Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha richiesto agli atenei 30.241 posti per l'XI ciclo del TFA sostegno, riferito all'anno accademico 2025/2026. Nessuno è destinato alla secondaria di secondo grado. E oltre il 60% della richiesta si concentra in quattro regioni del Nord.
Il fabbisogno regione per regione
La nota del MUR, firmata il 14 aprile 2026 dalla direttrice generale Luisa A. De Paola, ripartisce il fabbisogno comunicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito con la nota 7496 del 25 marzo. La quota più alta tocca alla Lombardia con 6.903 posti, seguita da Piemonte (4.378), Emilia Romagna (3.851) e Veneto (3.112). Solo queste quattro regioni assorbono 18.244 posti, pari al 60,3% del totale nazionale. Sul versante opposto, la Basilicata si ferma a 65 posti, il Molise a 47 e l'Abruzzo a 493.
Anche la ripartizione per grado di scuola è sbilanciata. La primaria assorbe 21.202 posti, l'infanzia 4.809, la secondaria di primo grado 4.230. Per la secondaria di secondo grado il fabbisogno comunicato è pari a zero: una scelta che il prossimo decreto attuativo potrà ancora ritoccare in corso di iter, ma che oggi taglia fuori migliaia di docenti delle superiori.
Il paradosso del Nord: più posti, meno specializzati
La concentrazione dei posti al Nord va letta accanto a un dato pubblicato da ISTAT a inizio giugno 2026. Nell'anno scolastico 2024/2025 sono 261 mila gli insegnanti di sostegno nelle scuole italiane, in aumento del 6% rispetto all'anno precedente. Ma il 22%, pari a circa 57 mila docenti, non ha la specializzazione richiesta dal TFA: si tratta di docenti curricolari assegnati al sostegno per coprire le carenze di personale qualificato. I numeri dell'inclusione scolastica sono nei dati ISTAT sull'inclusione scolastica 2024/2025.
Il divario territoriale è netto: al Nord la quota di insegnanti senza specializzazione tocca il 32%, contro l'11% del Mezzogiorno. Nelle stesse regioni dove il MUR ha richiesto più posti TFA sostegno, oggi un docente su tre lavora senza il titolo. La stessa nota MUR del 14 aprile chiede agli atenei di valutare con attenzione la necessità formativa di docenti soprattutto nelle regioni del Nord Italia.
A rendere il quadro più fragile, ISTAT segnala che oltre il 22% dei posti di sostegno non era ancora assegnato all'inizio dell'anno scolastico 2024/2025 e che, dopo un mese di lezione, la quota di posti vacanti era ancora al 10%. Significa che le famiglie del Nord rischiano un doppio svantaggio: docente non specializzato e nominato in ritardo. L'XI ciclo è pensato per colmare proprio questa frattura, ma i tempi di specializzazione (otto o nove mesi più i tempi di emanazione del decreto) rendono difficile vedere effetti sulle nomine dell'anno scolastico 2026/2027.
Requisiti, prove e tempi per chi vuole iscriversi
Per infanzia e primaria possono partecipare i laureati in Scienze della Formazione Primaria e chi ha conseguito il diploma magistrale entro l'anno scolastico 2001/2002. Per la secondaria di primo grado, dove i posti ci sono, accedono abilitati su classe di concorso, laureati magistrali, diplomati di II livello AFAM, docenti ITP e chi ha almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci. Il dettaglio del percorso è raccolto nella guida al TFA per il sostegno.
La selezione prevede tre prove gestite dai singoli atenei: una preselettiva computer based di 120 minuti con 60 quesiti a risposta multipla (0,50 punti a risposta corretta, nessuna penalità), una scritta a risposta aperta e un colloquio orale. Scritto e orale richiedono almeno 21/30. Il percorso dura 8/9 mesi per un totale di 1.500 ore tra teoria, laboratori e tirocinio, e attribuisce 60 CFU. Per chi ha già tre anni di servizio sul sostegno restano aperti i percorsi alternativi avviati dai decreti 75 e 77 del 2025, con 40 CFU e costi tra 900 e 1.500 euro: i dettagli sono nelle novità sui corsi di sostegno e requisiti.
Le date nazionali delle prove preselettive saranno fissate da un decreto ministeriale atteso entro l'estate, mentre la finestra per la presentazione delle offerte formative degli atenei si è chiusa il 7 maggio 2026. I docenti della secondaria di II grado, esclusi dal contingente, hanno davanti la chiusura dell'anno scolastico e le commissioni della guida all'esame di Stato 2025, e dovranno attendere il prossimo ciclo per provarci.
Domande frequenti
Quanti posti sono stati richiesti per l'XI ciclo del TFA sostegno e come sono distribuiti a livello regionale?
Per l'XI ciclo del TFA sostegno sono stati richiesti 30.241 posti, con oltre il 60% concentrato in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Le regioni meridionali, come Basilicata e Molise, hanno ricevuto un numero significativamente inferiore di posti.
Per quali gradi scolastici sono disponibili i posti TFA sostegno e quali sono esclusi?
La maggior parte dei posti è destinata alla primaria (21.202) e all'infanzia (4.809), seguite dalla secondaria di primo grado (4.230). Nessun posto è attualmente previsto per la secondaria di secondo grado.
Qual è il paradosso della distribuzione dei posti TFA sostegno al Nord?
Il Nord riceve la maggior parte dei posti ma presenta anche la più alta percentuale di docenti di sostegno non specializzati (32% contro l'11% del Mezzogiorno). Ciò causa un doppio svantaggio per le famiglie: docenti spesso non specializzati e nomine in ritardo.
Chi può partecipare al TFA sostegno XI ciclo e quali sono le prove d'accesso?
Possono partecipare laureati in Scienze della Formazione Primaria, diplomati magistrali (entro il 2001/2002), abilitati su classe di concorso, laureati magistrali, diplomati AFAM di II livello, ITP e chi ha almeno tre anni di servizio su sostegno negli ultimi dieci. Le prove comprendono un test preselettivo computer based, una prova scritta a risposta aperta e un colloquio orale.
Quanto dura il percorso TFA sostegno e quali sono i principali contenuti?
Il percorso dura 8-9 mesi per un totale di 1.500 ore, suddivise tra teoria, laboratori e tirocinio, e attribuisce 60 CFU. Il percorso è strutturato per fornire competenze specifiche per il sostegno, con modalità diverse per chi ha già esperienza.
Quando saranno comunicate le date delle prove preselettive e quali sono i tempi previsti per l'impatto sulle nomine?
Le date nazionali delle prove preselettive saranno fissate da un decreto ministeriale atteso entro l'estate. Tuttavia, i tempi di specializzazione e l'iter normativo rendono improbabile un impatto diretto sulle nomine per l'anno scolastico 2026/2027.