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'Scuola in salute', ma la dispersione implicita è risalita all'8,7%
Scuola

'Scuola in salute', ma la dispersione implicita è risalita all'8,7%

Valditara rivendica la scuola in salute con la dispersione al 7,3%. Ma INVALSI 2025 vede risalire quella implicita all'8,7% e il Sud al 12,5%.

L'intervista del ministro Giuseppe Valditara ad Avvenire, il 13 settembre 2026, costruisce un bilancio a partire da un dato: la dispersione scolastica esplicita è al 7,3%. Il numero è reale, ma è solo metà della fotografia.

Il bilancio del ministro: PISA sopra la media OCSE e 520 mila ragazzi recuperati

Valditara chiama 'ultimismo' l'abitudine a raccontare la scuola italiana come ultima in Europa e la contesta con i risultati OCSE PISA 2025 diffusi a settembre: gli studenti quindicenni italiani segnano 474 punti in lettura contro i 461 della media OCSE, 468 in matematica contro 463 e 483 in scienze contro 482. Sul fronte del calo degli abbandoni parla di 520 mila ragazzi 'recuperati' e attribuisce la discesa dell'indicatore alle politiche del suo mandato. Rivendica poi il piano da 100 milioni per la formazione dei docenti sull'IA - MIM, la riforma 4+2 degli istituti tecnici, le nuove indicazioni con corsivo, poesie a memoria e grammatica come argine all'intelligenza artificiale, e il piano casa che inserisce il personale della scuola tra i beneficiari prioritari. La lettura complessiva: scuola 'in buona salute', non più ultima della classe.

Dispersione implicita all'8,7%, il Sud viaggia al 12,5%

Accanto al calo degli abbandoni pesa un altro indicatore, la dispersione implicita, con cui INVALSI misura i diplomati che escono dalla scuola senza le competenze base in italiano e matematica. Nel Rapporto nazionale INVALSI 2025 è risalita all'8,7%, dopo il minimo del 6,6% raggiunto nel 2024. In dodici mesi la platea di ragazzi che ottiene il titolo ma non gli strumenti è cresciuta di più di due punti percentuali, un rimbalzo che il rapporto non liquida come oscillazione statistica. Il divario territoriale rende il quadro più duro: nel Sud e nelle Isole la dispersione implicita è al 12,5%, mentre il Nord resta stabilmente sotto il 5%. In Campania, Lazio, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna la quota supera il 10% da sola, e il gap tra Centro-Nord e Mezzogiorno vale 15-20 punti percentuali già alla fine della terza media. Sommando esplicita e implicita, un ragazzo del Mezzogiorno su sei termina il percorso senza gli strumenti minimi per continuare a studiare o lavorare. È il rovescio del bilancio ministeriale: una parte del Paese ha davvero centrato l'obiettivo europeo del 9% con anni di anticipo, un'altra fatica ancora a garantire alle superiori le competenze della terza media. Il fenomeno lo abbiamo raccontato in dettaglio nel pezzo il record dell'82% di diplomati e il divario nascosto della dispersione implicita.

Cosa cambia in classe tra AI, educazione civica e welfare docenti

Sul terreno operativo il quadro annunciato dal ministro incrocia più cantieri aperti. Le nuove indicazioni nazionali con grammatica rafforzata, poesie a memoria e corsivo entrano in vigore dal prossimo anno insieme al riordino dell'insegnamento di educazione civica, che dal 2026/27 anticipa due riforme già in prima classe come raccontiamo nella scheda su educazione civica dal 2026/27: due riforme insieme in prima classe. Il piano AI da 100 milioni per la formazione dei docenti scommette invece sull'idea che la tecnologia rinforzi le competenze umane invece di sostituirle: la sfida per le scuole sarà organizzare le ore di aggiornamento senza sottrarre tempo alla didattica. Sul fronte welfare, il piano casa del Governo apre una corsia preferenziale al personale della scuola, mentre la copertura assicurativa scolastica si sta ampliando su fronti sanitari fino a poco fa fuori scala, come nel caso della polizza scuola con prevenzione oncologica femminile in anticipo di dieci anni sul SSN. Tasselli che pesano sul giudizio complessivo quanto il numero della dispersione.

Il prossimo Rapporto INVALSI, atteso a luglio 2026, dirà se il rimbalzo della dispersione implicita è un incidente statistico o una tendenza: se resta sopra l'8%, la 'scuola che sta bene' del ministro dovrà fare i conti con l'altra metà del divario.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra dispersione scolastica esplicita e implicita?

La dispersione esplicita indica gli studenti che abbandonano la scuola senza conseguire il diploma, mentre la dispersione implicita riguarda coloro che ottengono il titolo ma senza aver acquisito le competenze di base in italiano e matematica.

Quali sono i risultati degli studenti italiani nei test OCSE PISA 2025?

Nel 2025 gli studenti italiani quindicenni hanno ottenuto 474 punti in lettura, 468 in matematica e 483 in scienze, superando la media OCSE rispettivamente di 13, 5 e 1 punto.

Perché la dispersione implicita è risalita all'8,7% e quali sono le aree più colpite?

Secondo il Rapporto INVALSI 2025, la dispersione implicita è aumentata dal 6,6% all'8,7% in un anno, con il Sud e le Isole particolarmente colpiti dove il valore raggiunge il 12,5%. Il divario territoriale è significativo, con il Nord sotto il 5%.

Quali iniziative sono state adottate dal Ministero per migliorare la scuola?

Sono stati introdotti un piano da 100 milioni di euro per la formazione dei docenti sull'IA, la riforma 4+2 degli istituti tecnici, nuove indicazioni nazionali su grammatica, corsivo e poesie a memoria, e un piano casa che dà priorità al personale scolastico.

Cosa si prevede per il futuro riguardo la dispersione scolastica?

Il prossimo Rapporto INVALSI, atteso a luglio 2026, chiarirà se l'aumento della dispersione implicita è un fatto temporaneo o una tendenza; se resterà sopra l'8%, la scuola italiana dovrà affrontare criticità nonostante i progressi registrati.

Cosa cambia nelle classi con le nuove riforme e l'introduzione dell'IA?

Dal prossimo anno entrano in vigore nuove indicazioni nazionali con grammatica rafforzata, poesie a memoria e corsivo, oltre al riordino dell'educazione civica e alla formazione dei docenti sull'IA, per promuovere competenze umane e tecnologiche senza ridurre il tempo dedicato alla didattica.

Pubblicato il: 14 settembre 2026 alle ore 15:38

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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