Il Ministero dell'Istruzione ha ufficializzato il contingente nazionale delle immissioni in ruolo dei docenti per l'anno scolastico 2026/27: con il decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026 il MEF ha autorizzato 46.642 posti. Quasi la metà, 22.712 cattedre, riguarda le scuole del Nord Italia. La sola Lombardia assorbe 12.129 nomine, oltre un quarto del contingente nazionale.
Il peso del Nord e il confronto con la proposta iniziale
La ripartizione territoriale premia in modo netto le regioni settentrionali. I 22.712 posti al Nord valgono il 48,7% del totale, mentre la Lombardia da sola concentra il 26% delle nomine. Il numero autorizzato dal MEF supera di duemila unità la proposta preliminare del Ministero dell'Istruzione: nella trattativa con la Funzione Pubblica chiusa a inizio luglio il MIM aveva chiesto 44.642 immissioni sui 46.826 posti residui certificati dopo la mobilità del 29 maggio 2026. Il Contingente docenti 2026/27 e i 2.184 posti persi sui residui era stato oggetto di confronto sindacale a Palazzo Chigi. Con il decreto n. 136 del 10 luglio 2026 la quadra definitiva sale a 46.642 nomine: 1.862 assunzioni in meno rispetto al DM 137/2025, che l'anno scorso aveva autorizzato 48.504 posti. Lo schema di ripartizione ricalca quello dell'anno precedente: metà del contingente va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, l'altra metà entra nel bacino del concorso PNRR3 ancora in corso di svolgimento.
Anief: restano 200mila supplenze
Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico commenta: «Il numero di assunzioni a tempo indeterminato risulta molto al di sotto di quello che dovrebbe essere. Rimangono scoperte, continuando ad andare a supplenza, più di 100 mila cattedre in deroga di sostegno per diversi anni assegnate alle scuole». Il sindacato segnala anche che le cattedre di disciplina comune restano fuori dalle stabilizzazioni: senza attingere dalle GPS, per Anief «saranno migliaia le cattedre destinate al ruolo che non avranno aspiranti». Il risultato, secondo la sigla, è che nel 2026/27 la scuola pubblica avrà «ancora quasi 200.000 supplenze annuali». La lettura sindacale, che Immissioni in ruolo 2026/27, dietro il 100% i 2.184 posti persi richiama, riprende il dibattito sulla copertura al 100% comunicata ai tavoli: il tasso percentuale sale, ma il bacino su cui si applica si contrae.
Le nomine seguono il calendario ministeriale in tre step estivi: assegnazione delle sedi per i ruoli entro il 30 luglio, cattedre di sostegno dalla prima fascia GPS tra il 31 luglio e il 13 agosto, minicall veloce dal 14 al 18 agosto e assegnazione finale il 21 agosto. La presa di servizio è fissata al 1° settembre 2026: chi è in GaE o in graduatoria di concorso deve monitorare gli avvisi del proprio Ufficio scolastico regionale, perché la finestra di accettazione si chiude nel giro di pochi giorni.
Domande frequenti
Quanti posti per le immissioni in ruolo dei docenti sono stati autorizzati per l'anno scolastico 2026/27?
Per il 2026/27, il MEF ha autorizzato 46.642 posti per le immissioni in ruolo dei docenti, come stabilito dal decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026.
Come sono ripartiti i posti autorizzati a livello territoriale?
Quasi la metà dei posti, ovvero 22.712 cattedre, è destinata alle scuole del Nord Italia, con la sola Lombardia che assorbe 12.129 nomine, pari a oltre un quarto del totale nazionale.
Quanti posti restano scoperti e destinati a supplenze per il 2026/27?
Secondo il sindacato Anief, anche dopo le immissioni in ruolo resteranno quasi 200.000 supplenze annuali, di cui oltre 100.000 sono cattedre di sostegno in deroga.
Qual è il calendario delle nomine e cosa devono fare gli aspiranti docenti?
Le nomine seguono tre step: assegnazione sedi entro il 30 luglio, cattedre di sostegno tra il 31 luglio e il 13 agosto, minicall veloce dal 14 al 18 agosto, con assegnazione finale il 21 agosto. Gli aspiranti devono monitorare gli avvisi dell’Ufficio scolastico regionale perché le finestre di accettazione sono molto brevi.
Come viene suddiviso il contingente tra le diverse graduatorie e concorsi?
Il contingente è diviso in modo uguale: metà dei posti va alle graduatorie a esaurimento e ai concorsi ordinari, mentre l’altra metà è destinata al concorso PNRR3 ancora in corso.