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Denatalità a scuola: la primaria cala 15 volte più delle superiori
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Denatalità a scuola: la primaria cala 15 volte più delle superiori

In tre anni la scuola primaria italiana perde il 6,4% degli iscritti, quindici volte più delle superiori. Il calo demografico avanza dal basso.

Il primo dato è quello ripetuto ovunque: quasi 8 milioni di studenti tornano in aula per l'anno scolastico 2026/2027. Il secondo è più scomodo: nelle Marche la scuola primaria in tre anni ha perso il 6,41% degli iscritti, mentre le superiori sono calate solo dello 0,44%. Un rapporto di quindici a uno.

Riparte la scuola, ma con numeri più leggeri

Le lezioni ripartono lunedì 14 settembre in Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria; martedì 15 tocca a Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana; entro il 17 rientrano anche le altre regioni. Il conteggio ministeriale parla di quasi 8 milioni di iscritti complessivi. Sotto quel numero aggregato i dati regionali raccontano una storia diversa.

In Molise gli iscritti scendono a 32.476, 668 in meno in un anno e circa 13 mila in meno rispetto a quindici anni fa. Le Marche si fermano a 187.247, con una flessione del 3,44% nell'ultimo triennio. Il Trentino, che ha aperto le porte il 10 settembre, ha registrato 845 studenti in meno anche nel secondo ciclo delle superiori. E il fenomeno non è distribuito in modo omogeneo: secondo gli indicatori demografici ISTAT 2025, la popolazione perde 9,0 per mille in Basilicata, 6,5 in Molise e 5,1 in Sardegna, mentre il Nord cresce (Trentino-Alto Adige +4,2, Emilia-Romagna +3,4, Lombardia +3,2).

L'onda colpisce dal basso, la primaria paga per prima

Il dato marchigiano è la fotografia più nitida di come si muove il calo demografico dentro la scuola. Nel triennio 2023-2026 la primaria perde il 6,41% degli iscritti, l'infanzia il 4,81%, mentre le superiori restano quasi invariate a -0,44%. Il rapporto tra primo e ultimo grado di scuola è di quindici a uno.

La spiegazione sta nella cronologia delle nascite. La prima elementare del 2026/2027 è composta dai nati del 2020, poco sopra le 400 mila unità. Nel 2025 le nascite sono scese a 355 mila, il valore più basso di sempre, con un numero medio di figli per donna sceso a 1,14. Nei primi sei mesi del 2026 i nati sono ancora in calo dello 0,8% sullo stesso periodo dell'anno precedente.

Il calo che oggi si concentra sulla primaria si sposterà in modo quasi aritmetico sulle medie tra il 2028 e il 2030 e sulle superiori a partire dal 2032. In alcune province lo spostamento è già cominciato: in Trentino le iscrizioni alle prime superiori hanno registrato un -4,76% e le prime medie un -4,57% secondo i dati della provincia autonoma.

Meno alunni, più accorpamenti: la mappa cambia

L'onda non svuota solo le aule: cambia la geografia degli istituti. Nell'anno scolastico 2026/2027, per la prima volta, gli istituti comprensivi statali supereranno il 60% delle unità scolastiche italiane, con la Lombardia al 67% e Sicilia e Piemonte al 65%. Oltre il 15% delle dirigenze coprirà sedi collocate in due o più comuni.

Il rovescio è la chiusura o l'accorpamento dei plessi minori. In provincia di Varese, tra il 2022/2023 e il 2025/2026 gli studenti sono scesi da 103.923 a 99.101 e le classi da 4.778 a 4.675: 103 sezioni cancellate in quattro anni, di cui 64 solo nell'ultimo. È qui che il calo demografico smette di essere un dato astratto: significa arcipelaghi scolastici senza plesso in paese, tempi di spostamento più lunghi per bambini di sei anni, dirigenti che governano istituti su geografie sempre più larghe.

L'invito ai ragazzi di monsignor Delpini a considerare la scuola come spazio di vita prova a tenere insieme una comunità scolastica che, nei numeri, si sta assottigliando dal basso.

Il dato da tenere a mente per i prossimi cinque anni non è quello degli 8 milioni di studenti che tornano oggi in aula. È il rapporto quindici a uno tra primaria e superiori: l'onda risale gradino per gradino, e il conto per le medie e le superiori arriverà a partire dal 2028.

Domande frequenti

Perché il calo degli iscritti è più marcato nella scuola primaria rispetto alle superiori?

Il calo è dovuto principalmente alla diminuzione delle nascite negli ultimi anni. Essendo la scuola primaria il primo grado scolastico frequentato dai nuovi nati, risente prima del fenomeno rispetto alle superiori.

Come varia il calo demografico nelle diverse regioni italiane?

Il calo demografico non è omogeneo: regioni come Basilicata, Molise e Sardegna registrano le flessioni più alte, mentre alcune regioni del Nord, come Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia, mostrano addirittura una crescita della popolazione.

Quali conseguenze ha la denatalità sull'organizzazione delle scuole?

La diminuzione degli alunni porta a chiusure o accorpamenti di plessi scolastici, con una crescente presenza di istituti comprensivi e dirigenti che devono gestire sedi in comuni diversi. Questo comporta tempi di spostamento più lunghi per molti studenti, soprattutto nei paesi più piccoli.

Quando il calo di iscrizioni interesserà maggiormente le scuole medie e superiori?

Secondo le proiezioni, il calo che ora colpisce la primaria si sposterà sulle scuole medie tra il 2028 e il 2030 e sulle superiori a partire dal 2032, seguendo l'andamento delle coorti di nascita.

Quanti studenti sono previsti nelle scuole italiane per l'anno scolastico 2026/2027?

Il conteggio ministeriale prevede quasi 8 milioni di studenti iscritti nelle scuole italiane per l'anno scolastico 2026/2027, anche se i dati regionali mostrano forti differenze nella distribuzione degli iscritti.

Pubblicato il: 14 settembre 2026 alle ore 13:22

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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