Loading...
Educazione sessuale a scuola: cosa cambia dal 7 luglio con la legge 104

Educazione sessuale a scuola: cosa cambia dal 7 luglio con la legge 104

Dal 7 luglio la legge 104 impone il consenso dei genitori dalle medie e vieta ogni progetto in infanzia e primaria. Il quadro per il 2026/27.

Dal 7 luglio 2026 le scuole italiane devono chiedere il consenso scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni prima di ogni attività su affettività e sessualità nelle medie e nelle superiori. La Legge 9 giugno 2026 n. 104 su Normattiva vieta del tutto gli stessi progetti nell'infanzia e nella primaria, arrivando proprio mentre i dirigenti scolastici stanno definendo i piani per l'inizio del 2026/27.

Cosa impone il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale

L'articolo 1 stabilisce che ogni attività extracurricolare o di ampliamento dell'offerta formativa su temi attinenti all'ambito della sessualità richiede il consenso preventivo in forma scritta, da acquisire almeno sette giorni prima dell'avvio delle attività. La richiesta deve esplicitare finalità, obiettivi educativi, contenuti, temi, modalità e l'eventuale presenza di esperti esterni o associazioni coinvolte, con il materiale didattico messo a disposizione delle famiglie prima della firma.

Se i genitori non aderiscono, la scuola deve garantire attività alternative già inserite nel Piano triennale dell'offerta formativa e comunicarle contestualmente alla richiesta di consenso. Per gli alunni minorenni è obbligatoria la presenza di un docente durante lo svolgimento delle attività, mentre le Indicazioni Nazionali del D.P.R. 89/2009 restano il perimetro invalicabile per infanzia e primaria: qui la sessualità come tema è esclusa, e resta solo la biologia curricolare su anatomia, differenze biologiche e riproduzione. La legge chiede inoltre di adeguare il Patto educativo di corresponsabilità entro l'avvio dell'anno.

L'Italia entra tra i 7 Paesi UE senza educazione sessuale obbligatoria

La legge codifica ciò che di fatto era già la prassi italiana: l'educazione sessuo-affettiva a scuola resta opzionale, subordinata al consenso famiglia per famiglia. In Europa il quadro è opposto: venti Paesi UE la prevedono obbligatoria e l'Italia si conferma nel gruppo dei sette che non lo fanno, insieme a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Ungheria. La Svezia l'ha resa obbligatoria nel 1955, la Germania nel 1968, la Francia nel 1998.

Il divario si legge nei dati sugli studenti. Secondo l'indagine Ipsos per Save the Children 2025, solo il 47% degli adolescenti italiani tra i 14 e i 18 anni ha ricevuto un'attività di educazione sessuo-affettiva a scuola, con la quota che scende al 37% nel Sud e nelle Isole. Il 47% si informa attraverso siti e articoli online sulle pratiche sessuali e il 22% ricorre ai video pornografici, mentre appena il 24% saprebbe con certezza a chi rivolgersi in caso di urgenza legata alla sessualità. L'82% degli intervistati non ha mai fatto un test HIV. Come approfondito in una precedente analisi, sono numeri che raccontano una copertura discontinua ben prima dell'entrata in vigore della nuova cornice normativa.

Cosa cambia per dirigenti, docenti e segreterie da settembre

L'anno scolastico 2026/27 si apre con un carico procedurale nuovo. Le scuole devono predisporre una circolare generale applicativa, circolari distinte per infanzia, primaria e secondarie, una scheda di presentazione dei progetti, l'informativa alle famiglie, il modulo di consenso informato, la comunicazione delle attività alternative e la scheda istruttoria per la verifica preventiva dei progetti. Anche i progetti già consolidati con enti esterni, associazioni o consultori vanno riesaminati caso per caso e riproposti alle famiglie con il preavviso richiesto.

Sul piano organizzativo i collegi docenti dovranno distinguere due binari: nelle scuole del primo ciclo dove la legge esclude i progetti, la biologia in classe resta senza consenso; nelle secondarie ogni intervento su affettività, prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, consenso e stereotipi finisce sotto il regime della richiesta scritta. Per un quadro dettagliato degli obblighi introdotti si veda il nostro focus sulla legge sul consenso informato. In parallelo, sul fronte del personale sono in corso le ultime operazioni di aggiornamento delle piattaforme per le assegnazioni 2026/27, che concorreranno a definire chi materialmente terrà quei moduli in classe.

La legge lascia intatta l'autonomia delle scuole nel decidere se avviare o meno i progetti su affettività e sessualità: nessuno le obbliga a farlo, e la strada del consenso preventivo rischia di scoraggiare gli istituti che già oggi facevano fatica a organizzarli. Il banco di prova sarà la ricaduta sui numeri: se il 47% di partenza salirà o si abbasserà nei prossimi anni, dirà se la legge 104 ha spostato l'ago in una direzione o nell'altra.

Domande frequenti

Cosa prevede la legge 104 sull'educazione sessuale a scuola a partire dal 7 luglio 2026?

La legge 104 impone che ogni attività extracurricolare o di ampliamento dell'offerta formativa su affettività e sessualità nelle scuole medie e superiori richieda il consenso scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni, da ottenere almeno sette giorni prima dell'attività.

Quali sono le regole per l'educazione sessuale nella scuola dell'infanzia e primaria?

Nelle scuole dell'infanzia e primaria la legge vieta totalmente progetti su affettività e sessualità, consentendo solo la trattazione curricolare di biologia, anatomia, differenze biologiche e riproduzione secondo le Indicazioni Nazionali del D.P.R. 89/2009.

Cosa succede se i genitori non danno il consenso alle attività di educazione sessuale?

Se i genitori non danno il consenso, la scuola deve offrire attività alternative già previste nel Piano triennale dell'offerta formativa e comunicarle contestualmente alla richiesta di consenso.

Quali obblighi organizzativi devono rispettare le scuole in base alla nuova legge?

Le scuole devono predisporre una circolare applicativa, informare le famiglie, fornire una scheda di presentazione dei progetti, il modulo di consenso, la comunicazione delle attività alternative e riesaminare i progetti già esistenti con enti esterni.

L'educazione sessuale diventa obbligatoria in Italia con la legge 104?

No, la legge 104 non rende obbligatoria l'educazione sessuale nelle scuole, ma mantiene la facoltà delle scuole di proporre tali attività, che restano subordinate al consenso delle famiglie o degli studenti maggiorenni.

Come si posiziona l’Italia rispetto agli altri Paesi europei sull’educazione sessuale a scuola?

L’Italia, con questa legge, rimane tra i sette Paesi UE dove l’educazione sessuale non è obbligatoria, a differenza di altri venti Paesi europei dove è prevista come parte integrante del curriculum scolastico.

Pubblicato il: 20 luglio 2026 alle ore 16:23

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

Articoli Correlati