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Da Torino a Napoli le occupazioni denunciano edifici fuori norma
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Da Torino a Napoli le occupazioni denunciano edifici fuori norma

Da Torino a Napoli studenti in mobilitazione: cosa dicono i dati su edifici scolastici, certificati mancanti e crolli nell'ultimo anno.

Il 5 ottobre a Torino le prime scuole occupate erano due, Regina Margherita e Carlo Ignazio Giulio. Oggi, 12 ottobre, la mobilitazione tocca sei città e almeno sedici istituti tra Piemonte, Lazio, Campania, Liguria ed Emilia-Romagna, con lo slogan 'facciamo come in Francia' e tre richieste fisse: più fondi, meno riforme calate dall'alto, edifici sicuri.

La mappa della mobilitazione, da Torino a Bologna

A Torino sono occupati il Regina Margherita, il Carlo Ignazio Giulio, il Sella Aalto Lagrange, l'Einstein e il Primo Liceo Artistico, mentre il Gobetti è in autogestione; scioperano Majorana e Alfieri e si bloccano le lezioni al Maxwell di Nichelino e in alcune succursali del Gioberti e dello stesso Regina Margherita. A Roma, dal 6 ottobre, sono occupati il Cavour, il Lattanzio e il Tullio Levi Civita, con picchetti all'Avogadro e al Newton. A Napoli, dopo il Tito Lucrezio Caro di Posillipo, oggi sono stati occupati in contemporanea l'Umberto, il Mercalli, il Sannazaro e il Genovesi: al Mercalli la dirigente ha formalizzato lo stato di occupazione parlando di interruzione di pubblico servizio, qualifica che non costituisce un accertamento giudiziario. A Genova il Gobetti annuncia la prima occupazione cittadina, a Bologna un centinaio di studenti sfila nel quartiere universitario. Il 9 ottobre, davanti alla Città Metropolitana di Torino, oltre duecento ragazzi chiedevano un piano di interventi edilizi.

Infiltrazioni, impianti, cantieri: cosa dicono i numeri

Le ragioni citate dagli studenti, infiltrazioni, caldaie ferme e cantieri aperti in corsia, trovano riscontro nei rilievi più recenti sul patrimonio edilizio. Il XXIV Rapporto Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole, presentato a settembre alla Camera, ha censito 68 crolli negli edifici scolastici tra settembre 2025 e agosto 2026, con dodici feriti tra alunni e adulti; una quota rilevante degli episodi ha riguardato soffitti e controsoffitti. Sul fronte sanitario, nel 2025 gli infortuni degli studenti denunciati all'INAIL sono saliti a 80.871, in aumento del 3,8% sul 2024. Il quadro di sfondo è il Portale Unico dei Dati della Scuola del MIM: l'anagrafe conta 39.993 edifici attivi e 14.512 senza i tre certificati fondamentali di agibilità, antincendio e impianti termici. Il 53,8% delle scuole non ha il certificato di agibilità, il 59,5% è privo di quello di prevenzione incendi. Il 44% degli edifici, pari a 17.408 strutture, ricade in zone a elevata sismicità, come ricorda anche il punto della sottosegretaria Frassinetti sulla ricostruzione delle scuole del sisma del Centro Italia del 2016 a dieci anni dal terremoto. Il 19% è in area a pericolosità idraulica da moderata a elevata, con 1,34 milioni di studenti coinvolti, e 5.113 edifici si trovano in territori a rischio frana. Solo il 7,4% delle scuole dispone di un sistema di climatizzazione o ventilazione. Cittadinanzattiva stima in 3 miliardi in tre anni il fabbisogno minimo per mettere in sicurezza l'esistente.

Dai cortei del 16 ottobre alla mobilitazione del 30

Il calendario fissato dai collettivi punta a due date: lo sciopero studentesco del 16 ottobre e la mobilitazione generale del 30 ottobre. Nei comunicati gli studenti collegano la protesta al decreto Scuola, al tetto del 30% di alunni con cittadinanza non italiana e all'uso delle risorse pubbliche, con lo slogan 'soldi alla scuola, non alla guerra'; a Napoli il Caro contesta anche il progetto del Centro per il rimpatrio di Castel Volturno. I numeri dell'edilizia sono un terreno di verifica concreto: dal rapporto civico al piano del MIM che porta quattro scuole italiane ad Amatrice, il Ministero misurerà la propria credibilità sulla velocità con cui apre i cantieri. La pressione investe anche le aree interne, dove il consolidamento di 1.325 scuole con pluriclassi convive spesso con edifici più datati e meno visibili dai dati nazionali.

Il 30 ottobre dirà se la protesta è un fuoco di paglia o se riuscirà a imporre un calendario pubblico di interventi su controsoffitti, impianti antincendio e agibilità, con scadenze verificabili istituto per istituto.

Domande frequenti

Quali sono le principali richieste degli studenti che stanno occupando le scuole?

Gli studenti richiedono principalmente maggiori fondi per l'istruzione, meno riforme imposte dall'alto e edifici scolastici più sicuri.

Quante e quali città sono coinvolte nella mobilitazione studentesca?

La mobilitazione riguarda almeno sei città tra Piemonte, Lazio, Campania, Liguria ed Emilia-Romagna, con occupazioni e proteste in almeno sedici istituti.

Qual è la situazione attuale della sicurezza degli edifici scolastici in Italia?

Molti edifici scolastici risultano privi dei certificati fondamentali di agibilità, prevenzione incendi e impianti termici; oltre il 53% non ha il certificato di agibilità e quasi il 60% manca di quello antincendio.

Quali dati emergono dal Rapporto Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole?

Il rapporto segnala 68 crolli tra settembre 2025 e agosto 2026, con dodici feriti, e un aumento del 3,8% degli infortuni studenteschi nel 2025 rispetto al 2024.

Cosa prevedono le prossime tappe della protesta studentesca?

Sono previsti uno sciopero studentesco il 16 ottobre e una mobilitazione generale il 30 ottobre, con l'obiettivo di ottenere interventi concreti e verificabili sulla sicurezza edilizia scolastica.

Quali rischi ambientali interessano le scuole italiane?

Il 44% delle scuole si trova in zone a elevata sismicità, il 19% in aree a rischio idraulico e oltre 5.000 edifici sono situati in territori a rischio frana, coinvolgendo oltre un milione di studenti.

Pubblicato il: 12 ottobre 2026 alle ore 16:43

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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