A settembre 2026 le scuole italiane entrano nel secondo anno di applicazione delle Linee guida sull'educazione civica approvate con DM 183 del 7 settembre 2024. Il primo anno ha reso visibili tre nodi che nessun corso di aggiornamento risolve: 33 ore obbligatorie da ritagliare dentro un monte ore invariato, un coordinatore per ogni classe senza compenso previsto dalla norma, e un insegnamento affidato in contitolarità a docenti privi di formazione specialistica.
Cosa dice davvero il DM 183/2024
Le nuove Linee guida sostituiscono quelle del DM 35/2020 e riorganizzano l'insegnamento nei tre nuclei concettuali indicati dal portale ministeriale dedicato alla materia: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, Cittadinanza digitale. Il monte ore resta quello introdotto dalla Legge 92/2019: non meno di 33 ore all'anno, da ricavare dentro l'orario ordinamentale senza incremento. La struttura è trasversale: nel primo ciclo la disciplina è affidata in contitolarità al team o al consiglio di classe; nel secondo ciclo va prioritariamente ai docenti di discipline giuridiche ed economiche, quando presenti nell'organico dell'autonomia.
Il documento integrale è pubblicato sul sito ministeriale (Linee guida MIM del 7 settembre 2024 - PDF). Rispetto al testo del 2020 cambia la gerarchia interna dei filoni tematici e vengono introdotti riferimenti espliciti a educazione stradale, educazione finanziaria, contrasto al bullismo e al cyberbullismo, prevenzione delle dipendenze.
I tre nodi applicativi che il secondo anno non scioglie
Primo nodo: 33 ore dentro un monte ore che non cambia. L'orario complessivo resta quello dell'ordinamento. Ogni scuola deve quindi decidere quali discipline cedono tempo e quanto, cosa che nei fatti scarica sul collegio docenti la responsabilità di ridistribuire le ore materia per materia. Nel primo ciclo, dove non c'è un docente titolare unico, la programmazione delle 33 ore diventa un puzzle da comporre in sede di progettazione.
Secondo nodo: il coordinatore lavora senza compenso di legge. Le Linee guida confermano la figura del coordinatore in ogni classe. Compiti: raccogliere gli elementi di valutazione dai colleghi contitolari, formulare la proposta di voto o giudizio in sede di scrutinio, tenere insieme la coerenza tra le attività. La normativa non prevede un compenso: è ammessa solo una remunerazione a valere sul fondo di istituto se prevista dalla contrattazione integrativa, senza risorse aggiuntive. In pratica, l'onere è diffuso su decine di docenti per plesso.
Terzo nodo: contitolarità senza formazione dedicata. Nel primo ciclo l'insegnamento ricade sui docenti del team o del consiglio di classe, indipendentemente dalla loro area disciplinare. Nel secondo ciclo la priorità va ai docenti di discipline giuridiche ed economiche, ma solo se disponibili nell'organico dell'autonomia; dove non ci sono, si torna alla contitolarità. Non esiste un percorso abilitante specifico per la disciplina: ogni docente porta la propria formazione di base.
Cosa cambia nella progettazione di quest'anno
La Nota MIM 2867 del 23 gennaio 2025 sulla programmazione trasversale.0002867.23-01-2025.pdf) ha chiarito che le scuole devono aggiornare il curricolo di istituto ai nuovi traguardi entro l'inizio dell'anno scolastico. Le attività dei nuclei possono intrecciarsi con temi collegati alla vita quotidiana della scuola: la prevenzione della violenza in aula, che secondo i dati diffusi nel 2025 risulta in crescita per gli episodi contro i docenti, è uno dei terreni concreti in cui il nucleo Costituzione può misurarsi con problemi reali.
Anche i percorsi di educazione all'affettività e alla sessualità richiedono ora il consenso informato dei genitori quando vengono inseriti nel curricolo trasversale delle scuole del primo ciclo. Sul piano operativo, l'approvazione del curricolo passa dal collegio docenti, la stessa sede in cui si discutono condizioni di lavoro come la gestione delle temperature nelle aule e carichi extra sui coordinatori. Sono questi passaggi collegiali a definire, di fatto, cosa entrerà davvero nelle 33 ore.
Il quadro normativo resta stabile per il 2026/27, ma la sua tenuta dipende da scelte che si fanno in ogni singolo istituto: chi coordina, come si dividono le ore, con quali materiali. Sono queste decisioni collegiali, non un nuovo decreto, a determinare se la formazione alla cittadinanza funziona o resta una casella da riempire nel documento di valutazione.
Domande frequenti
Quali sono i principali cambiamenti introdotti dal DM 183/2024 rispetto alle precedenti Linee guida?
Il DM 183/2024 riorganizza l'insegnamento dell'educazione civica nei tre nuclei concettuali di Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, e Cittadinanza digitale, introducendo anche riferimenti espliciti a educazione stradale, educazione finanziaria, contrasto al bullismo e cyberbullismo, e prevenzione delle dipendenze.
Come vengono distribuite le 33 ore obbligatorie di educazione civica nel monte ore annuale?
Le 33 ore devono essere ricavate all'interno del monte ore ordinamentale, senza incremento delle ore totali. La redistribuzione delle ore tra le discipline è decisa dal collegio docenti di ciascun istituto.
Chi è responsabile del coordinamento dell'educazione civica nelle classi e quali sono le sue condizioni di lavoro?
Il coordinatore di classe ha il compito di raccogliere elementi di valutazione, proporre il voto o giudizio e garantire la coerenza delle attività. Tuttavia, la normativa non prevede un compenso specifico per questo ruolo, salvo eventuali fondi disponibili nell'istituto.
Quali docenti sono coinvolti nell’insegnamento dell’educazione civica e quali competenze sono richieste?
Nel primo ciclo l’insegnamento è affidato in contitolarità ai docenti del team o consiglio di classe, mentre nel secondo ciclo la priorità va ai docenti di discipline giuridiche ed economiche, se presenti. Non è richiesto un percorso abilitante specifico; ogni docente utilizza la propria formazione di base.
Come viene aggiornato il curricolo di educazione civica nelle scuole secondo la Nota MIM 2867/2025?
Le scuole devono aggiornare il curricolo di istituto ai nuovi traguardi previsti dalle Linee guida entro l’inizio dell’anno scolastico, integrando anche temi attuali come la prevenzione della violenza in aula e l’educazione all’affettività, che nel primo ciclo richiede il consenso informato dei genitori.
Da cosa dipende il successo dell’educazione civica nelle scuole nel secondo anno di applicazione?
Il successo dipende principalmente dalle scelte organizzative di ciascun istituto: la distribuzione delle ore, la nomina dei coordinatori e la selezione dei materiali didattici sono decisioni collegiali che incidono sull’efficacia della formazione alla cittadinanza.