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Il decreto MUR, firmato dalla Ministra Bernini, ripartisce 17 milioni l'anno per le borse AFAM per un totale di oltre 100 milioni di euro
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Il decreto MUR, firmato dalla Ministra Bernini, ripartisce 17 milioni l'anno per le borse AFAM per un totale di oltre 100 milioni di euro

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Il MUR stanzia 17 milioni l'anno fino al 2031 per i dottorati di ricerca AFAM: 60.000 euro fissi a istituzione, circa 283 borse ogni anno accademico.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha firmato il decreto che destina 17 milioni di euro l'anno, per il periodo 2026-2031, al finanziamento dei dottorati di ricerca nelle istituzioni AFAM statali. Il totale supera i 100 milioni di euro e permetterà di sostenere circa 283 borse triennali ogni anno accademico. Il provvedimento è stato annunciato dalla ministra Anna Maria Bernini.

L'illustrazione ai presidenti e ai direttori di accademie, conservatori e Istituti Superiori per le Industrie Artistiche è avvenuta il 30 giugno 2026 al MUR. Le risorse arrivano dal rifinanziamento previsto dal decreto legge PNRR arrivato in Aula alla Camera nell'aprile 2026, ed è la seconda tranche di stanziamento dedicato ai dottorati AFAM.

Come si distribuiscono i fondi

Il decreto fissa una quota di 60.000 euro per ogni istituzione con almeno un corso di dottorato accreditato: importo sufficiente a coprire il triennio di una singola borsa. Le risorse residue vengono ripartite in base al numero di borse attivate nell'anno accademico precedente, con criteri distinti per i dottorati di interesse nazionale e per quelli organizzati in forma associata fra più istituzioni, come previsto dai regolamenti già in vigore per i dottorati universitari.

Il testo prevede un meccanismo di riassegnazione: i fondi non utilizzati da un'istituzione entro i termini rientrano nella disponibilità del ministero e vengono redistribuiti alle strutture che hanno esaurito il proprio contingente di risorse. L'obiettivo dichiarato è evitare che le somme stanziate restino ferme a bilancio durante l'annualità e siano assorbite dalle sedi con maggiore capacità di attivazione.

Da 15 a 17 milioni: cambia la scala temporale

Il precedente decreto MUR, firmato il 30 luglio 2025, aveva stanziato 15 milioni per la sola annualità 2025/26. Con il nuovo provvedimento la dotazione annua sale a 17 milioni e viene stabilizzata su sei anni consecutivi. Il salto principale non riguarda solo l'importo ma la programmazione: per la prima volta le istituzioni AFAM accreditate al dottorato possono contare su una copertura pluriennale che consente di pianificare cicli triennali completi senza dipendere dallo stanziamento anno per anno.

In termini pratici il provvedimento finanzia ogni anno l'attivazione di 283 nuove borse triennali. Il costo unitario resta pari a 60.000 euro per l'intero ciclo, ovvero 20.000 euro annui, valore già utilizzato nel decreto ministeriale che aveva fissato l'importo delle borse AFAM. Le sedi che intendono candidarsi devono avere almeno un corso di dottorato accreditato dal ministero al momento dell'apertura della finestra di riparto.

Il testo integrale del decreto e i criteri di riparto sono pubblicati sul portale del Ministero dell'Università e della Ricerca. Le accademie e i conservatori devono comunicare al ministero il numero di borse attivate nell'anno accademico 2025/26 per sbloccare la quota variabile del finanziamento. Da quella comunicazione dipende il numero effettivo di nuovi ingressi finanziabili nel ciclo che parte da ottobre 2026.

Pubblicato il: 1 luglio 2026 alle ore 19:49

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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