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Percorso triennale sull'educazione digitale nelle scuole italiane
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Percorso triennale sull'educazione digitale nelle scuole italiane

Il MIM avvia con Indire un percorso triennale sull'uso consapevole del digitale nelle scuole: tre moduli da venti ore, seconda fase da settembre 2026.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato il 6 luglio 2026 un percorso formativo triennale, realizzato con Indire, dedicato all'educazione digitale e all'uso consapevole dei social media nelle scuole italiane. L'iniziativa coinvolge tutte le figure professionali del sistema scolastico e ha come destinatario prioritario le scuole secondarie di secondo grado, dove più intenso è il rapporto quotidiano degli studenti con le piattaforme social e con i dispositivi personali.

Il nuovo piano si aggiunge al Piano formativo per l'educazione al rispetto e alla parità di genere, che il ministero riferisce aver raccolto l'adesione di oltre la metà degli istituti italiani. La partecipazione è risultata elevata nelle aree del Paese con maggiori criticità sociali ed educative, un dato che il MIM utilizza come base di riferimento per estendere l'impianto formativo dall'educazione al rispetto all'educazione digitale.

I tre moduli avviati

La prima fase del percorso si articola in tre moduli con videolezioni da venti ore ciascuno, dedicati al benessere digitale nell'era dei social, alle connessioni consapevoli e alla cittadinanza digitale. Ogni modulo prevede una parte introduttiva comune, seguita da fasi differenziate per profilo professionale ed esperienza pregressa dell'istituto. L'obiettivo dichiarato è trasferire strumenti e metodologie nella pratica educativa quotidiana, con attenzione alle dinamiche relazionali che emergono negli ambienti online e allo sviluppo di competenze socio-emotive e digitali. I contenuti includono la media literacy, la prevenzione del cyberbullismo e la promozione di un uso critico e responsabile delle tecnologie. La fruizione avviene in modalità asincrona, così da adattare la formazione ai carichi di lavoro dell'anno scolastico.

La seconda fase da settembre 2026

Da settembre 2026 il percorso entra nella seconda fase, articolata su più livelli e calibrata sull'esperienza dell'istituto di appartenenza. I temi previsti includono cyberbullismo, cybersecurity, uso consapevole dell'intelligenza artificiale, identità social, isolamento con le sue ricadute a livello fisico, mentale e sociale, dipendenza da cellulare e carico cognitivo. L'articolazione per livelli tiene conto della fascia di età degli studenti coinvolti, dell'esperienza pregressa dell'istituto in tema di innovazione didattica e delle competenze già presenti tra il personale docente. Le modalità operative per la partecipazione saranno comunicate nei prossimi mesi a dirigenti, docenti e personale ATA. Il ministero indica che il monitoraggio dell'iniziativa terrà conto anche del tasso di adesione territoriale, per intercettare le aree in cui la formazione risulta più necessaria.

Il piano si inserisce nell'attuazione delle nuove Linee guida sull'educazione civica del MIM e delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo. Secondo il ministro Giuseppe Valditara si tratta del primo piano strutturato che il sistema scolastico italiano dedica alla strumentazione digitale e all'uso corretto dei social, con l'obiettivo dichiarato di tutelare la salute e lo sviluppo equilibrato dei giovani. Il quadro operativo del percorso è illustrato anche nell'approfondimento sul piano triennale MIM-Indire di Edunews24.

Domande frequenti

Quali sono gli obiettivi principali del percorso triennale sull'educazione digitale?

Il percorso mira a fornire strumenti e metodologie per un uso consapevole delle tecnologie digitali e dei social media, promuovendo il benessere digitale, la prevenzione del cyberbullismo e lo sviluppo di competenze socio-emotive e digitali tra studenti e personale scolastico.

A chi è rivolto principalmente il nuovo piano formativo?

Il piano coinvolge tutte le figure professionali del sistema scolastico, ma si rivolge in modo prioritario alle scuole secondarie di secondo grado, dove l'utilizzo dei social media e dei dispositivi personali è più intenso tra gli studenti.

Come si articola la prima fase del percorso formativo?

La prima fase prevede tre moduli con videolezioni da venti ore ciascuno, dedicati a benessere digitale, connessioni consapevoli e cittadinanza digitale, con una parte introduttiva comune e fasi specifiche in base al profilo professionale e all'esperienza dell'istituto.

Quali temi saranno approfonditi nella seconda fase a partire da settembre 2026?

La seconda fase affronterà temi come cyberbullismo, cybersecurity, uso consapevole dell'intelligenza artificiale, identità social, isolamento, dipendenza da cellulare e carico cognitivo, adattando i contenuti alle diverse fasce d'età e ai livelli di esperienza degli istituti.

In che modo viene monitorata l'efficacia del piano formativo?

Il monitoraggio considera il tasso di adesione territoriale, così da individuare le aree in cui la formazione è più necessaria e valutare l'impatto sull'intero sistema scolastico nazionale.

Pubblicato il: 11 luglio 2026 alle ore 11:05

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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