Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato il 2 luglio 2026 il decreto interministeriale che dà attuazione al cosiddetto «bonus paritarie», contributo economico destinato alle famiglie con figli iscritti in scuole non statali. La misura, prevista dall'articolo 1 della legge 30 dicembre 2025, n. 199, diventerà pienamente operativa dopo la firma del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, attesa nei prossimi giorni.
Nella nota diffusa dal MIM, Valditara parla di una misura che «contribuisce a rendere effettiva la libertà di scelta educativa anche per le famiglie meno abbienti» e ringrazia Maria Stella Gelmini di Noi Moderati e le forze di maggioranza che hanno sostenuto l'emendamento in Parlamento. Il provvedimento era stato inserito nella Legge di Bilancio 2026 e approvato in Senato a dicembre 2025 come misura una tantum per l'anno finanziario in corso.
Come funziona il contributo
Il fondo mette a disposizione 20 milioni di euro per il solo 2026, con un importo massimo di 1.500 euro a studente. Il tetto di accesso è fissato a un valore ISEE non superiore a 30.000 euro. L'erogazione avviene come contributo diretto e non come detrazione fiscale, sostiene una parte della retta ed è liquidata attraverso il Ministero dell'Istruzione. L'importo è modulato in modo inversamente proporzionale all'ISEE: le fasce più basse ricevono una quota più alta, sempre entro il tetto di spesa complessivo. Con questi parametri il fondo copre in via teorica fino a circa 13.300 beneficiari a importo pieno, mentre i numeri reali dipenderanno dalla distribuzione delle domande. Il decreto attuativo appena firmato definisce gli scaglioni di modulazione e il canale di presentazione della domanda, elementi rimasti sospesi nella sola legge finanziaria.
Chi rientra e chi resta fuori
La platea è circoscritta a due segmenti delle scuole paritarie: la secondaria di primo grado e il primo biennio della secondaria di secondo grado. Restano esclusi la scuola dell'infanzia paritaria, la primaria e il triennio finale delle superiori. È un perimetro ristretto rispetto all'universo delle paritarie italiane, che secondo i dati del Ministero conta 790.460 studenti in 11.765 istituti nell'anno scolastico 2023/2024. Il segmento più numeroso è l'infanzia con oltre 433.000 bambini iscritti, tutti fuori dal nuovo bonus. Il numero complessivo degli studenti paritari è in flessione, con un calo di oltre 20.000 unità rispetto all'anno precedente. Il contributo si affianca alla detrazione IRPEF del 19 per cento per le spese scolastiche, il cui tetto sale dal 2026 a 1.000 euro per figlio.
Il quadro normativo di riferimento è contenuto nella legge 199/2025 pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Per la piena operatività il MIM dovrà pubblicare le procedure di domanda con tempi e canali di presentazione, un passaggio previsto dopo la controfirma del MEF che chiuderà l'iter di adozione. Solo dopo la pubblicazione dell'avviso ministeriale le famiglie potranno presentare domanda tramite i canali indicati dal Ministero.