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Il conto salato del 60 CFU: quando abilitarsi costa uno stipendio
Scuola

Il conto salato del 60 CFU: quando abilitarsi costa uno stipendio

Iscrizione, prova finale e un mese di aspettativa non retribuita: chi frequenta il 60 CFU perde oltre 4.400 euro. E lo Stato paga due stipendi.

Un docente di ruolo con sei anni di servizio nella scuola statale ha dovuto chiedere un mese di aspettativa non retribuita per completare 120 ore di tirocinio in un altro istituto. La lettera aperta pubblicata da Tecnica della Scuola denuncia il paradosso dei percorsi abilitanti 60 CFU: chi insegna già è costretto a pagare per essere formato di nuovo, e a rinunciare allo stipendio nel frattempo.

Quanto costa davvero iscriversi al 60 CFU

Il D.P.C.M. 4 agosto 2023 sulla formazione iniziale dei docenti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2023, fissa il tetto massimo del percorso completo a 2.500 euro, più 150 euro per la prova finale abilitante. Il percorso richiede 60 CFU complessivi, di cui 15 obbligatori di tirocinio diretto svolti fisicamente in una scuola convenzionata con l'ateneo di iscrizione.

Il decreto riconosce il servizio pregresso solo in forma indiretta: chi ha almeno tre anni di insegnamento accede al percorso ridotto da 30 CFU, ma resta obbligato a un minimo di 10 CFU di tirocinio. Nessuna norma consente al docente di ruolo di svolgere il tirocinio nella propria scuola di titolarità: la convenzione tra ateneo e istituto è formalmente separata dalla sede di servizio, e nella pratica molti istituti non hanno accordi attivi con gli atenei di riferimento.

L'angolo economico: oltre 4.400 euro fuori dalla busta paga

Un docente di scuola secondaria con anzianità intermedia percepisce circa 1.800 euro netti al mese secondo il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024. Sommando la retta massima del percorso (2.500 euro), la prova finale (150 euro) e un mese di aspettativa non retribuita per completare il tirocinio, il conto supera i 4.400 euro netti. È l'equivalente di oltre due mensilità di stipendio bruciate per rispettare un obbligo formativo imposto allo stesso docente che il Ministero ha già selezionato con concorso e confermato in ruolo.

L'esborso pubblico sullo stesso posto raddoppia. Mentre il titolare va in aspettativa, la scuola nomina un supplente temporaneo per coprire la cattedra: lo Stato paga due stipendi per lo stesso posto, mentre il docente formato lavora gratuitamente in un altro istituto. L'effetto si amplifica per chi lavora già lontano da casa, dove l'inflazione erode ulteriormente lo stipendio reale dei docenti fuori sede nel 2026. Un mese senza cedolino pesa in modo molto diverso a Milano o Roma rispetto a una provincia del Mezzogiorno, ma nel decreto non c'è nessun meccanismo di compensazione.

Chi è colpito e cosa chiede la lettera aperta

Il Ministero dell'Università ha approvato oltre 5.700 posti per i percorsi 60 e 30 CFU nel ciclo 2025/2026, una quota che copre solo una frazione dei precari con supplenze annuali e dei docenti di ruolo che devono abilitarsi su nuove classi di concorso. La distribuzione dei posti tra atenei del Nord e del Sud replica lo stesso squilibrio geografico osservato nel fabbisogno del TFA sostegno XI ciclo, dove il paradosso del Nord si è aggravato: molti candidati sono costretti a spostarsi in regioni diverse per completare l'abilitazione, con costi aggiuntivi interamente a carico privato.

L'appello del docente autore della lettera, Fiore Mirabella, chiede tre correzioni strutturali. In primo luogo, il diritto di svolgere il tirocinio nella scuola di titolarità salvo impedimenti oggettivi e documentati. In secondo luogo, linee guida nazionali vincolanti per superare la discrezionalità delle singole istituzioni scolastiche nella stipula delle convenzioni con gli atenei. Infine, tutele economiche o forme di ristoro per i docenti che perdono retribuzione a causa di un obbligo formativo imposto per legge.

Il Ministero dell'Università sta lavorando al terzo ciclo dei percorsi abilitanti per l'anno accademico 2025/2026. Senza un intervento normativo sul tirocinio dei docenti già in ruolo, la formazione iniziale continuerà a pesare per migliaia di euro su chi in classe c'è già ogni mattina, e a costare il doppio anche allo Stato che la impone.

Domande frequenti

Quanto costa complessivamente il percorso abilitante 60 CFU per un docente di ruolo?

Il costo massimo previsto dal D.P.C.M. 4 agosto 2023 è di 2.500 euro per la retta, più 150 euro per la prova finale. Tuttavia, se il docente deve chiedere un mese di aspettativa non retribuita per il tirocinio, il costo totale può superare i 4.400 euro netti, includendo la perdita dello stipendio.

Perché i docenti di ruolo devono svolgere il tirocinio in una scuola diversa dalla propria?

La normativa attuale non consente di svolgere il tirocinio nella scuola di titolarità, poiché le convenzioni tra atenei e istituti sono formalmente separate dalla sede di servizio. Molti istituti, inoltre, non hanno accordi attivi con gli atenei di riferimento, obbligando i docenti a spostarsi in altre scuole.

Quali sono le principali criticità economiche evidenziate nell'articolo riguardo il percorso 60 CFU?

Oltre ai costi di iscrizione e della prova finale, i docenti devono spesso rinunciare a un mese di stipendio per completare il tirocinio. Inoltre, lo Stato paga due stipendi per lo stesso posto perché deve nominare un supplente temporaneo durante l'aspettativa del docente.

Cosa chiede la lettera aperta pubblicata da Tecnica della Scuola?

La lettera chiede tre interventi: la possibilità di svolgere il tirocinio nella propria scuola di titolarità, linee guida nazionali vincolanti per le convenzioni tra scuole e atenei, e tutele economiche o compensazioni per i docenti che perdono retribuzione a causa dell'obbligo formativo.

Chi è maggiormente colpito dai costi e dalle difficoltà organizzative dei percorsi abilitanti?

Sono colpiti sia i docenti di ruolo che devono abilitarsi su nuove classi di concorso sia i precari con supplenze annuali. La situazione è più difficile per chi lavora fuori sede o in regioni con pochi posti disponibili, che deve affrontare anche spese aggiuntive di spostamento e alloggio.

Quali sono le prospettive future per i percorsi abilitanti 60 e 30 CFU?

Il Ministero dell'Università sta organizzando il terzo ciclo dei percorsi per il 2025/2026, ma senza una revisione normativa sul tirocinio, i costi elevati e le criticità organizzative continueranno a pesare sia sui docenti sia sullo Stato.

Pubblicato il: 19 luglio 2026 alle ore 10:07

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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