso per enti locali e dirigenti.

Le maestre della scuola di Cagliari hanno reagito con prontezza e portato in salvo i bambini. Ma la prontezza del personale non puo' sostituire la conformita' strutturale degli edifici. Con le scadenze del decreto 2026 ravvicinate e il verde esterno ancora senza vigilanza sistematica, la sicurezza nelle scuole dipende da due catene di adempimenti: una in carico ai dirigenti scolastici, l'altra ai Comuni.

Domande frequenti

Cosa è successo esattamente nella scuola di Cagliari durante l'incendio?

Un incendio è scoppiato nelle sterpaglie attorno all'edificio scolastico. Le insegnanti hanno evacuato gli alunni portandoli in un parco vicino, evitando feriti ma causando molto spavento.

Cosa indica il dato che il 64,5% delle scuole italiane non ha il Certificato di Prevenzione Incendi?

Significa che la maggior parte degli edifici scolastici statali italiani non è ancora conforme alle norme di sicurezza antincendio di base. Questa situazione rappresenta un rischio potenziale per studenti e personale.

Chi è responsabile della manutenzione delle aree verdi attorno alle scuole?

La manutenzione delle aree verdi esterne alle scuole è di competenza dei Comuni, secondo la legge n. 10 del 2013. I dirigenti scolastici non hanno responsabilità diretta su queste aree.

Quali sono le nuove scadenze previste dal decreto sulla sicurezza antincendio nelle scuole?

Entro l'8 gennaio 2027 le scuole devono presentare la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco e entro il 31 dicembre 2027 devono raggiungere la piena conformità alle norme antincendio.

Quali conseguenze ci sono per gli enti che non rispettano le nuove scadenze sulla sicurezza antincendio?

Gli enti gestori che non rispettano le scadenze rischiano conseguenze penali, in particolare in caso di false dichiarazioni nella documentazione inviata ai Vigili del Fuoco.

Perché la sicurezza antincendio nelle scuole rimane una questione critica?

Molte scuole sono strutturalmente datate e prive di certificazione antincendio, e la manutenzione delle aree verdi esterne è spesso irregolare. Questi fattori, uniti a scadenze normative ravvicinate, rendono la sicurezza un tema ancora irrisolto.

Pubblicato il: 20 maggio 2026 alle ore 14:31

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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