Un coltello a scuola, portato nello zaino da un quattordicenne. È successo a Terzigno, in provincia di Napoli, in un liceo scientifico: il preside ha trovato una lama da 18 centimetri e ha chiamato i carabinieri, che hanno sequestrato l'arma e denunciato lo studente per porto abusivo.
Il quadro napoletano dietro l'episodio
Il fatto risale al 18 settembre 2026, poco dopo l'inizio delle lezioni. Dagli accertamenti dei militari risulta che il ragazzo, il giorno prima, aveva avuto un forte litigio con un compagno di classe. È stato denunciato a piede libero. Il contesto locale in cui l'episodio si inserisce è pesante: solo tra gennaio e agosto 2026 i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato 150 armi improprie tra lame e tirapugni e 78 armi da fuoco. Nello stesso arco di tempo sono state arrestate 44 persone per porto e detenzione abusiva e ne sono state denunciate 138.
Denunce ai minori: +150% in cinque anni
Sul piano nazionale il fenomeno è già misurato. Secondo il rapporto (Dis)armati di Save the Children, pubblicato a marzo 2026 sui dati del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, i minorenni denunciati per porto abusivo di armi o di oggetti atti a offendere sono passati da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024. La crescita in cinque anni è del 150% circa, con un ulteriore aumento nel primo semestre del 2025.
Non è un fenomeno isolato. Fra i 14-17enni sono cresciute anche le denunce per i reati collegati: le risse sono passate da 433 casi nel 2014 a 1.021 nel 2024, mentre le denunce per rapina si sono più che raddoppiate rispetto a dieci anni prima, superando i 3.900 casi. Nel 2024 si contano inoltre 4.653 minorenni denunciati per lesioni personali e 1.880 per minaccia.
Un lavoro del CNR del 2025 aggiunge un dato scomodo per chi lavora in classe: circa 87.000 studenti tra i 15 e i 19 anni, pari al 3,5% degli iscritti alle scuole superiori, hanno dichiarato di aver usato un coltello in ambito scolastico per intimidire o ferire qualcuno.
La risposta del prefetto e il nodo educativo
Dopo l'episodio, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha annunciato un rafforzamento dei controlli davanti agli istituti, con la possibilità di ricorrere al metal detector nell'ambito dei servizi di sicurezza. È la stessa direzione del decreto Caivano (legge 159/2023), che ha inasprito le misure penali e amministrative sulla criminalità minorile.
La domanda che il rapporto (Dis)armati pone alle scuole è però un'altra. Molti adolescenti raccontano di girare armati per sentirsi più protetti o per affermare uno status all'interno del gruppo: una dinamica che gli operatori chiamano "cortocircuito della paura", e che nessun controllo all'ingresso può disinnescare. Il documento parla di ragazzi "sempre più disarmati sul piano emotivo e relazionale".
Per chi dirige una scuola, questo significa che l'intervento del carabiniere è l'ultimo anello. Prima devono lavorare i referenti bullismo, gli sportelli d'ascolto e i consigli di classe sui conflitti in via di escalation, come quello che il quattordicenne di Terzigno aveva avuto il giorno prima. Non è l'unica tensione a segnare l'apertura dell'anno: a Bologna il primo giorno di lezione è stato marcato dalla protesta al liceo Minghetti, mentre la cerimonia inaugurale ad Amatrice con Mattarella e il ministro Valditara aveva già richiamato al rispetto delle regole.
Il caso di Terzigno finirà davanti al Tribunale per i minorenni. Ai suoi compagni di classe resta però un dato di realtà: qui il coltello nello zaino è entrato in aula, non un metal detector. Se ci fossero stati feriti, poi, si sarebbe aperto anche il nodo dei costi: la polizza sanitaria delle scuole non copre l'intervento chirurgico a spese proprie, e la spesa finisce sulla famiglia.
Domande frequenti
Qual è la situazione attuale riguardo al porto di armi tra i minori in Italia?
Negli ultimi anni il numero di minori denunciati per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere è aumentato del 150%, passando da 778 casi nel 2019 a 1.946 nel 2024, con dati in ulteriore crescita nel 2025.
Perché gli adolescenti portano armi a scuola?
Secondo il rapporto (Dis)armati, molti adolescenti dichiarano di portare armi per sentirsi più protetti o per affermare uno status all'interno del gruppo, un fenomeno chiamato 'cortocircuito della paura'.
Quali misure sono state adottate dopo l'episodio di Terzigno?
Dopo l'episodio, il prefetto di Napoli ha annunciato un rafforzamento dei controlli davanti agli istituti scolastici e la possibilità di utilizzare metal detector come misura di prevenzione.
Come possono le scuole intervenire per prevenire questi episodi?
Le scuole devono intervenire precocemente con referenti per il bullismo, sportelli d'ascolto e consigli di classe che gestiscano i conflitti prima che si aggravino, poiché l'intervento delle forze dell'ordine rappresenta solo l'ultimo passo.
Cosa succede dal punto di vista legale se un minore viene trovato con un'arma a scuola?
Il minore viene denunciato per porto abusivo e il caso viene seguito dal Tribunale per i minorenni; nel caso di Terzigno, lo studente è stato denunciato a piede libero dopo il sequestro della lama.
Le polizze assicurative scolastiche coprono eventuali feriti in questi episodi?
No, la polizza sanitaria delle scuole generalmente non copre le spese per interventi chirurgici a seguito di ferite da armi, lasciando tali costi a carico delle famiglie.