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Ferie docenti, perché solo 6 dei 32 giorni si fruiscono in inverno
Scuola

Ferie docenti, perché solo 6 dei 32 giorni si fruiscono in inverno

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Ai docenti spettano 32 giorni di ferie dopo 3 anni di servizio, come a un dipendente pubblico, ma 26 vanno consumati a luglio e agosto. Le sentenze 2025.

Trentadue giorni di ferie dopo il terzo anno di servizio, trenta nei primi tre. È quanto spetta a un docente di ruolo, lo stesso pacchetto di un dipendente pubblico standard con la settimana lavorativa di sei giorni. La differenza non è quanti giorni si maturano, ma quando si possono usare.

Il quadro normativo: cosa dice davvero il contratto

Le ferie docenti restano regolate dall'articolo 13 del CCNL scuola 2006-2009 pubblicato dal MIM, ancora vigente sui temi normativi e ripreso dall'articolo 38 del CCNL 2022-2024 firmato il 23 dicembre 2025. Il diritto è a 32 giorni lavorativi per anno scolastico dopo il terzo anno di servizio. Nei primi tre anni i giorni scendono a 30, comprensivi delle due giornate previste dalla legge 937 del 1977.

Il conteggio segue la settimana lavorativa di sei giorni, dal lunedì al sabato. Anche chi insegna su cinque giorni vede il sabato conteggiato come giornata utile ai fini delle ferie. Domeniche e festività restano fuori dal calcolo. Per il personale part-time verticale il pacchetto è proporzionale: tre giorni di servizio su sei equivalgono a 15 giorni di ferie nel primo triennio. Il part-time orizzontale mantiene invece il pacchetto pieno di 30 o 32 giorni.

Per i supplenti vale il principio proporzionale: ferie maturate in dodicesimi sul servizio prestato, con la frazione superiore ai 15 giorni equiparata a un mese pieno. Il modello vale anche per le supplenze brevi e saltuarie.

32 giorni come gli statali, ma solo 6 fuori dall'estate

Il confronto con il resto del pubblico impiego sfata uno stereotipo. Il dipendente del comparto Funzioni Centrali matura 28 giorni di ferie con la settimana di cinque giorni, equivalenti a 32 sulla settimana di sei. Lo stesso pacchetto di un docente con anzianità sopra i tre anni. Il vantaggio numerico, dunque, non esiste.

La vera differenza riguarda la libertà di scelta. Il comma 9 dell'articolo 13 stabilisce che il personale insegnante deve fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle attività didattiche. Durante l'anno scolastico, fuori dall'estate, può chiedere al massimo sei giornate lavorative. E quelle sei sono condizionate: il dirigente le concede solo se può sostituire il docente con personale già in servizio, senza costi aggiuntivi e senza pagare ore eccedenti.

Tradotto: dei 32 giorni, 26 sono fungibili solo tra la chiusura delle attività didattiche e il 31 agosto. Da settembre a giugno, un insegnante può prendere ferie solo se trova un collega disponibile a coprire le sue ore senza compenso extra. Una restrizione che nessun altro comparto pubblico applica in forma altrettanto stringente.

Per i neoassunti il calcolo si fa ancora più stretto: 30 giorni, di cui sei fruibili durante l'anno, da concordare a stagione iniziata e con il percorso di formazione iniziale rivisto dagli emendamenti al Milleproroghe ancora in corso. Per i primi tre anni di servizio il margine reale di manovra fuori dall'estate è quasi nullo.

Precari e monetizzazione: cosa ha detto la Cassazione nel 2025

La situazione dei precari complica ulteriormente il quadro. La Cassazione, con ordinanza 11968 del maggio 2025, ha stabilito che i docenti a tempo determinato hanno diritto all'indennità sostitutiva per le ferie non godute, salvo che il Ministero dimostri di averli formalmente invitati a fruirne con avviso espresso delle conseguenze.

Il principio era già stato circoscritto un mese prima: il pagamento sostitutivo spetta solo per la differenza tra le ferie maturate e i giorni di sospensione delle lezioni previsti dal calendario scolastico regionale. La Corte d'Appello di Milano, con sentenza 1034/2025, ha applicato il criterio e ha condannato il MIM a versare oltre 10.000 euro a un singolo docente precario.

Il bacino è ampio. I numeri sui posti vacanti del concorso PNRR 2 mostrano quanti precari attendono l'immissione in ruolo, con ferie maturate che rischiano di non essere liquidate. I primi risultati del concorso PNRR 2 per infanzia e primaria indicano un parziale sblocco, ma resta un fronte aperto sui contratti che terminano a giugno e ad agosto.

Per chi programma un viaggio fuori stagione la regola operativa è una sola: a Natale e Pasqua si lavora salvo permessi specifici, e i sei giorni annuali fuori dall'estate vanno chiesti con preavviso e sostituto già concordato. Per chi ha contratto fino al 30 giugno conviene verificare con un legale se rientra nei criteri fissati dalla Cassazione di maggio per ottenere l'indennità sostitutiva.

Domande frequenti

Quanti giorni di ferie spettano ai docenti di ruolo e come vengono calcolati?

Ai docenti di ruolo spettano 32 giorni di ferie dopo il terzo anno di servizio e 30 giorni nei primi tre anni. Il calcolo avviene considerando una settimana lavorativa di sei giorni, includendo il sabato anche per chi lavora su cinque giorni.

Perché solo sei giorni di ferie possono essere fruiti durante l'anno scolastico?

Secondo il contratto, i docenti devono fruire delle ferie nei periodi di sospensione delle attività didattiche. Durante l'anno scolastico, possono richiedere al massimo sei giorni lavorativi, ma solo se il dirigente può sostituirli senza costi aggiuntivi e senza pagare ore eccedenti.

Come viene gestito il diritto alle ferie per i docenti a tempo determinato (precari)?

I docenti a tempo determinato maturano le ferie in proporzione ai mesi di servizio e, se non possono usufruirne, hanno diritto all'indennità sostitutiva. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che il pagamento è dovuto solo se il Ministero non ha invitato formalmente a fruire delle ferie e solo per la differenza tra ferie maturate e giorni di sospensione delle lezioni.

Quali differenze ci sono tra il regime ferie dei docenti e quello degli altri dipendenti pubblici?

Il numero di giorni di ferie è simile, ma i docenti possono utilizzare la maggior parte delle ferie solo durante la chiusura estiva delle scuole. Negli altri comparti pubblici non esistono restrizioni così stringenti sulla scelta del periodo di fruizione.

Cosa devono fare i docenti che vogliono prendere ferie fuori dal periodo estivo?

Devono presentare richiesta per un massimo di sei giorni lavorativi durante l'anno scolastico, concordando preventivamente con il dirigente e assicurandosi che ci sia un collega disponibile a sostituirli senza compenso extra.

Come vengono calcolate le ferie per il personale docente part-time?

Per il part-time verticale, i giorni di ferie sono proporzionali ai giorni di servizio settimanali. Per il part-time orizzontale, invece, spettano tutti i giorni di ferie previsti dal contratto, come per il tempo pieno.

Pubblicato il: 29 maggio 2026 alle ore 09:15

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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